Il rapporto Federfarma-Censis 2026

Non solo medicine: così cambia la farmacia

Al 68,4% degli italiani è capitato di recarsi in farmacia per ottenere farmaci o accedere a servizi sanitari in precedenza offerti da ospedali o in strutture delle Asl.

Non solo medicine: così cambia la farmacia

In un Sistema Sanitario Nazionale in piena mutazione (per l’invecchiamento della popolazione, il moltiplicarsi delle cronicità e i costi crescenti), la farmacia è uno dei protagonisti della transizione verso un sistema di prossimità, come presidio sociosanitario integrato nel Servizio Sanitario Nazionale. Un’affermazione che emerge in maniera chiara nel rapporto Federfarma-Censis 2026. Il 70% degli abitanti del Nordovest è andato in farmacia per per ottenere farmaci o accedere a servizi sanitari in precedenza offerti solo negli ospedali o nelle Asl (percentuale più alta solo nelle Isole dove raggiunge il 72%); l’8,9% spesso, il 34,7% qualche volta, il 26,4% raramente.

Al 68,4% degli italiani è capitato di recarsi in farmacia per ottenere farmaci o accedere a servizi sanitari in precedenza offerti da ospedali o in strutture delle Asl. E’ capitato spesso all’11,7% e di tanto in tanto al 33,7% di essi, mentre al 23% raramente. Quasi l’85% dei cittadini è convinto di avere beneficiato dell’ampliamento della matrice dei servizi, un tempo in capo a ospedali e Asl, e ora erogati in farmacia. Capita spesso o di tanto in tanto di recarsi in farmacia per ottenere farmaci o accedere a servizi sanitari in precedenza offerti da ospedali o in strutture delle Asl al 43,6% al Nordovest, al 45,3% dal Nordest, al 37,8% al Centro e al 51,5% al Sud-Isole. E anche al 50% dei giovani, al 51,7% degli adulti e al 31,4% degli anziani.

Anche i numeri nazionali, quindi, sono espliciti: si recano in farmacia il 21,7% degli italiani almeno una volta a settimana, il 49,6% una volta al mese, il 21% ogni tre o sei mesi, il 5% una volta l’anno e il 2,7% meno di una volta l’anno. Pertanto, si recano in farmacia almeno una volta al mese il 71,3% degli italiani, l’88,5% dei cronici e l’88,3% delle persone con stato di salute insoddisfacente. Poi, il 71,9% degli italiani ha una farmacia a cui si rivolge abitualmente e, in particolare: il 61,6% una di propria fiducia e riferimento consueto e il 10,3% una scelta perché ha servizi in linea con le proprie esigenze. Il 25,2% ne sceglie una di volta in volta in base alla comodità della ubicazione, l’1,5% per i prezzi praticati e 1,4% invece la sceglie di volta in volta. Il 91,3% degli italiani ha molta o abbastanza fiducia nei farmacisti con cui interagisce, il 5,4% ne ha poca e un residuale 2% non ne ha, mentre l’1,2% non si esprime. Hanno fiducia nel farmacista come interlocutore per la propria salute, dal 95,8% dei residenti nei comuni fino a 5mila abitanti, all’89,2% in quelli con oltre 500mila. L’87,3% dei giovani, il 90,8% degli adulti e il 95,1% degli anziani.

Una fiducia operativa, poiché il 90,5% degli italiani segue le indicazioni fornite. Al 94,9% degli italiani capita di recarsi in farmacia per avere farmaci, al 64,5% per ottenere consigli su piccoli disturbi, al 24,3% per farsi misurare la pressione e al 17,2% per servizi di screening. E ancora, il 31,4% per il ritiro di farmaci per le terapie croniche, il 23,7% per prenotazioni di analisi e visite mediche, il 19,3% per vaccinazioni antinfluenzali e/o anti-Covid, il 13,9% per servizi di telemedicina, l’11,5% per test di misurazione, il 9,6% per tamponi, il 6% per altri tipi di vaccini, l’8,8% per il monitoraggio dell’aderenza terapeutica. Il 76% degli italiani considera la farmacia non solo il luogo di distribuzione dei farmaci, ma un presidio sociosanitario integrato nel Servizio Sanitario Nazionale. Condivide la definizione l’80% dei cronici, e poi l’83,3% dei residenti nei comuni minori, il 71,1% nei comuni maggiori. E, ancora, l’81,5% nel Nordovest, il 73,3% nel Nordest, il 72,9% nel Centro e il 75% nel Sud e Isole. Inoltre, l’85% degli italiani considera le farmacie come punti di riferimento essenziali della sanità sul territorio in cui risiede. E la considera un servizio essenziale per le comunità il 97,2% degli italiani.

Le attese sono per l’89,7% degli italiani una maggiore collaborazione tra farmacie, medici e altri professionisti della salute; per l’89% l’ampliamento delle tipologie di farmaci disponibili; per l’88,2% il potenziamento delle attività di consulenza ai cittadini; per l’85,2% l’incremento delle attività di prevenzione; per l’84,3% un più ampio ventaglio di servizi sanitari accessibili per i cittadini sul territorio.