L'osservatorio del Ministero della Salute

Non si fermano le aggressioni al personale sanitario

Nel 2025 ne sono state segnalate oltre 3.500 in Lombardia, 1.621 in Piemonte e 658 in Liguria.

Non si fermano le aggressioni al personale sanitario

Sono stati quasi 5mila gli operatori sanitari lombardi che, nel corso del 2025, sono stati vittime di aggressioni nello svolgimento del loro lavoro nelle strutture pubbliche lombarde.

Aggressioni al personale sanitario da record in Lombardia

Il dato è un vero e proprio record nazionale, ed è limitato alle sole segnalazioni che avvengono su base volontaria da parte delle vittime. Per la precisione sono stati 4.826 gli operatori vittime di 3.568 aggressioni nelle strutture sanitarie lombarde. E’ quanto emerge dall’operativo che la regione ha sviluppato e messo a punto nel corso degli ultimi anni per cercare di far fronte a quella che è una vera e propria emergenza, per la quale in Italia è stato costituito un osservatorio specifico. L’osservatorio raccoglie le segnalazioni regione per regione, quindi nel resto del Nordovest com’è la situazione? In Piemonte gli operatori che nel 2025 hanno segnalato aggressioni sono stati 2.207, per un totale di 1.621 episodi segnalati. In Liguria le aggressioni sono state 658, per un totale di 1.133 operatori coinvolti.

La natura delle aggressioni

Per quanto il sistema di raccolta dei dati sia diverso da regione a regione, si è cercato di semplificare il più possibile per avere dei dati uniformi e comparabili a livello interregionale. La semplificazione parte dal tipo di aggressioni, che possono essere verbali, fisiche o contro il patrimonio. L’osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie ha messo a punto delle schede che contengono questi dati spacchettati. In Liguria le aggressioni sono state in maggioranza verbali (591), prevalentemente da utenti o pazienti (439). In Lombardia pure sono la maggioranza le aggressioni verbali (3.278), così come i responsabili sono soprattutto utenti o pazienti (2.559). Lo stesso trend si ha anche nella regione Piemonte: le aggressioni verbali sono state 1.413. La maggior parte delle aggressioni si è avuta da utenti o pazienti (1.092).

Le qualifiche professionali più colpite

A subire maggiormente sono stati gli infermieri. Il 61% delle aggressioni in Piemonte, infatti, ha visto loro come bersaglio, seguiti da medici e Oss. In Piemonte la maggioranza delle aggressioni si è registrata negli ospedali, e più specificamente nei pronto soccorso (527), nelle aree di degenza (378) e nei servizi psichiatrici di diagnosi e cura (199). In Lombardia gli infermieri aggrediti sono stati, nel solo 2025, ben 2.718. Seguiti dai medici (875) e dagli Oss (407). Anche per la Lombardia l’area più frequente per le aggressioni è quella dei pronto soccorso ospedalieri, seguita dalle aree di degenza e dai servizi psichiatrici di diagnosi e cura. Lo stesso si può dire per la Liguria: 634 gli infermieri colpiti, seguiti dai medici (116) e dagli Oss (103). Le aree con più aggressioni anche nel 2025 in Liguria vedono una lieve differenza rispetto al resto del Nordovest: qui il record di aggressioni è stato registrato nelle aree di degenza (213), seguite dai pronto soccorso (187) e dai servizi psichiatrici territoriali (44).

Nel 2025 segnalate quasi 18mila aggressioni in tutta Italia, per un totale di oltre 23mila operatori

A dare il polso della situazione è il dato nazionale: nel 2025 secondo l’osservatorio nazionale sono state 17.956 le segnalazioni raccolte da 23.367 operatori. Il dato nel suo complesso è in leggero calo rispetto al 2024, in quella che è una sostanziale stabilità della situazione. A fronte del calo delle segnalazioni, tuttavia, si registra un aumento delle persone aggredite, che nel 2024 erano circa 22mila. La maggioranza degli operatori colpiti è di sesso femminile (oltre il 60%), e di età compresa tra i 30 e i 49 anni.