Non erano in molti quelli che avrebbero scommesso sul loro successo: la distribuzione degli atleti e delle gare tra luoghi diversi, i problemi organizzativi e i timori per i ritardi nelle opere avevano fatto temere il peggio. Invece le Olimpiadi Milano Cortina 2026 si sono rivelate un formidabile strumento di promozione dell’intero Paese. La soddisfazione degli atleti partecipanti (anche di chi non ha vinto nulla), le lodi dei rappresentanti del Comitato Olimpico e delle altre nazioni (qualcuno, magari, rosicando un po’…) e, non ultimo, il successo dei nostri campioni hanno messo a tacere i numerosi “gufi”, alcuni dei quali avrebbero pure esultato se le cose non fossero andate bene. Invece, questi Giochi si sono rivelati un volano strepitoso di cui a beneficiare sono state e saranno soprattutto le nostre regioni, la Lombardia in primis, ma anche gli altri territori del Nordovest. Certo, poi bisognerà andare a fare bene i conti, ma questa è un’altra storia.
Che numeri!
Da quali partiamo? C’è solo l’imbarazzo della scelta.
Partiamo dalle views, perché oggi sono quelle che definiscono la portata di un evento. E negli ultimi 30 giorni, secondo un’analisi di Human Data, Milano Cortina 2026 ha prodotto una conversazione online di scala globale: 27,4 milioni di contenuti pubblicati, un miliardo di interazioni social e 22,8 miliardi di visualizzazioni video tra TikTok, Instagram e YouTube. Nel focus Italia, negli ultimi 30 giorni si sono registrati 1,3 milioni di contenuti, 145 milioni di interazioni e 2,4 miliardi di visualizzazioni video.
Ed è successa una cosa davvero singolare: i volumi dell’utenza web che segue il calcio hanno registrato una migrazione verso le nevi di Milano Cortina 2026. Secondo l’Osservatorio Shinystat di Sevendata, dalle ore 20 del 6 febbraio, l’audience dei siti che trattano di Olimpiadi ha superato del 44,7% quella dell’universo online calcistico.
E non sono da meno i numeri televisivi, quelli di Warner Bros. Discovery che ha trasmesso tutte le gare: hanno registrato risultati di audience, sia in streaming sia lineari, nettamente migliori di quelli registrati alle Olimpiadi invernali di Pechino 2022. Nei 17 giorni di gare (6-22 febbraio 2026), oltre ai due giorni precedenti la Cerimonia di apertura con eventi sportivi selezionati (4-5 febbraio 2026), lo streaming ha avuto una crescita a tre cifre delle ore totali visualizzate (+103% rispetto a Pechino 2022). Anche il numero di spettatori è pressoché triplicato (234%) sulle due piattaforme proprietarie (HBO Max e discovery+). Inoltre, il numero totale di abbonati che hanno seguito in streaming i contenuti di Milano Cortina 2026 ha superato, dopo tre giorni di competizioni complete, quello di coloro che hanno visto l’intera edizione di Pechino 2022. E la NBC, che ha trasmesso le Olimpiadi negli Stati Uniti, ha avuto addirittura un aumento del 94% rispetto a Pechino 2022.
I dati ufficiali
I dati finali, quelli forniti dalla Fondazione Milano Cortina 2026, mostrano una risposta straordinaria da parte degli spettatori, con 1,3 milioni di biglietti venduti, pari a circa l’88% della disponibilità complessiva, con il 63% degli spettatori proveniente dall’estero, tra cui spiccano la Germania (15%), gli USA (14%), la Svizzera (6%) e il Regno Unito (6%), che hanno generato incassi per circa 200 milioni di euro. Molte discipline hanno registrato percentuali di riempimento eccezionali, con diversi eventi prossimi al sold out, raggiunto dallo Skimo, disciplina al suo debuttato Olimpico, come Speed Skating e Short Track (95%), Figure Skating e Hockey (93%), Biathlon (92%), Alpine Skiing (91%), Ski Jumping (90%), Bobsleigh e Luge (88%). L’interesse globale per Milano Cortina 2026 si è riflesso anche nei dati di audience e nelle performance digitali. Oltre 113,5 milioni di interazioni sui canali social ufficiali, circa 500.000 visitatori nei Fan Villages e 300.000 spettatori che hanno assistito agli 88 show del Calderone, uno dei simboli più iconici dei Giochi.
La legacy e le ricadute sui nostri territori
Le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 hanno coinvolto 36mila lavoratori e 18mila volontari e hanno avuto ricadute sui territori per 5,3 miliardi di ricavi. Naturalmente, la Lombardia, e in particolare Milano, ne hanno tratto i maggiori benefici.
«Il budget complessivo dei Giochi supera i 9,4 miliardi di euro: 3,54 miliardi destinati alle infrastrutture previste nel Piano delle Opere Olimpiche, 1,9 miliardi per i costi organizzativi e circa 4 miliardi di ulteriori investimenti infrastrutturali di Regione Lombardia – sostiene un focus sulle Olimpiadi realizzato da Assolombarda e Milano&Partners presentato nei giorni scorsi in occasione della quinta edizione di “Your Next Milano” – Sul territorio milanese il budget direttamente connesso ai Giochi ammonta a 735 milioni di euro, di cui 379 milioni per investimenti legati all’evento o alla modernizzazione infrastrutturale e 356 milioni per l’organizzazione. L’impatto complessivo stimato è di circa 2,5 miliardi di euro di produzione sul territorio milanese, corrispondenti a 1,045 miliardi di valore aggiunto».
Poi, sono soprattutto gli investimenti infrastrutturali, finiti o in realizzazione, che genereranno ricadute significative sui territori coinvolti. Si pensi al Villaggio olimpico realizzato all’ex scalo ferroviario di porta Romana che, dopo avere ospitato gli atleti, diventerà il più grande studentato d’Italia con 1.700 posti letto; o all’Arena di Santa Giulia che accoglierà il pubblico per concerti, eventi sportivi e grandi spettacoli. Ma anche la riqualificazione dell’area di accesso alla venue di gara “Stelvio Alpine Centre”, a Bormio o la realizzazione del parcheggio interrato in località Bondi, a Livigno o la sistemazione dei tracciati e dell’impianto di risalita dell’area “Livigno Aerials Moguls”. Senza dimenticare la serie di interventi in fase di realizzazione, dalla tangenziale di Sondrio alla variante di Trescore-Entratico, dalla soppressione dei passaggi a livello insistenti sulla strada statale 38, relativi alla linea ferroviaria Sondrio-Tirano fino alla variante di Vercurago nella tratta tra Lecco e Bergamo.
Ma a beneficiare del successo dei Giochi, saranno anche i territori vicini alla Lombardia. A cominciare dal Piemonte. Innanzitutto, perché comunque beneficerà di un aumento della visibilità internazionale. Ma, in particolare, perché il successo di molte discipline sportive spingeranno a cercare centri di eccellenza per gli allenamenti: e le montagne piemontesi, in particolare la Val di Susa e il comprensorio della Via Lattea, insieme a Bardonecchia, Pragelato e Sestriere, fungono da punto di riferimento per snowboard, freestyle, sci di fondo e biathlon, offrendo strutture tecniche per la preparazione olimpica. Se poi l’Oval Lingotto di Torino dovesse essere scelto per ospitare le gare di pattinaggio di velocità delle prossime Olimpiadi invernali, che si svolgeranno nel 2030 sulle Alpi francesi, anche il Piemonte avrebbe fatto bingo.
Comunque, non è finita qui. I Giochi Olimpici Invernali non si sono chiusi il 22 febbraio: il testimone passa alle Paralimpiadi che si aprono in un clima già denso di attenzione mediatica.