L'inchiesta sui nuovi pellegrini

Tra Grugliasco e Pavia una proposta di silenzio e conoscenza con gli oratori

La possibilità di percorrere con gli oratori insieme dei segmenti dei pellegrinaggi: il racconto delle esperienze.

Tra Grugliasco e Pavia una proposta di silenzio e conoscenza con gli oratori

Una proposta che si rinnova, per il senso che la permea e per l’entusiasmo della risposta. L’oratorio di Grugliasco organizza per i ragazzi delle superiori, d’estate, la possibilità di percorrere una parte del Cammino di Santiago. Insieme. Il primo campo è stato vissuto nel 2014 con i ragazzi del 1995 e poi è stato ripetuto con cadenza biennale: ultima edizione nel 2024 e ci sono solo sorrisi nelle foto. Il tema guida è quello della carità.

«Nonostante i 300 chilometri percorsi con grande energia, lungo il sentiero sono state molte le domande che ci hanno accompagnato, ma una in particolare ha fatto da guida: chi stai cercando? – raccontano gli animatori – Camminare insieme è stato un dono prezioso. Ci ha permesso di riflettere su come stare in servizio, su come prendersi cura dell’altro e sull’importanza di vivere senza maschere, in un mondo che spesso è abituato a fare il contrario. Andare controcorrente non è affatto semplice: è impegnativo e richiede coraggio. Ma la tenerezza dello sguardo di Dio e la consapevolezza di essere amati per ciò che siamo ci ha consolato e rincuorato».

L’emozione dell’arrivo a Santiago, per tutti i giovani, è stata indescrivibile.

«Non si trattava solo di aver condiviso le fatiche fisiche, ma anche quelle del cuore, insieme alla gioia di aver raggiunto il traguardo. Abbiamo avuto inoltre l’opportunità di partecipare alla messa nella Cattedrale di Santiago e di assistere al rito del Botafumeiro, l’enorme turibolo che oscilla per tutta la chiesa, celebrando la fine del nostro pellegrinaggio e ricordando la comunità che ci ha accompagnato da lontano» concludono i responsabili.

I ragazzi, al ritorno, non hanno smesso il loro cammino ma hanno continuato a camminare in maniera diversa, in un percorso di confronto settimanale. E quindi «Road to santiaGO!» ancora, per una nuova avventura:

«La parola “cammino” si presta molto bene a raccontare quello che può essere il percorso di crescita spirituale di ognuno di noi – raccontano i protagonisti che hanno guidato il gruppo – Essa racchiude infatti diversi aspetti chiave dell’educazione alla fede cristiana: c’è la fatica, il ritmo non sempre costante, il bisogno di ritrovare la strada persa, la necessità di affidarsi e di fidarsi dei compagni di viaggio e il desiderio di compiere il passo successivo verso quel qualcosa (o meglio Qualcuno) che ti ha smosso e che stai cercando. Questo è, in parte, quello che abbiamo vissuto questa estate lungo il Cammino di Santiago. Nonostante fossimo un numero importante (ben 101 persone), avevamo tutti chiaro in mente quello che era l’obiettivo, sia spirituale che fisico: arrivare in quella piazza a Santiago diversi da come eravamo partiti. Guardando i ragazzi, crediamo di avercela fatta. Lavorando su come vivono il servizio e sui brani del Vangelo proposti e commentati, attraversando le sofferenze, le differenze e le paure, distruggendo le maschere, sono maturati su quello che, per ognuno di loro, è la vita cristiana, cioè dono e gioia piena, vera».

Da Astorga fino a Santiago, per più di 260 km di camminata, è stato un continuo crescendo di emozioni e di scoperta di quanto l’amore possa essere davvero la direzione dei nostri passi.

«Camminare permette di pensare e riflettere tanto, di sicuro i momenti di silenzio quotidiani e le condivisioni a coppie lungo il cammino hanno aiutato molto in questo senso; in più, il passo spedito ci permetteva di arrivare a destinazione lasciando il giusto tempo per il lavoro a gruppi e, perché no, anche per poter visitare qualche città. La fatica è stata tanta, attraverso il caldo e la stanchezza, ma nulla di tutto questo è lontanamente paragonabile alla gioia che si prova nel vederli crescere e cambiare insieme, che forse è come assistere ad un piccolo miracolo. Ed è bello che anche i ragazzi si siano resi conto di quel che accadeva in loro e tra di loro. Crediamo che sia difficile dimenticare un’esperienza di questo tipo e ci auguriamo che le impronte che hanno lasciato lungo i sentieri facciano ricordare loro quanto sia bello essere in cammino e quanta strada ci sia ancora da fare».

Anche la diocesi di Pavia organizza il Cammino per i giovani, con partenza estate 2026:

«Dovevamo già andare nel 2020 ma con il Covid si è fermato tutto – spiega Luca Gregorelli, direttore del servizio per la pastorale giovanile e l’oratorio – poi ci sono stati anni di incertezza, poi la GMG a Lisbona, poi il Giubileo. Ora è il momento: un’esperienza che ci sembra forte per i giovani, come è stato percorrere la Via Francigena e il cammino di San Francesco. E’ servito a noi per conoscere meglio i ragazzi e a loro per guardarsi dentro e fare un po’ di silenzio; speriamo che anche Santiago possa portare frutto. I primi iscritti sono giovani che frequentano l’oratorio ma con il passaparola abbiamo sentore che possano arrivare anche persone nuove. Percorreremo gli ultimi 100 km e spero che i partecipanti si portino a casa un’esperienza di spiritualità e interiorità. Spesso presi dalla frenesia degli impegni non abbiamo tempo di fare il punto sulla nostra vocazione cioè su chi vogliamo essere nella nostra vita e di assaporare ciò che abbiamo».