Il 24 ottobre si celebra la Giornata mondiale della poliomielite, un appuntamento dedicato a sensibilizzare l’opinione pubblica su una malattia infettiva che, nonostante i grandi progressi della sanità internazionale, non è ancora stata eradicata. La ricorrenza richiama l’importanza delle vaccinazioni, della sorveglianza epidemiologica e dell’accesso universale alle cure preventive.
La poliomielite è causata dal poliovirus, che si trasmette soprattutto per via fecale-orale e colpisce prevalentemente i bambini sotto i cinque anni. Nella maggior parte dei casi l’infezione è asintomatica o provoca disturbi lievi, ma può interessare il sistema nervoso e determinare paralisi irreversibili. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, circa un’infezione su 200 provoca una paralisi permanente; tra le persone paralizzate, il 5-10% può morire quando vengono coinvolti i muscoli respiratori. Non esiste una cura specifica: la vaccinazione è lo strumento fondamentale per prevenire la malattia. Dal 1988, anno di avvio dell’Iniziativa globale per l’eradicazione della polio, i casi dovuti al poliovirus selvaggio sono diminuiti di oltre il 99%. Afghanistan e Pakistan restano gli ultimi Paesi in cui la trasmissione del virus selvaggio è endemica. Il rischio, tuttavia, non è completamente azzerato neppure nei territori che hanno eliminato la circolazione locale: viaggi internazionali e sacche di popolazione non immunizzata possono favorire la reintroduzione del virus.
Nordovest, coperture vaccinali anche sopra il 95%
In Italia l’ultimo caso autoctono risale al 1982 e nel 2002 il Paese è stato certificato libero dalla poliomielite. Mantenere questo risultato richiede però coperture vaccinali elevate e una sorveglianza costante. I dati del ministero della Salute relativi al 2024, riferiti alla coorte di nascita 2021 e alle vaccinazioni registrate entro i 36 mesi, indicano una copertura antipolio del 97,65% in Lombardia, del 97,04% in Valle d’Aosta e del 95,90% in Piemonte. Sono valori superiori alla soglia del 95% generalmente indicata come obiettivo per contenere la circolazione del virus. Per la Liguria è opportuno consultare la specifica rilevazione regionale prima di riportare un dato aggiornato.
Prevenzione, un impegno che riguarda tutti
Il calendario vaccinale italiano prevede più dosi di vaccino antipolio durante l’infanzia e l’adolescenza. Verificare la regolarità del ciclo vaccinale attraverso il pediatra, il medico di famiglia o i servizi vaccinali è un gesto semplice, ma essenziale per la protezione individuale e collettiva. La Giornata mondiale ricorda quindi che l’assenza di casi non equivale alla scomparsa del pericolo. L’obiettivo resta interrompere ogni trasmissione del poliovirus: per raggiungerlo servono vaccinazioni accessibili, informazione scientifica corretta e continuità dei programmi di prevenzione.