Como

Premio Volta a Jean Dalibard, lo scienziato che ha “fermato” gli atomi con la luce

Il riconoscimento della Società Europea di Fisica e Acinque con due Nobel per la Fisica.

Premio Volta a Jean Dalibard, lo scienziato che ha “fermato” gli atomi con la luce

di Fabio Perlini

Il Premio Alessandro Volta 2025 è stato assegnato a a Jean Dalibard. La cerimonia di consegna si è tenuta venerdì 2 ottobre, nella Sala Bianca del Teatro Sociale di Como.
Il celebre fisico francese, docente al Collège de France e Medaglia d’Oro CNRS, è stato premiato per i suoi contributi pionieristici nel raffreddamento laser e nella fisica quantistica: una ricerca straordinaria che ha permesso di “rallentare” gli atomi portandoli a temperature vicine allo zero assoluto, aprendo la strada ai simulatori e alle tecnologie quantistiche del futuro.
I risultati del lavoro di Dalibard trovano oggi applicazione concreta nello sviluppo del calcolo quantistico per la progettazione di nuovi materiali e farmaci, negli orologi atomici di nuova generazione essenziali per le reti di telecomunicazione e la navigazione satellitare ultra-precisa, e nella sensoristica quantistica applicata alla diagnostica medica e al monitoraggio geofisico. Alla premiazione anche due premi Nobel per la Fisica: William D. Phillips e Alain Aspect.

Istituito dalla Società Europea di Fisica (EPS) in partnership con Acinque, multiutility del settore energia impegnata nell’innovazione e nello sviluppo sostenibile a beneficio dei territori in cui opera, il Premio Volta celebra il valore della ricerca di base nel nome dello scienziato comasco la cui invenzione della pila ha cambiato la storia.
Ad aprire la cerimonia i saluti istituzionali con Alessio Butti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica e Transizione digitale, Alessandro Fermi, assessore di Regione Lombardia a Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Rapinese, sindaco di Como, Paola Dubini, presidente di Fondazione Alessandro Volta, Umberto Piarulli, prorettore vicario dell’Università degli Studi dell’Insubria, e Angela Bracco, presidente della Società Italiana di Fisica.

La giuria ha insignito Dalibard per le sue scoperte sulle interazioni luce-materia e sui gas ultrafreddi. «Il premio a Jean Dalibard sottolinea i suoi sforzi per comprendere insiemi di atomi a temperature estremamente basse – ha spiegato José María De Teresa, presidente della EPS – Senza il sostegno alla ricerca pionieristica sarebbe impossibile, decenni dopo, sviluppare tecnologie dirompenti. L’Europa deve favorire l’innovazione riducendo burocrazia e regolamentazione, e incoraggiando i giovani fisici a seguire il proprio istinto per sfidare la conoscenza attuale».
«Ho provato un grande senso di orgoglio quando ho appreso che sarei stato il primo vincitore di questo nuovo Premio – ha commentato Dalibard – Al di là del prestigioso riconoscimento del lavoro del mio team, sono particolarmente emozionato perché questo premio proviene da una società scientifica che opera a livello europeo. Le società scientifiche sono i principali custodi della verità scientifica, basata su fatti comprovati da esperimenti rigidi e protetti da pressioni economiche e politiche. Sono convinto che l’Europa, nel suo insieme, avrà un ruolo sempre più importante da svolgere nel panorama scientifico globale».

Proprio questa straordinaria capacità della ricerca teorica di trasformarsi in infrastruttura tecnologica rappresenta il punto di contatto fondamentale con il mondo dell’industria.
«La maggior parte di noi non può immaginare quali applicazioni nasceranno domani dalla ricerca fondamentale di oggi – ha sottolineato Stefano Cetti, amministratore delegato di Acinque – Il valore della ricerca non si misura solo nei riscontri immediati, ma nella capacità di aprire nuove opportunità. Il Premio Volta celebra la convinzione che esplorare l’ignoto sia uno dei più importanti investimenti che una società possa compiere».
«Il supporto al premio nasce all’insegna del nostro profondo radicamento territoriale e del debito ideale nei confronti di un gigante della scienza – ha a sua volta rimarcato Matteo Barbera, presidente di Acinque – È un premio di caratura scientifica assolutamente importante che Acinque vuole sostenere come azienda territoriale che interpreta il proprio ruolo non solo come un soggetto industriale che opera sui territori di competenza, che non è ovviamente solo Como, ma sono anche Monza, Varese, Lecco e Sondrio, ma come agente del territorio, cioè un soggetto che svolge l’attività imprenditoriale con un senso di responsabilità sociale che vuol dire anche restituire alla collettività. Le modalità di restituzione sono tante e sono quelle di sostenere le reti delle eccellenze, quindi le eccellenze culturali e le eccellenze scientifiche. Creare rete, creare relazioni è un po’ il senso di questo sostegno a questo premio».