I suggerimenti di Vassiliki Tziveli*

Restare presenti sotto i riflettori

*mental coach e giornalista

Restare presenti sotto i riflettori

di Vassiliki Tziveli*

Il palco non è solo un luogo fisico è uno spazio emotivo, mentale, spesso intimo più di quanto sembri. Quando un artista si presenta davanti a un pubblico, che siano poche persone o migliaia, non porta con sé solo il proprio talento, ma anche le proprie fragilità, le aspettative, il timore di sbagliare e il desiderio di essere visto per ciò che è davvero.
L’ansia da palcoscenico non è un errore da correggere, ma una risposta naturale del corpo a qualcosa che conta. Il cuore accelera, il respiro cambia, i pensieri si affollano e questo accade anche agli artisti più esperti.
La differenza non sta nel non provare queste sensazioni, ma nel modo in cui vengono attraversate. Chi impara a restare presente, invece di combatterle, scopre che quella tensione può trasformarsi in energia, attenzione, intensità. Mantenere la calma non significa spegnere le emozioni, ma riconoscerle senza lasciarsi travolgere. La concentrazione nasce dal restare ancorati a ciò che si sta facendo, a ogni gesto, a ogni parola, a ogni nota.
Quando l’artista riesce a riportare l’attenzione sull’azione, il pubblico smette di essere una massa indistinta e diventa uno spazio di relazione e di scambio. In quel momento la connessione prende il posto della paura.
C’è poi un altro aspetto delicato che riguarda il successo. Essere applauditi, riconosciuti, esposti può dare slancio, ma anche destabilizzare, così come può rafforzare la fiducia o alimentare la paura di non essere all’altezza la volta successiva. Reggerlo significa non identificarsi completamente con il consenso, ricordarsi che il valore personale non coincide con una standing ovation. L’artista che riesce a mantenere questa distanza sana resta libero di esprimersi, senza rincorrere continuamente l’approvazione.
Lo stesso vale per le critiche. Sul palco, e dopo il palco, arrivano giudizi, commenti, confronti. Alcuni fanno crescere, altri feriscono. Saperli attraversare significa distinguere ciò che può essere utile da ciò che non serve, accogliere una critica senza lasciarsi definire da essa.
E’ una competenza che si costruisce nel tempo, attraverso consapevolezza e rispetto di sé. La prestazione artistica, in fondo, è un equilibrio sottile tra esposizione e radicamento, tra il coraggio di mostrarsi e la capacità di restare centrati imparando a stare sotto i riflettori senza perdere il contatto con ciò che ci ha portato lì a prescindere che sia stata la passione, il senso e il piacere di creare.
Il palco diventa così un luogo di verità non perché tutto vada sempre bene, ma perché obbliga a esserci davvero. Ogni volta che un artista riesce a salire, respirare, esprimersi e scendere senza essersi perso, compie un passo di crescita. Il vero successo, sul palco come nella vita, non è non avere paura, ma continuare a salire nonostante la paura e farlo restando fedeli a se stessi.

*mental coach e giornalista