Nel complesso, il 56% dei lombardi con più di 65 anni esprime una valutazione positiva della propria vita e guarda al futuro con moderato ottimismo. Emergono tuttavia elementi di vulnerabilità che richiedono particolare attenzione.
E’ stata presentata a Palazzo Pirelli la ricerca demoscopica “Popolazione over 65 residente in Lombardia: stili di vita e comportamenti sociali”, realizzata da PoliS-Lombardia con il supporto di Noto Sondaggi. L’indagine, realizzata nel marzo 2026 su un campione rappresentativo di 3.000 lombardi con più di 65 anni non residenti in Rsa, approfondisce le condizioni di vita, gli stili di vita e i comportamenti sociali della popolazione anziana lombarda.
«Conoscere i bisogni reali delle persone rappresenta il primo passo per costruire interventi più efficaci e realmente orientati alla tutela della loro dignità e qualità della vita», ha sottolineato il Garante per la Tutela dei Minori e delle Fragilità Riccardo Bettiga.
La salute rappresenta il principale ambito critico. Solo il 40% degli over 65 giudica positivamente il proprio stato di salute, mentre con l’avanzare dell’età aumentano problemi di mobilità e fragilità complessiva. Le donne dichiarano con maggiore frequenza sintomi riconducibili ad ansia e depressione. Il medico di medicina generale continua a rappresentare il principale punto di riferimento sanitario per l’87% degli intervistati, ma quasi un cittadino su quattro indica nelle liste d’attesa il principale ostacolo all’accesso alle cure. Due terzi degli intervistati lamentano la solitudine familiare e il fatto che nessuno si prenda effettivamente cura di loro.
La soddisfazione per la propria vita sociale è generalmente più elevata nelle aree alpine e tra gli uomini, mentre risulta inferiore tra le donne residenti nelle aree metropolitane. Tra le principali preoccupazioni, in questo caso, emergono l’aumento del costo della vita (61%), le guerre (50%) e la salute (43%).
Sul piano economico, il 51% degli intervistati si dichiara soddisfatto del proprio reddito. Un dato significativo riguarda il ruolo svolto dagli anziani nel sostegno alle famiglie: circa un terzo continua, infatti, a contribuire economicamente ai bisogni dei propri familiari, confermando il valore della solidarietà intergenerazionale. Restano tuttavia alcune criticità, in particolare rispetto ai servizi di trasporto, sanitari e assistenziali, segnalate dal 22% del campione, mentre il 44% riferisce di aver subito almeno un tentativo di truffa.