La ricerca di Ispra

Rifiuti speciali record in Lombardia

la regione ha prodotto quasi 36 milioni di tonnellate, il 38,1% del totale nella macroarea del Nord Italia.

Rifiuti speciali record in Lombardia
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La Lombardia continua a detenere il record per la produzione di rifiuti speciali.

In Lombardia è record di rifiuti speciali

Nel 2023 sono stati infatti 35,9 i milioni di tonnellate, prevalentemente scarti di costruzioni e demolizioni per i non pericolosi e scarti del settore manifatturiero per i rifiuti pericolosi, prodotti nella regione più popolosa d’Italia. I rifiuti prodotti nelle terre lombarde sono più di un terzo di tutti i rifiuti prodotti nel Nord del Paese, che in totale ammontano a 94,1 milioni di tonnellate, secondo i dati raccolti e analizzati dall’Ispra. Per l’esattezza, in Lombardia si produce il 38,1% dei rifiuti speciali del Nord Italia e il 21,8% di quelli prodotti a livello nazionale. La produzione del Nord Italia è più della metà della produzione nazionale: per la precisione ammonta al 57,2%, e il dato è facilmente spiegabile visto che è nel Nord Italia che si concentra la presenza di attività economiche, e il tessuto industriale è più sviluppato. Nel resto dei nostri territori di riferimento la situazione viaggia su numeri decisamente inferiori, segno di una minor concentrazione di attività economiche e produttive. In Piemonte i rifiuti speciali prodotti nel 2023 sono stati 13,7 milioni di tonnellate (12,7 milioni di tonnellate non pericolosi, e 0,9 milioni di tonnellate pericolosi), mentre in Liguria il divario aumenta ulteriormente, perché si parla di un totale di 3 milioni di tonnellate di rifiuti speciali prodotti (2,7 milioni di tonnellate non pericolosi, e 300mila tonnellate di rifiuti pericolosi).

Il 2023 è stato un anno di record

Nell’anno analizzato dall’Istituto superiore per la ricerca e la protezione dell’ambiente i dati parlano di aumenti e record. Aumenti per quanto riguarda la produzione dei rifiuti speciali: le attività commerciali, industriali, artigianali di servizi, di trattamento rifiuti e di risanamenti ambientali nel 2023 hanno realizzato un totale di quasi 164,5 milioni di tonnellate di rifiuti speciali (quelli non pericolosi sono 1543 milioni di tonnellate, quelli pericolosi invece sono circa 10 milioni di tonnellate). Rispetto all’anno precedente si parla di circa 3 milioni di tonnellate in più, un aumento dell’1,9%. Ma aumenta, e in questo caso è un vero e proprio record, anche la percentuale di rifiuti recuperati in questo ciclo: il 73,1% dei rifiuti speciali prodotti nel 2023 è infatti stato recuperato in un qualche modo. Si parla di 130,7 milioni di tonnellate di scarti che hanno trovato una nuova vita.

L’esempio classico degli inerti

Nel ciclo dei rifiuti speciali uno degli esempi più lampanti e più frequenti è quello degli scarti del settore costruzioni e demolizioni. I resti dei cantieri sono enormi quantità di rifiuti che sono da gestire, e non è sempre semplice. Ma i dati del 2023 in questo ambito fanno ben sperare: circa 83,3 milioni di tonnellate di rifiuti speciali (oltre la metà del totale, ndr) è derivante proprio da questo settore. Di questi, 69,9 milioni di tonnellate sono stati recuperati e usati per la realizzazione di sottofondi stradali.

Gli impianti di gestione dei rifiuti

Lo squilibrio Nord/Sud si osserva bene anche nella presenza di impianti di gestione dei rifiuti speciali: nel Settentrione infatti si concentra circa la metà del totale di impianti operativi su tutto il territorio nazionale. Si parla di 5.888 impianti situati al nord su un totale di 10.592. Entrando ancora più nel dettaglio, si osserva come anche per la rete di impianti la Lombardia detenga il record in questo settore: nella regione sono situate infatti 2.108 infrastrutture, quasi il 20% (il 19,9%) del totale degli impianti presenti sul territorio nazionale.