Il bilancio

Oltre 3mila gli interventi nel 2025 dell’elisoccorso piemontese

«Situazioni complesse, che richiedono preparazione, addestramento continuo e una perfetta integrazione tra gli equipaggi sanitari e il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, presente a bordo degli elicotteri regionali con i tecnici di elisoccorso e, nei mesi invernali, con le unità cinofile per la ricerca in valanga»: spiega Andrea Mina, da pochi giorni confermato direttore del Servizio Regionale di Elisoccorso del Piemonte, afferente ad Azienda Zero, e direttore della centrale operativa 118 di Alessandria

Oltre 3mila gli interventi nel 2025 dell’elisoccorso piemontese

Sono stati 3.269 gli interventi complessivi dell’Elisoccorso Piemonte nel 2025, con l’impiego di 68 infermieri e 60 medici anestesisti-rianimatori e dell’emergenza-urgenza, affiancati dal personale tecnico di elisoccorso, dalle Unità Cinofile da Valanga e dal personale aeronautico.
Questi i numeri di un servizio che negli anni continua a crescere, così come sottolinea Andrea Mina, da pochi giorni confermato direttore del Servizio Regionale di Elisoccorso del Piemonte, afferente ad Azienda Zero, e direttore della centrale operativa 118 di Alessandria:

«Un lavoro di squadra che ogni giorno integra competenze sanitarie, tecniche e operative ad altissimo livello. E nel 2025 il servizio di Elisoccorso ha confermato il proprio ruolo strategico nel sistema dell’emergenza-urgenza, garantendo interventi rapidi e altamente specializzati su tutto il territorio regionale, comprese le aree montane e più difficilmente raggiungibili».

Un dato significativo riguarda proprio il contesto operativo, perché il 18% delle missioni è avvenuto in ambiente montano, impervio o ostile e spesso con l’impiego del verricello:

«Situazioni complesse, che richiedono preparazione, addestramento continuo e una perfetta integrazione tra gli equipaggi sanitari e il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, presente a bordo degli elicotteri regionali con i tecnici di elisoccorso e, nei mesi invernali, con le unità cinofile per la ricerca in valanga», aggiunge Mina.

Dal punto di vista clinico, invece, il 43% degli interventi ha riguardato codici rossi e il 45% codici gialli. Le patologie trattate sono state soprattutto di tipo traumatico (60%), seguite da quelle cardiocircolatorie (11%) e neurologiche (10%), confermando il ruolo dell’elisoccorso come risorsa fondamentale nelle reti tempo-dipendenti.
Le basi di Torino, Cuneo, Borgosesia e Alessandria hanno garantito una copertura capillare del territorio, con 2.800 ore di volo complessive. In particolare, la base di Torino ha effettuato 1.123 interventi, di cui 300 in modalità notturna, grazie sia all’utilizzo della tecnologia NVG, che permette grazie all’uso dei visori notturni la possibilità di atterrare “fuori campo” anche in condizioni di buio, sia a una rete di 260 siti di atterraggio notturno pre-surveyed distribuiti soprattutto nelle aree montane e più lontane dagli ospedali. Una rete realizzata con il fondamentale contributo degli enti locali, che hanno messo a disposizione le aree e sostenuto gli interventi necessari per renderle idonee all’operatività h 24.
Nel corso dell’anno non è mancata la collaborazione interregionale: sono state 65 le missioni fuori Regione effettuate dagli elicotteri piemontesi, prevalentemente in Lombardia, Liguria e Valle d’Aosta, e 73 gli interventi sul territorio piemontese svolti da elicotteri provenienti da altre Regioni. Tra le attività speciali rientra anche il trasporto delle equipe per il prelievo di organi, a conferma della versatilità e dell’elevato livello del servizio.
La sicurezza e la qualità degli interventi passano anche dall’addestramento e per questo nel 2025 si sono svolte tre grandi sessioni di esercitazione semestrali congiunte con il Soccorso Alpino e la componente aeronautica, dedicate al lavoro in team, allo sviluppo delle non technical skills e al miglioramento dell’efficacia operativa. Una delle esercitazioni si è svolta in notturna con elicottero, mentre la sessione estiva ha visto anche la collaborazione con il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, il cui personale è stato abilitato all’uso del verricello degli elicotteri sanitari regionali in caso di necessità.
Sul fronte dell’innovazione, negli ultimi 12 mesi sono stati introdotti nuovi presidi sanitari a bordo, tra cui il materassino a depressione, per una migliore gestione del paziente traumatizzato, sonde ecografiche portatili, per affinare il triage e la stabilizzazione sulla scena, e un nuovo kit Artvaper la ricerca dei sepolti in valanga.
Importanti anche gli sviluppi infrastrutturali: sono in fase di realizzazione nove nuove elisuperfici diurne e notturne a servizio di ospedali che ne erano sprovvisti, mentre prosegue la collaborazione con la Direzione Regionale Sanità per la partecipazione alle conferenze dei servizi per la progettazione dei nuovi ospedali, con particolare attenzione alle esigenze dell’elisoccorso. Resta prioritaria la necessità di adeguare le basi di Torino-Collegno “Aeritalia” e Cuneo-Levaldigi, per le quali sono già stati elaborati progetti preliminari grazie alla collaborazione con il Distretto per l’Aerospazio e con Geac, gestore dell’aeroporto di Cuneo. Il 2025 ha visto anche una forte apertura internazionale: ospitate delegazioni provenienti da Australia, Giappone, Spagna e Bulgaria; infine, per le Universiadi Invernali e Special Olympics Games, è stato messo a disposizione un elicottero dedicato.
Le quattro Centrali Operative del 118 piemontesi, afferenti ad Azienda Zero, cioè quelle di Alessandria, Cuneo, Novara e Torino, inoltre, hanno effettuato 496.168 interventi, di cui 131.332 con mezzi di soccorso avanzato e 364.836 con mezzi di base: 23.055 in codice rosso, 134.362 giallo, 323.750 verde, 18.270 bianco.