di Micol Baronio
Quando si parla di postura, molte persone pensano semplicemente al modo corretto di stare in piedi o seduti. In realtà, secondo il fisioterapista Vincenzo Montana, ideatore di un metodo di riequilibrio energetico e posturale, la postura è qualcosa di molto più complesso. È il risultato dell’interazione continua tra muscoli, articolazioni, sistema nervoso, organi interni, alimentazione e perfino stato emotivo. Per questa ragione una postura alterata può influenzare l’intero organismo e favorire la comparsa di numerosi disturbi.
Montana spiega che il primo errore è concentrarsi esclusivamente sul punto in cui compare il dolore. Nella sua esperienza professionale, infatti, la causa del problema si trova spesso lontano dalla zona dolorante. Un dolore alla spalla può dipendere da una tensione del collo, una cervicalgia può essere influenzata da problemi digestivi, mentre una lombalgia può rappresentare la conseguenza di una vecchia distorsione alla caviglia mai recuperata completamente. Il corpo cerca continuamente di compensare gli squilibri e, quando non riesce più a farlo, compare il sintomo.
Secondo il fisioterapista, il nostro organismo è dotato di una rete di “sensori” distribuiti ovunque: negli occhi, nell’orecchio interno, nella bocca, nei muscoli, nei tendini, nelle articolazioni, nei piedi e persino negli organi interni. Questi recettori inviano costantemente informazioni al sistema nervoso per mantenere l’equilibrio e la corretta posizione del corpo nello spazio. Quando uno di questi sistemi funziona male, tutta la postura può modificarsi.
Un ruolo importante è svolto dalla bocca. Malocclusioni dentali, bruxismo, problemi dell’articolazione temporo-mandibolare o una cattiva masticazione possono influenzare il collo, la schiena e l’equilibrio generale. Anche la vista e l’udito hanno un peso significativo: chi lavora molte ore davanti al computer o chi presenta difficoltà visive può sviluppare tensioni cervicali e alterazioni posturali senza rendersene conto.
Montana richiama, inoltre, l’attenzione sul rapporto tra postura e organi interni. Disturbi come reflusso gastroesofageo, gonfiore addominale, disbiosi intestinale o problemi digestivi possono riflettersi sulla colonna vertebrale, sulle spalle e sul collo. Per questo motivo ritiene fondamentale valutare sempre la persona nella sua globalità, senza limitarsi alla sola zona dolorante.
Anche i piedi meritano particolare attenzione. Sono la base di appoggio del corpo e contengono numerosissimi recettori che contribuiscono all’equilibrio posturale. Camminare a piedi nudi quando possibile e non abusare di scarpe troppo rigide o di tacchi molto alti può aiutare a mantenere una migliore funzionalità del sistema posturale.
Per Montana, la vera sfida non è eliminare il dolore, ma comprenderne il significato. Quando compare una cervicalgia, una lombalgia o un fastidio articolare, il corpo sta spesso raccontando una storia iniziata molto tempo prima. Una vecchia distorsione trascurata, un problema digestivo, una malocclusione, uno stato di stress protratto o un’alterazione posturale possono aver lavorato nell’ombra per mesi o addirittura anni. Il dolore rappresenta soltanto l’ultima voce di un sistema che ha cercato a lungo di adattarsi. Per questo, conclude il fisioterapista, non bisogna limitarsi a spegnere il sintomo, ma imparare ad ascoltare quei segnali che l’organismo invia ogni giorno. La postura, in fondo, è il linguaggio attraverso cui il corpo racconta il proprio stato di salute e, spesso, comprende molto più di quanto siamo abituati a vedere.