Continuano ad aumentare le rette delle case di riposo in Lombardia.
L’ultimo aggiornamento a riguardo è fornito da Cisl Pensionati, che rileva come la retta media per il ricovero in una delle 738 residenze sanitarie assistenziali presenti in regione sia di 2.312 euro al mese.
«Al giorno – scrivono dalla FNP della Cisl – fanno 76,02 euro, all’anno 27.747,30 (oltre 460 euro in più del 2024) e il trend è in sensibile aumento. Le rette variano da territorio a territorio perché a decidere i prezzi è il mercato: così può capitare che in una struttura dell’ATS Montagna (Valcamonica, Valtellina e Alto Lario) si paghino 60,17 euro al giorno, mentre in una dell’ATS Città Metropolitana di Milano si arrivi anche a quota 97,85 euro, e nel caso dei cosiddetti “solventi” anche a 103 euro».
La spesa totale di una degenza è divisa in 2 parti: c’è una quota sanitaria (tariffa) e una quota sociale o alberghiera (retta). Nelle strutture convenzionate con la sanità pubblica l’assistito paga solamente la retta, perché la quota sanitaria è coperta dalla Regione. Nelle altre strutture invece la spesa è tutta a carico dell’assistito.
Le rette sono aumentate maggiormente nella bergamasca
L’analisi proposta dal sindacato pensionati della Cisl compara anche l’andamento delle rette giornaliere per le Rsa dal 2021 al 2025. Il territorio che ha visto in questi 4 anni l’aumento maggiore è stato quello dell’Ats bergamasca, con un aumento del 18%. Da 61,46 euro al giorno del 2021 si è passati a 72,52 euro al giorno del 2025. L’Ats con la retta giornaliera più elevata è quella di Milano, dove il costo nel 2025 è stato di 87,1 euro al giorno. Quella dove invece il costo è minore è l’Ats Montagna: nel 2025 si pagava 60,17 euro al giorno.
L’età media aumenta sempre di più
La questione sarà sempre più centrale, visto l’innalzamento dell’età media: su 10.033.918 abitanti nella regione (al 31 dicembre 2025) si contano infatti 2.392.510 over 65, fra cui oltre mezzo milione di non autosufficienti (562.218).
Le strutture lombarde sono in stragrande maggioranza private accreditate
Delle 738 Rsa lombarde 701 sono private, 37 sono pubbliche, 280 sono Onlus e 458 non Onlus.
«In Lombardia – scrive la Fnp Cisl – il 95% delle Rsa ha natura giuridica privata, di cui la maggioranza privata accreditata (680) e 21 strutture private non accreditate, mentre solo il 5% hanno natura giuridica pubblica. Inoltre il 62% delle strutture è gestito da società no onlus (458) e il 38% da società onlus (280)».
Quelle private sono 68 per l’Ats Bergamo, 84 per l’Ats Brescia, 70 nell’Ats Brianza, 116 nell’Ats Insubria, 157 nell’Ats Milano, 37 nell’Ats Montagna, 88 per l’Ats Pavia e 81 per l’Ats Valpadana.
Si conferma leader lombardo il gruppo Korian Segesta Spa
Con 600 milioni di euro l’anno su tutto il territorio italiano (e la gestione di ben 32 strutture in regione Lombardia) il gruppo Korian Segesta Spa si conferma il gruppo più presente anche nella regione più popolosa d’Italia. Segue Kos Care (che comprende anche il gruppo Anni Azzurri), con 19 strutture in Lombardia:
«Controllato per il 60% dal gruppo Cir che fa a capo alla famiglia De Benedetti – si legge nel report Cisl – fattura oltre 360 milioni di euro grazie alle 80 strutture che gestisce soprattutto nell’Italia centro-settentrionale».
Seguono poi, tra i più grandi gruppi gestori delle Rsa lombarde, il gruppo Gheron Srl (14), l’Opera Don Guanella (14), La Villa Srl (11), la cooperativa sociale Codess (11), la cooperativa sociale Coopsellios (9), la cooperativa sociale KCS Caregiver (9), la Fondazione Mantovani Sodalitas (9), Sereni Orizzonti Spa (8), la cooperativa sociale Società Dolce (7), la cooperativa sociale Universiis (7), il Gruppo Zaffiro Nord Srl (7).
I posti letto autorizzati sono aumentati di quasi 3.000 unità in 4 anni
Il totale dei posti letto in Rsa autorizzati dalle Ats in regione Lombardia è aumentato dal 2021 al 2025 di quasi 3.000 unità. Da 65.512 nel 2021 sono diventati 68.187 nel 2025. L’Ats con più posti letto in assoluto è quella di Milano (18.708), seguita dall’Insubria (11.288) e dalla Valpadana (8.078).
«I posti letto accreditati – scrivono dalla Cisl – sono quelli che hanno all’interno degli indicatori di dotazione per aree territoriali omogenee. Gli indicatori considerano l’indice di offerta dei posti letto, valutati in base alle giornate effettivamente remunerate e l’indice di fabbisogno definito sulla base dei posti letto attivi al dicembre dell’anno precedente. I posti letto accreditati nella nostra regione nel 2025 sono pari a 64.015, anch’essi in costante incremento».