Osservatorio Inps

Spettacolo e sport, si torna a crescere nel Nordovest

La Lombardia è la capitale economica, il Piemonte sviluppa nuove professioni creative e la Liguria conserva la tradizione: ecco i dati dell’Osservatorio Inps.

Spettacolo e sport, si torna a crescere nel Nordovest

Spettacolo e sport, il Nordovest torna a crescere. Il settore rappresenta una componente importante dell’economia italiana, non soltanto per il loro impatto culturale e sociale, ma anche per il numero di lavoratori coinvolti e per il peso crescente che queste attività assumono nei mercati contemporanei. I dati pubblicati dall’Inps nell’Osservatorio sui lavoratori dello spettacolo e dello sport relativi al 2025 mostrano un quadro in ripresa dopo le difficoltà degli anni precedenti, con una crescita degli occupati e un aumento delle retribuzioni medie.

Nel 2025 i lavoratori dello spettacolo con almeno una giornata retribuita sono stati 368.192, in aumento del 2,7% rispetto all’anno precedente. Anche la retribuzione media annua è cresciuta, raggiungendo i 11.790 euro, mentre il numero medio di giornate lavorate è salito a 99. Parallelamente, gli sportivi professionisti iscritti ai fondi previdenziali dedicati sono arrivati a 13.686 unità, con un incremento del 3,3% rispetto al 2024.

Dietro questi numeri emerge con forza il ruolo del Nordovest italiano, che continua a rappresentare una delle aree più importanti per l’occupazione culturale e sportiva del Paese. Secondo l’Inps, il 27,7% dei lavoratori dello spettacolo opera nelle regioni nord-occidentali, mentre nel settore sportivo oltre la metà degli occupati lavora nel Nord e circa un terzo proprio nel Nord-Ovest.

Lombardia, capitale economica dello spettacolo

La Lombardia si conferma il principale polo produttivo e occupazionale dell’area. Milano rappresenta oggi uno dei centri più dinamici dell’industria culturale italiana, grazie alla presenza delle grandi produzioni televisive, delle piattaforme audiovisive, delle agenzie pubblicitarie, delle case di produzione cinematografica e dell’industria musicale. Negli ultimi anni il capoluogo lombardo ha consolidato il proprio ruolo come punto di riferimento nazionale per eventi, concerti, produzioni digitali e comunicazione. L’espansione delle piattaforme streaming, la crescita del mercato degli eventi dal vivo e l’aumento degli investimenti nel settore audiovisivo hanno contribuito a rafforzare ulteriormente il peso della regione. I dati dell’Inps mostrano come una delle categorie professionali in maggiore crescita sia quella dei tecnici dello spettacolo, aumentata di circa l’11% nel 2025. Si tratta di figure sempre più richieste all’interno delle produzioni audiovisive, televisive e digitali: tecnici audio, luci, montaggio, scenografia e post-produzione rappresentano una parte fondamentale della filiera culturale contemporanea.

Anche il settore sportivo trova in Lombardia uno dei suoi principali centri nazionali. La presenza di società professionistiche, grandi eventi internazionali e infrastrutture sportive contribuisce a mantenere elevata la domanda di lavoratori specializzati. La regione beneficia inoltre dell’avvicinarsi delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina, che stanno generando investimenti e nuove opportunità occupazionali lungo tutta la filiera sportiva.

Piemonte, tra tradizione industriale e nuove professioni creative

Il Piemonte occupa una posizione particolare all’interno del panorama dello spettacolo italiano. Torino è diventata uno dei principali centri italiani per il cinema, l’audiovisivo e la produzione televisiva. La presenza del Museo Nazionale del Cinema, del Torino Film Festival e di numerose produzioni che scelgono il territorio piemontese come set ha contribuito alla nascita di una rete professionale sempre più articolata. La crescita registrata dall’Inps nei comparti della produzione cinematografica, audiovisiva e dello spettacolo appare particolarmente significativa anche per il Piemonte. Nel 2025 queste attività hanno registrato un aumento degli occupati pari al 7,8%, uno dei dati più elevati tra tutti i gruppi professionali monitorati dall’istituto. Accanto alle produzioni tradizionali, stanno emergendo nuove figure professionali legate ai contenuti digitali, alla comunicazione online e alle piattaforme social. Influencer, streamer, videomaker e creatori di contenuti rappresentano infatti una realtà sempre più rilevante dal punto di vista economico e previdenziale. Per il Piemonte questa evoluzione potrebbe rappresentare una leva importante per attrarre giovani professionisti e contrastare la perdita di popolazione che interessa alcune aree della regione. Il rafforzamento dell’economia culturale appare infatti uno dei settori con maggiore potenziale di sviluppo per il territorio.

Liguria, cultura, spettacolo e sfida demografica

La Liguria presenta caratteristiche differenti rispetto a Lombardia e Piemonte. Pur non avendo le dimensioni economiche delle altre due regioni, continua a svolgere un ruolo significativo nel settore culturale grazie alla sua tradizione musicale, teatrale e artistica. Manifestazioni come il Festival di Sanremo rappresentano uno dei simboli più noti dell’industria dello spettacolo italiana e generano ogni anno un importante indotto economico e occupazionale. Intorno agli eventi culturali si sviluppa infatti una rete di tecnici, artisti, operatori logistici, addetti alla comunicazione e professionisti dello spettacolo che contribuisce alla vitalità economica del territorio. La Liguria deve però confrontarsi con una delle principali criticità demografiche del Paese. L’età media della popolazione è tra le più elevate d’Italia e questo fenomeno influenza anche il mercato del lavoro culturale. Il ricambio generazionale appare più lento rispetto ad altre regioni, mentre molte professionalità giovani tendono a spostarsi verso aree con maggiori opportunità occupazionali. Nonostante queste difficoltà, il settore dello spettacolo continua a mostrare segnali di vitalità. I dati Inps indicano infatti una crescita significativa tra le donne e tra i lavoratori sotto i 29 anni, categorie che nel 2025 hanno registrato incrementi superiori alla media generale. Le donne sono aumentate del 4,2%, mentre i giovani hanno fatto segnare una crescita del 3,9%. Si tratta di un segnale importante anche per territori come la Liguria, dove il rafforzamento delle professioni culturali potrebbe contribuire a trattenere generazioni e competenze.

I punti critici: retribuzioni e precarietà

Accanto ai segnali positivi, l’Osservatorio evidenzia anche alcuni elementi strutturali che continuano a caratterizzare il settore dello spettacolo. La retribuzione media annua dei lavoratori rimane relativamente contenuta se confrontata con altri comparti produttivi. Inoltre, il numero medio di giornate retribuite, pari a 99 nell’arco dell’anno, evidenzia una forte discontinuità lavorativa. La crescita occupazionale non elimina quindi la presenza di condizioni lavorative spesso caratterizzate da contratti temporanei, prestazioni intermittenti e redditi variabili. Una situazione che riguarda in particolare molte professioni artistiche e creative. L’Inps rileva inoltre come gli attori continuino a rappresentare il gruppo professionale più numeroso, con oltre 86mila lavoratori. All’interno di questa categoria assumono un peso rilevante le figure dei generici e dei figuranti, che costituiscono una componente essenziale delle produzioni audiovisive ma spesso operano in condizioni di maggiore precarietà.

Un settore che cambia volto

La crescita dei tecnici, delle produzioni audiovisive e delle professioni legate al digitale racconta uno spettacolo sempre meno legato ai modelli tradizionali della televisione e del cinema e sempre più connesso alle piattaforme online, ai contenuti digitali e ai nuovi linguaggi della comunicazione. In questo scenario Lombardia, Piemonte e Liguria svolgono ruoli differenti ma complementari. La Lombardia si conferma il motore economico e produttivo del settore, il Piemonte rafforza la propria vocazione cinematografica e creativa, mentre la Liguria continua a rappresentare un punto di riferimento culturale nazionale grazie alla sua tradizione musicale e agli eventi che ne caratterizzano l’identità. La crescita registrata nel 2025 mostra come spettacolo e sport stiano recuperando terreno dopo anni complessi. Tuttavia, le sfide restano numerose: garantire maggiore continuità lavorativa, sostenere i redditi delle professioni culturali, favorire il ricambio generazionale e accompagnare la trasformazione digitale di un settore che continua a cambiare rapidamente. I dati dell’Inps indicano che la ripresa è in corso, ma evidenziano anche quanto il futuro dello spettacolo e dello sport dipenderà dalla capacità di rendere più stabile e sostenibile il lavoro di centinaia di migliaia di professionisti.