L'intervista

Olimpiadi invernali al via: il senatore Morelli, “Siamo prontissimi”

E non sarà solo una festa dello sport, ma un’opportunità di visibilità e sviluppo per il nostro Paese, che dobbiamo saper cogliere.

Olimpiadi invernali al via: il senatore Morelli, “Siamo prontissimi”

Le Olimpiadi invernali 2026 di Milano Cortina sono pronte per partire: saranno un evento bellissimo e soprattutto avranno importanti ricadute positive per i nostri territori. Già adesso possiamo vedere l’entusiasmo che sta accompagnando la fiamma olimpica durante il suo viaggio lungo l’Italia verso l’inaugurazione a San Siro il 6 febbraio. E non sarà solo una festa dello sport, ma un’opportunità di visibilità e sviluppo per il nostro Paese, che dobbiamo saper cogliere. Di tutto questo è convinto il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, il senatore Alessandro Morelli, che segue da vicino l’organizzazione del grande evento. Lo abbiamo intervistato a margine del suo intervento alla trasmissione Aria Pulita, condotta da Simona Arrigoni, in diretta su Telecity e il61.

Senatore Morelli, siamo pronti per le Olimpiadi?

«Siamo prontissimi: per l’evento olimpico le opere sportive saranno perfette. Cito come esempio l’opera che non avrebbe dovuto esserci, la pista di bob a Cortina, sulla quale ci sono state polemiche terribili, attenzione mediatica fortissima e particolare sensibilità da parte dei territori. Tanti detrattori ci hanno detto che non ce l’avremmo fatta, perché i tempi non erano sufficienti, i soldi non bastavano e non avevamo le tecnologie. Addirittura ci furono diverse proposte per spostarsi in altre sedi, come Innsbruck, in Svizzera o negli Stati Uniti. Io fisicamente sono andato sul bob in quella pista, l’ho collaudata personalmente… A parte la battuta, la pista è realtà e, a differenza di quanto paventato, diventerà un’attrazione, perché oltre ad essere bella, efficiente e moderna, è già prenotata fino al 2030 dalle federazioni internazionali di bob».

Ci sono critiche anche per il suo impatto ambientale…

«Hanno fatto accuse di questo genere facendo vedere foto satellitari durante i lavori ed effettivamente era tutto un cantiere. La pista esistente è stata abbattuta perché vecchia e abbandonata, infatti intorno è cresciuto il bosco. Quindi abbiamo dovuto abbattere la struttura, poiché era impossibile riqualificarla per come sono cambiati sia i regolamenti che le tecnologie. Adesso la pista è pronta per le gare, ed è più bella e moderna del mondo, con una parte sotto terra. Ma abbiamo previsto la rinaturalizzazione di tutta l’area con 10mila larici e in alcune aree dei prati, ma non possiamo seminare adesso… Quindi per febbraio la pista c’è e per luglio ci saranno anche le aree verdi. Inoltre, la pista verrà utilizzata tutto l’anno, anche in estate, dalle federazioni internazionali per allenarsi, senza dover inseguire l’inverno nel mondo, grazie alle tecnologie uniche al mondo per il ghiacciamento e la parte interrata».

Le opere non riguardano solo le gare sportive ma anche le infrastrutture.

«Abbiamo investito circa 3 miliardi di euro per le opere infrastrutturali che resteranno per i territori: senza Olimpiadi non ci sarebbero state e le opere ci sono a prescindere dal loro utilizzo per le Olimpiadi. Cito la messa in sicurezza della Statale 36 tra Civate e Giussano, l’eliminazione dei caselli ferroviari sulla Statale 38 verso Bormio, le varianti di Tirano e Sondrio, le opere legate allo sci di Livigno e Bormio. Sono lasciti che rimangono sul territorio, attesi da decenni, e faranno di questi territori e località le capitali mondiali dello sci. A Livigno abbiamo due impianti separati e grazie alle Olimpiadi uniamo le due aree Mottolino e Carosello, avendo così un’unica grande arena dello sci».

Gli effetti positivi quindi saranno diversi?

«Sempre grazie alle Olimpiadi ci sono delle opere connesse, come la variante di Vercurago e altre, che magari sembra non servano per arrivare a Sondrio, ma in realtà permettono di alleggerire le direttrici verso la Valtellina e diminuire il traffico su quelle zone. Quindi il nostro obiettivo è, da un lato, quello di dare un migliore livello infrastrutturale a queste zone, per migliorare la qualità della vita dei nostri cittadini: il lascito sarà immensamente superiore ai disagi che potrebbero esserci durante i giochi. E dall’altro lato, vorrei sottolineare il lascito di notorietà che questo evento avrà per i nostri territori. Ovviamente Milano sarà protagonista, ma il vero lavoro per gli altri territori parte dal giorno dopo le Olimpiadi, perché sarà loro il compito di salire su un treno che sta passando e poter sviluppare al meglio l’accoglienza e la promozione internazionale, opportunità data dalle Olimpiadi».

Si sta scalando il clima? C’è un coinvolgimento della gente per questo evento?

«Da milanese in effetti non si sente e vede molto. Ma credo che sicuramente durante il periodo delle gare ci sarà grande attenzione: le Olimpiadi invernali sono il terzo o quarto evento più seguito in televisione al mondo. Quindi il calore interno arriverà, l’importante è che ci siano i volontari e quelli ci sono. Ma sottolineo ancora quanto sarà importante la visibilità all’estero. Il nostro obiettivo è questo: che le nostre località – Livigno, Bormio e Cortina – possano diventare dei biglietti da visita per il nostro Paese».

Ma è ancora un evento popolare? Pensiamo ai prezzi per assistere alle gare…

«La vendita dei biglietti è gestita direttamente del Cio – il Comitato Olimpico Internazionale – attraverso delle piattaforme, che indubbiamente danno un vantaggio a chi acquista dei pacchetti, con gara insieme a biglietti aerei e visite alle località, e quindi si conferma come una grande opportunità per il Paese intero».

Pensiamo anche al villaggio olimpico di Milano che diventerà poi uno studentato, andando così a rispondere ad altri bisogno del territorio.

«Questo è l’obiettivo che avevamo fin dall’inizio: fare degli investimenti, in questo caso anche privati, che fossero un lascito per i territori. In ogni evento ci sono delle eredità e abbiamo voluto fare degli investimenti per avere non delle cattedrali nel deserto ma delle opere a disposizione dei cittadini. Le Olimpiadi saranno un bellissimo evento, ma chiusi i giochi apriremo altri capitoli come quello dell’America’s Cup di vela a Napoli nel 2027. Quella sarà una grande opportunità per il Sud: il mio auspicio è quello che porti crescita e sviluppo a Napoli e all’intera Campania. La responsabilità è anche delle comunità locali, che sappiano salire su questi treni, ma sono convinto che queste manifestazioni possano portare crescita a tutti i territori».