Nei territori del Nordovest si concentra il 31,3% della produzione totale di rifiuti speciali del 2024. E’ uscita l’edizione 2026 del rapporto di Ispra Ambiente sulla produzione (e il necessario conseguente smaltimento) di rifiuti speciali, e i dati che emergono vedono le nostre zone presenti sia nelle posizioni apicali della classifica che in quelle più arretrate. La Lombardia è la prima regione per produzione di rifiuti speciali, con ben 36,4 milioni di tonnellate nel 2024 (il 21,2% del totale del Paese), mentre la Valle d’Aosta è all’ultimo posto con 381mila tonnellate (lo 0,2% del totale nazionale).
Quella dei rifiuti speciali è un’ampia gamma di materiali
Parlare di rifiuti speciali equivale a trattare una serie molto variegata di prodotti. Scarti di lavorazione, parti smontate di macchinari, o sostanze particolari. Ci sono ulteriori divisioni da fare per determinarne pericolosità e trattamenti, la prima delle quali riguarda la sicurezza. «I quantitativi di rifiuti speciali complessivamente gestiti in Italia, nel 2024, sono pari a oltre 187,2 milioni di tonnellate, di cui 177,5 milioni di tonnellate (94,8% del totale gestito) non pericolosi e i restanti 9,7 milioni di tonnellate (5,2%) pericolosi. Il quantitativo totale è comprensivo dei rifiuti rimasti in stoccaggio presso gli impianti e presso i produttori al 31 dicembre 2024, pari a 19,3 milioni di tonnellate. Rispetto al 2023 (178,9 milioni di tonnellate) si assiste a un aumento dei rifiuti complessivamente gestiti del 4,7% (+8,3 milioni di tonnellate). I rifiuti destinati a operazioni di recupero, includendo anche le quote avviate alla messa in riserva, ammontano a 159,2 milioni di tonnellate (85% del totale gestito), mentre quelli avviati a operazioni di smaltimento (includendo i quantitativi a deposito preliminare) sono pari a 28,1 milioni di tonnellate».
La quota prevalente è costituita dal recupero di materia dai rifiuti (74,3%), seguita dallo smaltimento (9,8%). «Analogamente a quanto rilevato negli anni precedenti – spiegano da Ispra – le operazioni di gestione più praticate sono quelle finalizzate al recupero dei rifiuti. In particolare, prevale, con il 45% (84,3 milioni di tonnellate) del totale gestito, il riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche per il quale si rileva, rispetto al 2023, un aumento di 5,5 milioni di tonnellate (+7%). I rifiuti maggiormente avviati a tale operazione sono quelli derivanti da attività di costruzione e demolizione (circa 75,4 milioni di tonnellate) generalmente utilizzati in rilevati e sottofondi stradali».
Al Nord Italia prevale il recupero dei metalli dalle acciaierie
E’ dalle acciaierie del Nord Italia che proviene la gran parte dei metalli recuperati nel ciclo di gestione dei rifiuti speciali. Nel dettaglio, il 2024 ha visto il recupero di 21,5 milioni di tonnellate (l’11,5% del totale gestito). Rispetto al 2023 il dato aumenta di 777 mila tonnellate. Il recupero di sostanze organiche rappresenta il 7% del totale gestito (13,3 milioni di tonnellate) e riguarda, principalmente, carta, cartone e legno; rispetto al 2023, si registra un aumento di 431 mila tonnellate (+3,4%). Il trattamento in ambiente terrestre a beneficio dell’agricoltura e dell’ecologia, il cui quantitativo è pari a circa 6,1 milioni di tonnellate, mostra un aumento del 9,8% (+541 mila tonnellate).
I rifiuti pericolosi
I quantitativi di rifiuti speciali pericolosi gestiti in Italia sono pari a 9,7 milioni di tonnellate, di cui circa 4,6 milioni di tonnellate avviati a recupero di materia (2,4% del totale dei rifiuti speciali gestiti). Le operazioni più diffuse sono il riciclo/recupero dei metalli o composti metallici, con circa 1,3 milioni e l’operazione R12 (una speciale preparazione dei rifiuti da smaltire), con un quantitativo di rifiuti di 1,9 milioni di tonnellate. In questi valori sono compresi circa 1,3 milioni di tonnellate di veicoli fuori uso, corrispondenti al 39,7% del totale dei rifiuti pericolosi gestiti attraverso dette operazioni. Le forme intermedie di smaltimento hanno interessato circa 3,7 milioni di tonnellate di rifiuti pericolosi, tra queste, l’operazione più impiegata è il trattamento chimico-fisico, con 2,6 milioni di tonnellate. Lo smaltimento in discarica ha, invece, riguardato 855 mila tonnellate, con una diminuzione del 3,1% rispetto al 2023 (-27 mila tonnellate).