Tre regioni confinanti, tre fotografie diverse della salute mentale: è quanto emerge dal Rapporto SIEP 2026 sulla qualità dell’assistenza in salute mentale, elaborato dalla Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica sulla base dei dati 2024 del Sistema Informativo per la Salute Mentale del ministero della Salute. L’Indice SIEP mette insieme 14 indicatori: posti letto, personale, costi, accesso ai servizi, intensità dei trattamenti, ricoveri, trattamenti sanitari obbligatori, pronto soccorso, residenzialità, riammissioni dopo la dimissione e continuità assistenziale. Il risultato, guardando a Liguria, Piemonte e Lombardia, è netto. La Liguria si colloca al secondo posto su 21, con un Indice SIEP pari a 7,679, alle spalle soltanto della Provincia autonoma di Bolzano (10,331). Il Piemonte è al 12º posto, con un indice di -0,897, ma è una delle regioni che hanno fatto il maggiore balzo in avanti rispetto all’anno precedente: sette posizioni guadagnate, dal 19° al 12° posto. La Lombardia, invece, è 16ª, con un indice di -2,308, dopo essere stata 12ª nel 2023: quattro posizioni perse in un anno.
Liguria, l’accesso ai servizi è il punto forte
Il dato più favorevole del Nordovest è quello ligure. La regione sale dal quarto al secondo posto, migliorando di due posizioni. Il Rapporto segnala una particolare capacità di intercettare la domanda di cura. La Liguria è infatti prima in Italia per tre indicatori: prevalenza trattata complessiva, della schizofrenia e incidenza. In altre parole, è il territorio che presenta i valori relativi più elevati nella popolazione presa in carico e nella capacità di intercettare nuovi casi. E’ inoltre seconda per la degenza media nei reparti psichiatrici, terza per costi pro capite, quinta per dotazione di personale, sesta per posti letto e per numero medio di prestazioni per utente. Il rapporto, però, mette in evidenza anche il rovescio della medaglia. La Liguria è 19ª su 21 per tasso di ricoveri nei reparti psichiatrici e per giornate di degenza residenziale psichiatrica. E’ inoltre 16ª per le riammissioni non programmate entro 30 giorni dalla dimissione e 15ª per gli accessi al pronto soccorso per motivi psichiatrici. Il quadro che emerge, quindi, non è quello di un sistema “promosso” o “bocciato”, ma di una rete molto efficace nell’intercettare la domanda che mostra invece maggiori difficoltà nella gestione delle fasi successive e nelle transizioni tra servizi. Lo stesso Rapporto individua nella continuità terapeutica e nei programmi di dimissione protetta un possibile ambito di intervento.
Piemonte, il recupero più evidente nel Nordovest
Nel 2023 il Piemonte occupava il 19° posto; nel 2024 sale al 12°, con un guadagno di sette posizioni, tra i più rilevanti registrati nell’anno. Il miglioramento porta la regione nella metà superiore della graduatoria nazionale. Il recupero è legato soprattutto alla capacità di intercettare la domanda. Il Piemonte è infatti 6° sia per prevalenza trattata sia per incidenza trattata. Sono i due soli indicatori che il Rapporto colloca tra i punti di forza regionali. Sul fronte delle criticità, invece, compaiono quattro indicatori. Il Piemonte è 18° per il tasso di accessi al pronto soccorso per motivi psichiatrici, 17° per dotazione di personale, 15° per il tasso di ricoveri in reparti psichiatrici e 15° per le riammissioni entro 30 giorni dalla dimissione. La lettura proposta dalla SIEP è dunque quella di un sistema che riesce a intercettare una quota significativa della domanda, ma che incontra maggiori difficoltà nel garantire una presa in carico continuativa. Il pronto soccorso e l’ospedale diventano, in questa interpretazione, un punto di pressione particolarmente evidente. E’ un elemento importante anche perché il Piemonte presenta un profilo molto diverso quando si allarga lo sguardo all’intero sistema sanitario regionale.
Lombardia, la discesa dal 12° al 16° posto
La Lombardia rappresenta il caso più delicato delle tre regioni considerate. Nel ranking SIEP 2024 è 16ª su 21, con un indice di -2,308. Nel 2023 era 12ª: il risultato equivale dunque a una perdita di quattro posizioni e non presenta indicatori collocati ai vertici assoluti della graduatoria. Due sono però gli elementi indicati come punti di forza: il 4° posto per il tasso di ricoveri in TSO e il 4° posto per la percentuale di pazienti presi in carico dai Centri di salute mentale entro 14 giorni dalla dimissione. Le principali criticità riguardano invece il rapporto con l’emergenza e la durata dei ricoveri. La Lombardia è 19ª per accessi al pronto soccorso per motivi psichiatrici, 18ª per la degenza media nei reparti psichiatrici e 16ª per i costi pro capite dell’assistenza territoriale e ospedaliera. Per una regione di grandi dimensioni e con una rete molto articolata, la SIEP richiama soprattutto l’attenzione sulle differenze territoriali interne.
Il paradosso
Il confronto con il Nuovo sistema di garanzia dei LEA 2024 aggiunge un elemento particolarmente significativo. L’Indice SIEP e il punteggio LEA misurano infatti cose differenti: il primo è concentrato sui servizi psichiatrici, il secondo valuta il sistema sanitario nel suo complesso attraverso 27 indicatori CORE. Soltanto uno di questi, il D27C, riguarda esplicitamente la psichiatria. I numeri sono eloquenti. Il Piemonte, 12° nel ranking SIEP, è 4° nella graduatoria LEA complessiva, con una media di 90,7 punti. La Lombardia, 16ª per salute mentale, è 6ª nei LEA, con una media di 90,0 punti. La Liguria, invece, combina i due risultati: è seconda nel ranking SIEP e 8ª nella classifica LEA, con una media di 83,3 punti. La SIEP inserisce proprio Piemonte e Lombardia, insieme al Veneto, nel quadrante delle regioni con buone performance generali nei LEA ma una posizione più arretrata nell’assistenza psichiatrica. Il rapporto sottolinea che un sistema sanitario complessivamente solido non garantisce automaticamente una rete di salute mentale altrettanto solida. Per la Liguria il quadro è diverso: è tra le regioni che si collocano nella metà alta sia del ranking SIEP sia della classifica LEA. In questo caso i due strumenti restituiscono, secondo il Rapporto, una lettura sostanzialmente coerente.
Tre regioni, dunque, tre questioni diverse
Il dato più interessante non è soltanto la posizione in graduatoria, ma la distanza tra i diversi indicatori. In Liguria il problema non sembra essere quello di raggiungere i servizi: la regione è prima per prevalenza e incidenza trattata, ma deve confrontarsi con ricoveri, residenzialità, pronto soccorso e riammissioni. In Piemonte il 2024 segnala un forte recupero, ma con una dotazione di personale ancora collocata nella parte bassa della graduatoria. In Lombardia, infine, il tema centrale è quello di una rete molto articolata, ma con indicatori di emergenza, durata delle degenze e investimento pro capite che la collocano nella parte bassa del ranking SIEP. Il rapporto invita però a non leggere queste classifiche come una fotografia assoluta e definitiva della qualità dei servizi. C’è poi un’altra avvertenza: il dato regionale può nascondere differenze interne anche molto grandi. E’ forse questa la lezione più concreta che arriva dal Nordovest: dietro tre posizioni molto diverse non ci sono semplicemente tre “sanità” differenti. Ci sono reti che funzionano bene su alcuni passaggi e meno bene su altri, sistemi che intercettano la domanda ma faticano nella continuità, e territori nei quali la qualità complessiva della sanità regionale non si traduce automaticamente in altrettanta solidità della salute mentale. Per capire davvero dove intervenire, la prossima fotografia dovrà essere sempre più vicina ai territori e ai servizi che ogni giorno prendono in carico le persone.