Indagine Inapp

Solo un bambino su 10 non ha il cellulare in seconda media

Nel Nordovest crescono conflitti, difficoltà a ridurre l’uso di internet e solitudine, soprattutto tra le ragazze: fragilità nel passaggio da primaria a media.

Solo un bambino su 10 non ha il cellulare in seconda media

Immagine di apertura realizzata con Intelligenza artificiale.

In seconda media appena un ragazzo su dieci non ha un cellulare personale. E’ uno dei dati che emergono dal nuovo policy brief dell’Inapp, «Proteggere il benessere dei minori», realizzato sulla base dell’indagine internazionale Children’s Worlds – Wave 5, che in Italia ha raccolto le risposte di 4.750 bambini e ragazzi tra i 7 e i 14 anni. Un accesso sempre più precoce e capillare alla tecnologia che, insieme alla crescita dell’uso dei social, coincide con una maggiore fragilità sul piano delle relazioni, della solitudine e dei conflitti. Nel Nordovest il quadro resta complessivamente solido sul fronte familiare, ma diventa più fragile quando entrano in gioco i rapporti tra coetanei e l’utilizzo delle tecnologie digitali. Il passaggio dalla scuola primaria alla secondaria di primo grado si conferma così un momento particolarmente delicato per il benessere dei ragazzi, e a segnalarlo non sono soltanto genitori, insegnanti e operatori dei servizi, ma gli stessi bambini e adolescenti. Il primo campanello d’allarme riguarda le amicizie. Nel Nordovest, la quota di bambini e ragazzi molto o totalmente soddisfatti delle proprie relazioni amicali passa dal 90,7% in terza elementare all’81,1% in quinta, fino al 75,7% in seconda media. Tra quinta elementare e seconda media il calo è quindi di 5,4 punti percentuali. Una diminuzione significativa, anche se più contenuta rispetto a quella registrata nel Nordest, dove raggiunge i 20,1 punti. A livello nazionale, la soddisfazione per le relazioni amicali scende dall’83,3% al 75,1%.
Con la crescita cambia anche il rapporto con la famiglia. La cura continua a rappresentare un punto di forza: oltre il 92% degli alunni delle classi più grandi dichiara di sentirsi accudito dai propri familiari. A diminuire, però, sono l’ascolto e la possibilità di partecipare alle decisioni. Tra quinta elementare e seconda media, la quota di ragazzi che dichiara di poter condividere le decisioni con i genitori diminuisce di 11 punti percentuali. Tra le ragazze, inoltre, cresce dal 7,7% della terza elementare al 10,2% della seconda media la quota di chi dice di non sentirsi ascoltata.Il tema della solitudine si intreccia strettamente con quello delle relazioni. In seconda media una ragazza su quattro, il 25%, afferma di sentirsi sola spesso, molto spesso o sempre, contro il 16,5% dei ragazzi. Secondo l’Inapp, esclusione, bullismo relazionale e uso dei social possono contribuire a rendere più fragile la rete delle relazioni proprio nella fase della preadolescenza. Ed è qui che entra in gioco il digitale. L’accesso a Internet è ormai quasi universale, ma con l’età aumenta rapidamente anche la disponibilità di dispositivi personali e l’utilizzo dei social. La quota di ragazzi iscritti ai social passa dal 31,5% della quinta elementare al 74,8% della seconda media. L’uso quotidiano o quasi quotidiano cresce invece dal 20,4% al 55,3%. Nel Nordovest emergono alcuni segnali particolarmente significativi. In seconda media il 22,2% dei ragazzi riferisce conflitti con familiari o amici legati all’utilizzo di Internet, contro il 15,8% in quinta elementare. La quota di chi segnala un peggioramento dei voti associato all’uso della rete passa dall’8,2% al 17,5%. Il 32,1% degli studenti di seconda media afferma inoltre di avere provato a ridurre l’uso di Internet senza riuscirci, una percentuale quasi identica a quella della quinta elementare, quando era del 31,9%. E quasi un ragazzo su quattro, il 24,7%, ritiene che Internet gli crei problemi. Numeri che non significano, naturalmente, che la tecnologia sia negativa in sé. Il rapporto mette piuttosto in luce una trasformazione del modo di costruire e vivere le relazioni. I social diventano sempre più uno spazio nel quale nascono e si mantengono amicizie, ma anche un luogo dove possono manifestarsi esclusioni, conflitti e forme di vittimizzazione. Nel campione nazionale, per esempio, in seconda media il 20,7% delle ragazze e il 14,3% dei ragazzi riferisce di essere stato escluso o ignorato sui social. La fotografia dell’Inapp porta quindi l’attenzione su un passaggio preciso: quello tra primaria e secondaria di primo grado. E’ in questa fase che il benessere percepito tende a indebolirsi, soprattutto sul piano delle relazioni, mentre il digitale assume un peso sempre maggiore nella vita quotidiana dei ragazzi.
Per questo il rapporto indica la necessità di rafforzare ascolto, counselling, occasioni di socializzazione e partecipazione, insieme a un’educazione digitale rivolta non soltanto agli studenti, ma anche a genitori, insegnanti e operatori.Il messaggio che arriva dal Nordovest è chiaro: la famiglia continua a rappresentare una fondamentale rete di protezione, ma crescendo i ragazzi hanno bisogno di nuovi luoghi e nuove figure capaci di ascoltarli. E proprio quando il cellulare diventa uno dei principali strumenti per stare con gli altri, diventa ancora più importante fare in modo che la connessione non si trasformi in isolamento e che nessuno finisca per sentirsi solo.