I Comuni del Nordovest nel 2025 hanno investito per lo sviluppo dei propri territori la bellezza di 5,2 miliardi di euro. E’ quanto emerge dall’osservatorio della Corte dei conti sulla finanza pubblica degli enti locali e sulle quote degli investimenti fissi lordi delle amministrazioni. Per intenderci, quanto viene investito per costruire infrastrutture pubbliche come strade o asili nido (beni materiali), per l’acquisto di software, brevetti o per progetti ingegneristici di grandi opere (beni immateriali) oppure ancora per l’acquisto di terreni o beni materiali non prodotti (come ad esempio giacimenti o risorse del sottosuolo come fonti d’acqua o miniere).
Il Nordovest perde terreno, pur mantenendo numeri molto elevati
L’indagine evidenzia in modo inequivocabile come l’area geografica del Nordovest si stia facendo raggiungere dalle altre macroaree del Paese. Se nel biennio 2024-2025 nelle nostre regioni l’aumento di investimenti è stato del 4,3%, in altre aree del Paese le percentuali sono esponenzialmente maggiori. E’ il caso delle Isole, che fanno registrare un incremento del 20% nel biennio. Seguono poi il Sud (19%), il Centro (16,6%) e il Nordest (16,1%). Guardando al fenomeno dal punto di vista dei numeri assoluti però la musica cambia leggermente: con 5,3 miliardi di euro nel 2025 è solo l’area del Sud a superare il Nordovest (5,2 miliardi). E’ decisamente da sottolineare il grande risultato del Meridione, dove i Comuni hanno investito la bellezza di 800 milioni di euro in più in un anno.
L’unico dato negativo è della Liguria
Nella panoramica dei numeri del biennio nel Nordovest è da registrare anche una casella negativa. Nel 2025 in Liguria i Comuni hanno investito meno risorse rispetto all’anno precedente nell’ambito dei terreni e dei beni materiali non prodotti. Nel 2024 l’investimento ammontava a 14 milioni di euro, mentre l’anno successivo l’importo è sceso a quota 11 milioni, il 21,4% in meno.
Non si può prescindere dalle tipologie di investimento
Nell’ambito degli investimenti dei Comuni, per capire il fenomeno non è possibile prescindere dalle tipologie di investimento in cui i fondi sono divisi. L’osservatorio della Corte dei conti sull’argomento è molto preciso:
«Le politiche di investimento dei comuni italiani, anche sulla spinta della programmazione del PNRR, si collocano nel solco delle tendenze registrate, nel periodo post-Covid, anche dalle altre municipalità europee. L’osservazione delle dieci voci spesa più rilevanti nel 2025 mostra al vertice delle priorità politiche di investimento locale le opere stradali, una evidenza che contraddistingue tutte le aree geografiche e che si esprime innanzitutto in termini finanziari, tenuto conto che il volume di spesa prodotto ha superato i 4 miliardi. Seguono gli investimenti in fabbricati scolastici con un esborso che ha quasi raggiunto 3,4 miliardi, gli impianti sportivi (1,5 miliardi) e i fabbricati ad uso abitativo (poco più di 1 miliardo)».