La ricerca di Openpolis

Quando le biblioteche sono a misura di bambino

Quelle declinate per i più piccoli e i giovani si concentrano nel Nordovest.

Quando le biblioteche sono a misura di bambino

Sono in tutto 251 le biblioteche che si rivolgono principalmente a bambini e ragazzi e cioè il 3,1% delle 8.131 strutture censite da Istat nel 2022. Si trovano principalmente nelle aree del Nordovest (33,5%, 84 strutture) e del Nordest (26,3%, 66); Seguono il Centro (19,9%, 50), il Sud (15,5%, 39) e le Isole (4,8%, 12). Un divario che risulta in parte coerente rispetto alla più ampia distribuzione delle biblioteche in relazione al numero di residenti 0-17. A livello di incidenza delle strutture per residente con più di 18 anni, tra i comuni capoluogo italiani Cagliari (20,8 biblioteche ogni 10mila abitanti minorenni), Ferrara (18,4) e Biella (18,1) riportano i dati più alti. Queste tre città registrano anche una presenza di biblioteche con i minori come utenza principale. In particolare, a Ferrara ce ne sono 2 (il 6,7% di quelle presenti sul territorio), a Cagliari 2 (5,5%) e a Biella 1 (10%). I comuni italiani che riportano, in termini assoluti, il maggior numero di biblioteche indirizzate ai minori sono Bologna, Forlì, Imola, Parma e Roma dove si registrano 3 strutture per ogni città.

Openpolis ha analizzato come sia cambiata la fruizione di biblioteche dopo la pandemia e come la loro distribuzione non sia omogenea sul territorio italiano. Durante il periodo di emergenza sanitaria l’accesso online alle biblioteche ha in parte mitigato le difficoltà di fruizione e partecipazione in presenza. Nel 2021 la quota di persone di 6 anni e più che ha effettuato un accesso “in presenza” o “virtuale” alle biblioteche è stata dell’11,7%. Di questi, il 6,8% ha effettuato almeno un accesso online collegandosi a un sito internet per consultare cataloghi, libri, prenotare prestiti o altro, mentre il restante 4,8% ha usufruito dei servizi bibliotecari recandosi fisicamente nella struttura. Dopo la fine del periodo di restrizioni, le biblioteche hanno ricominciato le loro attività in presenza. Nel 2024, il 14,5% della popolazione italiana ha frequentato almeno una volta la biblioteca nell’anno precedente. Si tratta di un dato sostanzialmente in linea con quello del 2019, pari al 15,3%.

Nel complesso, le attività più diffuse tra gli utenti delle biblioteche sono “prendere libri in prestito” (57,6%), “leggere o studiare” (37,2%) e “raccogliere informazioni” (22,2%). Tuttavia, i motivi della fruizione si diversificano ampiamente in base all’età. L’attività del prendere libri in prestito è svolta con prevalenza più alta dai giovani utenti fino a 14 anni e dagli anziani di 65-74 anni (circa 7 su 10). Al contrario, si recano in biblioteca per leggere o studiare prevalentemente i giovani tra 15 e 34 anni, con picchi che superano l’80% tra i 20-24enni. Tra i motivi meno diffusi troviamo, invece, “incontrare gli amici” (7,7%; 20,5% tra i giovani utenti di 20-24 anni), “partecipare a conferenze, dibattiti, lezioni” e “consultare quotidiani/riviste” (entrambi circa il 7% degli utenti).

Nel 2024, la fascia più attiva tra i minori è quella tra 6 e 10 anni (39,9%), seguita da chi ha un’età compresa tra 11 e 14 anni (35%), i ragazzi tra 15 e 19 anni (27,3) e i bambini tra i 3 e i 5 (23,7%) ma non tutte queste fasce riportano dei risultati in linea o maggiori rispetto al periodo pre-pandemico. Sono infatti aumentate quella tra 3 e 5 anni (+2,2 punti percentuali) e tra 6 e 10 (+1,2) mentre calano quella tra 11 e 14 (-3,3) e quella tra 15 e 19 (-8). Sono quindi più basse le percentuali dei ragazzi pre-adolescenti e adolescenti rispetto a quelle dei bambini.