L'analisi di Fondazione Agnelli

Pnrr scuola, la corsa finale è in salita

Lombardia e Piemonte avanzano, Liguria rallenta. L’analisi di Fondazione Agnelli: «A quattro mesi dalla scadenza il ritardo resta difficile da recuperare».

Pnrr scuola, la corsa finale è in salita

Un’accelerazione c’è stata, ma potrebbe non bastare. A quattro mesi dalla scadenza fissata dall’Unione europea per il completamento del Piano nazionale di ripresa e resilienza, il Pnrr dedicato all’istruzione procede ancora a rilento. E’ quanto emerge dal nuovo rapporto della Fondazione Agnelli, aggiornato ai dati di Italia Domani al 26 febbraio 2026.

La fotografia è chiara: la spesa effettivamente sostenuta rappresenta appena il 45,6% delle risorse Pnrr destinate all’istruzione, contro una media del 55,6% dell’intero Piano nazionale. Negli ultimi quattro mesi la spesa è aumentata di 9 punti percentuali, ma il comparto scuola continua a viaggiare più lentamente rispetto al resto del Pnrr. L’investimento più rilevante riguarda il piano per asili nido e scuole dell’infanzia, che da solo vale 4,384 miliardi di euro di fondi Pnrr, distribuiti su 3.849 progetti in tutta Italia. La spesa ha raggiunto il 48,3% delle risorse disponibili, in crescita rispetto al 32,9% registrato nell’ottobre 2025. Tuttavia oltre il 60% dei finanziamenti riguarda ancora opere in fase di affidamento o di esecuzione, mentre soltanto il 7% dei progetti risulta completato. Secondo la Fondazione Agnelli, proprio questa fase intermedia rappresenta il principale fattore di rischio per il rispetto della scadenza europea del giugno 2026.

La Lombardia è la regione del Nord con il maggior numero di interventi finanziati. I numeri parlano di 352 progetti, 497 milioni di euro di finanziamenti complessivi e 405 milioni di fondi Pnrr. Dal punto di vista dell’avanzamento, il 46% delle risorse riguarda opere ormai concluse oppure nella fase finale dei lavori, una percentuale superiore alla media nazionale. L’impatto potenziale sul sistema dei servizi educativi è significativo: i posti disponibili negli asili nido passerebbero da 30,05 a 34,21 ogni 100 bambini tra 0 e 2 anni, superando così l’obiettivo nazionale del 33%.
Il Piemonte si conferma una delle realtà più dinamiche del Centro-Nord. Sono stati finanziati 172 progetti, per 234 milioni di euro complessivi, di cui 193 milioni provenienti dal Pnrr. Il dato più significativo riguarda lo stato di avanzamento: il 45,5% dei finanziamenti è destinato a interventi già conclusi oppure in fase conclusiva, con un miglioramento di quasi 30 punti percentuali rispetto all’autunno scorso, uno degli incrementi più elevati d’Italia. Sul fronte dell’offerta educativa, il Piemonte passerebbe da 27,96 a 32,84 posti nido ogni 100 bambini, avvicinandosi sensibilmente al target nazionale.

Più complessa la situazione della Liguria, che pur contando 70 progetti, 110 milioni di euro di investimenti complessivi e 84 milioni di fondi Pnrr, presenta uno stato di avanzamento decisamente più lento. Solo il 28,5% dei finanziamenti riguarda interventi conclusi o in fase conclusiva, una quota nettamente inferiore rispetto a Lombardia e Piemonte e tra le più basse del Centro-Nord. Anche l’incremento registrato negli ultimi mesi, pari a 7,9 punti percentuali, è decisamente più contenuto rispetto alle altre regioni settentrionali. Sul piano dell’offerta educativa, tuttavia, l’impatto finale potrebbe essere rilevante: la copertura degli asili nido salirebbe da 30,7 a 36,59 posti ogni 100 bambini, superando ampiamente il parametro nazionale.

La ricerca conferma un’0Italia che continua a procedere a velocità differenti. Le regioni del Centro-Nord, con poche eccezioni, risultano generalmente più avanti nell’attuazione dei progetti. In testa figurano Trentino-Alto Adige con il 76,8% dei finanziamenti riferiti a opere concluse o quasi concluse, Friuli Venezia Giulia con il 68,2%, Veneto con il 58% ed Emilia-Romagna con il 51,3%. Tra le grandi regioni, Lombardia e Piemonte mostrano performance superiori alla media, mentre la Liguria evidenzia un passo decisamente più lento. Nel Mezzogiorno, nonostante oltre la metà dei finanziamenti sia stata destinata al Sud per ridurre i divari territoriali, l’avanzamento dei lavori continua a risultare sensibilmente inferiore.

Se tutti i progetti venissero completati nei tempi previsti, il piano consentirebbe di creare 185.923 nuovi posti tra asili nido, scuole dell’infanzia e centri polifunzionali, superando il target ufficiale del Pnrr fissato a 150.480 nuovi posti. La copertura nazionale degli asili nido passerebbe da 26,5 a 35,5 posti ogni 100 bambini, oltre il livello essenziale delle prestazioni fissato al 33%.
Resta però l’incognita dei tempi. La Fondazione Agnelli sottolinea come molti cantieri siano ancora nella fase esecutiva e come i dati ufficiali possano perfino sottostimare l’avanzamento reale a causa dei ritardi nella rendicontazione. Il giudizio conclusivo rimane quindi prudente: nonostante l’accelerazione registrata negli ultimi mesi, il ritardo accumulato rende sempre più difficile rispettare integralmente la scadenza europea del giugno 2026.