Nel biennio 2024/2025 le regioni del Nordovest hanno speso per i gettonisti nella sanità pubblica 422,7 milioni di euro.
E’ quanto emerge da un’analisi dell’autorità nazionale anticorruzione che, vista la continuazione del fenomeno, ha voluto fare luce sulla questione sui contratti di fornitura di personale medico e infermieristico nella sanità pubblica. Dividendo la cifra per regione, la Lombardia è in testa alle classifiche nazionali (seconda solo alla Sardegna) per spesa nel biennio (207,39 milioni di euro), seguita dal Piemonte, che è anche sul podio nazionale (156,78 milioni di euro). Liguria e Valle d’Aosta sono decisamente distanti, con 13,49 milioni di euro e 45,07 milioni di euro. Per il solo 2025 la spesa si divide in 95.68 milioni della Lombardia, 57,54 milioni del Piemonte, 13,49 milioni della Liguria e 0 per la Valle d’Aosta.
«Come noto – scrivono dall’Anac nel rapporto – il fenomeno dei “gettonisti” è nato come una risposta emergenziale durante la pandemia da Covid – 19 ma, come evidenziato nei due precedenti Report ANAC, si è trasformato in una prassi consolidata sul territorio nazionale».
Non solo a emergenza sanitaria finita il fenomeno non si è esaurito, ma anzi ha visto forti incrementi, a causa della cronica carenza di personale medico strutturato, oltre al naturale turnover che nel susseguirsi degli anni avviene. Per questo l’autorità nazionale anticorruzione ha continuato a vigilare sui contratti pubblici. A livello nazionale infatti il 2025 ha visto una domanda rivolta al mercato per questi servizi di 568 milioni di euro. Estendendo l’osservazione al biennio 2024-25 la quota sale a oltre un miliardo di euro.
Prevalgono gli affidamenti diretti
Nel biennio preso in esame, l’ultimo disponibile in termini di tempo, si nota come gli strumenti contrattuali più diffusi sono stati le adesioni ad accordi quadro o a delle convenzioni «senza successivo confronto competitivo», sottolinea il report Anac. Nel biennio la procedura di scelta del contraente che è andata per la maggiore è stata quella dell’affidamento diretto (70%). Il loro valore economico ha cubato il 44% delle risorse economiche messse a disposizione dei «gettonisti», a fronte del 49% delle procedure aperte.
«La prevalenza degli affidamenti diretti – così continuano a scrivere gli autori del report dedicato dell’autorità nazionale anti corruzione – emerge anche con riferimento a ciascuno dei due anni considerati e si nota che gli affidamenti diretti, nel 2025 rispetto al 2024, sono aumentati del 41% numericamente e del 59% economicamente, tanto da superare l’importo delle procedure aperte».