La corona verde di Torino nello scatto di Michele D’Ottavio.
Più alberi, più boschi, più natura dentro e intorno alle città. Ma anche fiumi, laghi e aree umide meglio protetti e collegati tra loro. La Regione Piemonte investe altri 13,35 milioni di euro per rendere il territorio più verde e prepararlo meglio alle conseguenze del cambiamento climatico. Con i nuovi fondi, l’investimento complessivo sale a 25,25 milioni di euro. Le risorse permetteranno di realizzare tutti i 23 progetti scelti: dieci nella Corona Verde intorno a Torino e tredici nel resto del Piemonte. Non si tratta soltanto di piantare alberi. L’obiettivo è ricucire aree naturali oggi separate, recuperare spazi degradati e riportare la natura dove è stata cancellata dal cemento. Ci saranno corridoi verdi per collegare parchi e aree agricole, zone umide, siepi e filari, nuovi boschi e interventi lungo fiumi e laghi. In alcuni casi saranno eliminate superfici impermeabili per restituirle al verde.
A Torino e nell’area metropolitana si concentra una parte importante degli interventi. Al Parco forestale del Sangone si lavorerà sui versanti, sulle sponde e sulle zone umide lungo il torrente. Al Parco della Confluenza l’obiettivo è aumentare la varietà di piante e animali e rafforzare il sistema del verde. A Nichelino il Parco Miraflores sarà ripensato come spazio di natura e socialità. Un altro progetto riguarda i laghi e le aree intorno agli specchi d’acqua della Città Metropolitana di Torino. Anche le Residenze Reali saranno interessate dagli interventi. Il progetto dedicato a Villa della Regina e Villa Genero mette insieme la tutela del patrimonio storico con quella della natura. Alla Reggia di Venaria sarà completato il Giardino Inglese e saranno sistemate le aree vicine. Sempre a Venaria, il progetto “Verde Reale” punta a rafforzare il patrimonio naturale della città. I nuovi interventi arrivano anche nelle altre province. Ad Asti nascerà il “Bosco degli Astigiani”. A Mondovì sarà recuperata un’area lungo il fiume Ellero. A Dronero il progetto “Connessioni naturali fra territorio e comunità” punta a creare nuovi legami tra spazi verdi e comunità locali. A Novi Ligure sarà valorizzata la rete del verde cittadino. Il principio è semplice: usare la natura per migliorare la vita delle persone e rendere i territori più resistenti agli effetti del clima che cambia. Un bosco aiuta ad assorbire CO2 e smog e a rinfrescare l’aria. Una zona umida trattiene l’acqua. Una siepe o un filare offrono rifugio alla fauna e collegano aree naturali. Un parco può ridurre il calore nelle città. «Con questi ulteriori 13,35 milioni di euro – sottolinea l’assessore regionale alla Biodiversità e Aree protette Marco Gallo – rafforziamo in modo significativo l’investimento della Regione sulle infrastrutture verdi e trasformiamo le risorse europee in un patrimonio concreto destinato a rimanere alle comunità piemontesi». L’obiettivo, aggiunge, è «costruire connessioni ecologiche, recuperare ecosistemi e restituire spazio alla natura nelle città e nei territori». Dei nuovi fondi, 6,53 milioni sono destinati agli interventi della Corona Verde. Si aggiungono agli 8,5 milioni già disponibili, portando il totale a poco più di 15 milioni. Altri 6,82 milioni vanno invece ai progetti fuori dalla Corona Verde, che salgono così a oltre 10,2 milioni complessivi. Il programma è finanziato attraverso i fondi europei del Piemonte 2021-2027 destinati alla transizione ecologica. La scelta della Regione è quella di puntare sul verde come una vera infrastruttura: non solo un elemento del paesaggio, ma uno strumento per proteggere la biodiversità, migliorare l’aria e affrontare meglio caldo, siccità e fenomeni meteorologici estremi.
Dalla cintura verde di Torino alle altre province piemontesi, l’obiettivo è dunque lo stesso: fare più spazio alla natura e collegare quello che già esiste, trasformando parchi, boschi, fiumi e aree agricole in una rete capace di rendere il Piemonte più vivibile e più resistente al clima che cambia.