La dieta dei nostri sportivi non può fare a meno del riso italiano. Perché i nostri risicoltori coltivano un prodotto che, per i suoi standard qualitativi elevati, è un’eccellenza agroalimentare insostituibile anche nell’alimentazione di chi pratica uno sport. Non più e non solo il famigerato “riso in bianco” di ospedaliera memoria, ma un prodotto intelligente, che valorizza preparazioni che uniscono gusto, tecnica e funzione nutrizionale.
E’ questo il messaggio lanciato dall’incontro “Il riso italiano nell’alimentazione degli sportivi” organizzato da Ente Nazionale Risi e tenutosi martedì 17 marzo a Milano presso il Palazzo Pirelli, e che ha visto la partecipazione di atleti ed ex atleti di diverse discipline.
«Mangiare con qualità diventa fondamentale per chi pratica attività sportiva – ha evidenziato la presidente dell’Ente Nazionale Risi, Natalia Bobba – Il cibo è fondamentale, ancora di più per chi fa sport. Spetta a chi segue professionalmente gli atleti dare le corrette indicazioni a tavola. Ricerca e studio, come record e risultati agonistici, non si improvvisano, ma sono frutto di una preparazione che complessivamente comprende anche una corretta e adeguata alimentazione».
«Il riso – ha concluso l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia, Alessandro Beduschi – rappresenta un prodotto simbolo della nostra agricoltura, sinonimo di qualità e identità territoriale. Difendere il riso italiano, e in particolare quello lombardo, significa tutelare non solo una filiera produttiva d’eccellenza, ma anche la salute dei cittadini, perché il nostro riso garantisce standard elevati di sicurezza e qualità e le nostre risaie non sono solo luoghi di produzione, ma ambienti che contribuiscono alla salvaguardia di ecosistemi unici e alla valorizzazione di paesaggi straordinari. Per questo Regione Lombardia è al fianco dei produttori e sostiene iniziative come questa, che promuovono il riso non solo come eccellenza agroalimentare, ma anche come alleato di uno stile di vita sano, dinamico e consapevole, capace di parlare soprattutto alle nuove generazioni».