Vertice bilaterale tra Regione Piemonte e Confindustria Piemonte per aggiornare gli impegni relativi al 2026.
«Come Regione Piemonte – ha spiegato il presidente Alberto Cirio – stiamo lavorando su una serie di provvedimenti a partire dalla creazione di una Zona economica semplificata davvero efficace per alcune aree del Piemonte (in particolare Torinese e Basso Alessandrino), con incentivi fiscali e sburocratizzazione: un’operazione che ho già condiviso con il Governo e con il ministro Urso. Inoltre, nella programmazione europea 2028-2034 attiveremo un fondo per la bonifica dei siti industriali dismessi in modo da renderli a disposizione del mercato e di chi vuole investire qui».
A questo si aggiungono le politiche energetiche, con le gare per le concessioni idroelettriche e la possibilità di avere quote di energia a prezzi calmierati a supporto del sistema produttivo e la semplificazione urbanistica «e poi, Cresci Piemonte, un provvedimento speciale fortemente voluto anche dalle associazioni di categoria, che dimezza le tempistiche delle procedure urbanistiche in capo alla Regione – ha aggiunto Cirio – mentre prosegue il più complessivo lavoro di riforma della legge urbanistica che presenteremo entro la fine dell’anno».
Presenti, oltre alla Giunta, il presidente regionale di Confindustria, Andrea Amalberto, otto presidenti di associazioni territoriali, i rappresentanti dei Giovani Imprenditori e della Piccola Industria, sei presidenti dei gruppi di lavoro e Ance Piemonte.
«Lo scenario internazionale non aiuta a programmare, dobbiamo però proseguire in questo impegno poiché vediamo segnali incoraggianti dalle nostre imprese, che hanno saputo in questi in anni diversificare produzioni e raggiungere nuovi mercati – ha dichiarato Amalberto – Attrattività e internazionalizzazione sono tra le chiavi del successo delle nostre imprese, sulle infrastrutture cogliamo segnali positivi così come sul capitale umano e sul turismo. C’è invece molto da fare sul tema della semplificazione normativa, a cominciare dai temi ambientali, sul tema dell’energia e della doppia transizione».
Durante l’incontro Confindustria ha presentato i dettagli del proprio Piano Industriale. Per il settore automotive e mobilità sostenibile, è necessaria un’azione decisiva della Regione verso il Governo e l’Unione Europea per promuovere e sostenere la neutralità tecnologica. Si devono poi coinvolgere in maniera strutturata le case produttrici automobilistiche e grandi produttori manufacturing con la supply chain qualificata piemontese, in ottica di rafforzare la filiera e ridurre la dipendenza delle Pmi da fornitori esterni. Per il settore agroalimentare si è fatto il punto sui finanziamenti della programmazione regionale CSR 2023-2027, auspicando l’avvio di una concertazione anche con la componente industriale sui temi di maggiore rilevanza. Sull’aerospazio si è chiesto di promuovere l’Agenzia Spaziale Italiana mentre in tema di life science, si è ribadito che se da un lato esiste un riconoscimento formale del ruolo del privato, poco si è mosso in termini di politiche selettive sulle eccellenze, quali centri ad alta specialità, reti cliniche regionali e nel collegamento sistematico tra grandi opere sanitarie e imprese, a esempio, per incentivare la ricerca e l’innovazione all’interno delle Città della Salute di Torino e Novara. Passando alle costruzioni, focus su caro materiali e dissesto idrogeologico, direttiva Case Green e bonifiche. Si è discusso anche di turismo industriale e della necessità di avviare il Piano Strategico regionale che ancora non è definito e che dovrebbe integrarsi in un ambito macroregionale con Liguria e Valle d’Aosta. Sul tema energia e ambiente è necessario un maggiore coordinamento nazionale, semplificazione normativa ed equilibrio tra obiettivi ambientali e sostenibilità economica, per evitare perdita di competitività del sistema piemontese. Sul tema del capitale umano, Confindustria conferma come le Accademie di Filiera siano uno strumento formativo da diffondere nelle imprese ma occorre sostenere con forza efficaci progetti di orientamento. Tenendo poi conto dell’attuale contesto di bassa natalità, sono inoltre necessari percorsi innovativi per garantire disponibilità di competenze ma soprattutto incentivare e gestire la componente immigrazione.