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Solidarietà, le nostre regioni tengono unita la rete sociale

Lombardia sopra la media, Piemonte e Liguria confermano la forza degli aiuti informali nel sostenere anziani, famiglie e persone fragili.

Solidarietà, le nostre regioni tengono unita la rete sociale

Nel Nordovest la solidarietà quotidiana continua a rappresentare uno dei pilastri della coesione sociale. I dati Istat relativi al 2024 fotografano un Paese in cui oltre un adulto su tre presta gratuitamente aiuto a persone non conviventi, ma è proprio tra Piemonte, Lombardia e Liguria che emerge una rete di sostegno particolarmente diffusa, fatta di assistenza familiare, compagnia, supporto digitale e aiuti pratici. A livello nazionale il 36,2% delle persone con almeno 18 anni ha fornito almeno una forma di aiuto informale nelle quattro settimane precedenti l’intervista, una quota in netta crescita rispetto al 22,8% registrato nel 1998. Gli aiuti più frequenti riguardano la compagnia e l’accompagnamento, seguiti dal supporto nell’utilizzo di Internet e degli strumenti digitali. Inoltre, quasi un quarto degli adulti italiani svolge anche un ruolo di caregiver, prendendosi cura di familiari conviventi o non conviventi.

Lombardia leader nel Nordovest

La Lombardia si distingue come la regione più dinamica dell’area. Il 40,9% dei maggiorenni dichiara di aver prestato almeno un aiuto gratuito, ben al di sopra della media nazionale. E’ una popolazione che si mobilita soprattutto per offrire compagnia e accompagnamento (30,7%), supporto digitale (24,3%), attività domestiche (20%) e assistenza burocratica (19,9%). Significativo anche il ricorso all’aiuto economico (17,8%), uno dei valori più elevati tra le regioni italiane.Il dato conferma il ruolo della regione come territorio in cui le reti familiari e di prossimità continuano a integrare un contesto sociale caratterizzato da forte urbanizzazione e da un progressivo invecchiamento della popolazione.

Piemonte, solidarietà diffusa e sostegno alle famiglie

In Piemonte il 37% degli adulti partecipa alle reti di aiuto informale, un valore superiore alla media italiana. Le forme di sostegno più diffuse riguardano la compagnia e l’accompagnamento (27,4%), il supporto digitale (26,6%), le attività domestiche (20,3%) e l’assistenza ai bambini (20,2%). Particolarmente rilevante è anche il dato relativo all’assistenza agli adulti (15,8%), che evidenzia come la crescente presenza di anziani stia rafforzando il ruolo delle reti familiari e di vicinato nella gestione dei bisogni di cura.

Liguria, l’età della popolazione rafforza il ruolo della rete informale

La Liguria presenta una quota di persone che prestano aiuto pari al 35,3%, leggermente inferiore alla media nazionale ma coerente con una delle popolazioni più anziane del Paese. Proprio questa caratteristica si riflette nella tipologia degli interventi: il 27,4% offre compagnia e accompagnamento, il 26,5% aiuta nelle pratiche burocratiche e il 25,2% nelle attività domestiche, mentre il supporto digitale coinvolge il 28,3% di chi presta aiuto. La regione evidenzia quindi una rete di solidarietà orientata ai bisogni della popolazione anziana, dove gli aiuti pratici assumono un’importanza crescente accanto al sostegno relazionale.

Un capitale sociale che cresce

L’indagine Istat evidenzia come le reti di solidarietà siano oggi più estese rispetto a 25 anni fa. Sono circa 18 milioni gli italiani che offrono almeno una forma di aiuto gratuito, mentre le famiglie che ricevono sostegno informale sono quasi 5 milioni. Tra gli anziani soli con almeno 75 anni, oltre 4 su 10 ricevono un aiuto da familiari, amici o vicini. Piemonte, Lombardia e Liguria confermano come il Nordovest rappresenti uno dei territori dove il capitale sociale continua a svolgere un ruolo decisivo nel sostenere famiglie, anziani e persone fragili. Un patrimonio di relazioni che, accanto ai servizi pubblici, contribuisce a rendere più resiliente il tessuto sociale e a rispondere alle trasformazioni demografiche in corso.