Il rapporto Istat

Nel 2025 è calato il numero di morti in incidenti stradali

Per la prima volta dal 2020 il dato nazionale è sceso sotto le 3.000 unità: bene anche le nostre regioni.

Nel 2025 è calato il numero di morti in incidenti stradali

Nel 2025 per la prima volta dal 2020 il numero dei morti in incidente stradale è tornato sotto quota 3.000: le persone che hanno perso la vita in seguito a questo genere di eventi sono state 2.868. A rivelarlo è l’ultimo rapporto dell’Istat sugli incidenti stradali nel nostro Paese. I territori del Nordovest sono allineate all’andamento nazionale, con la Lombardia in testa alla classifica delle regioni per numero di incidenti occorsi nel 2025 (30.722). Il Piemonte segue a una certa distanza (10.758), con la Liguria (7.663) e la Valle d’Aosta (329).

Diminuiscono i morti a fronte dell’incremento di feriti e incidenti

Nel 2025 la mobilità sulle strade nazionali è tornata ai livelli pre-pandemici, senza risentire più di tanto degli aumenti dei costi energetici. Si nota un fatto curioso: nonostante gli incidenti aumentino del 2,2% rispetto al 2024, l’anno scorso i morti sulle strade sono calati del 5,3%. Il numero dei feriti pure aumenta, dell’1,7%. «Il tasso di mortalità stradale – spiegano da Istat – passa da 51,4 a 48,7 morti ogni milione di abitanti. Rispetto al 2019, anno di benchmark per il decennio 2021-2030 della sicurezza stradale, le vittime della strada, che ammontavano a 53,1 ogni milione di abitanti, diminuiscono del 9,6%. Il costo sociale degli incidenti stradali con lesioni a persone (calcolato con parametri aggiornati da Istat e ACI nel 2023), ammonta a poco più di 18 miliardi di euro nel 2025 (quasi l’1% del Pil nazionale). Se si aggiungono anche i costi legati ai sinistri con soli danni alle cose (circa 4,4 miliardi di euro stimati da ANIA), si arriva a circa 22,6 miliardi di euro».

Crescono di più e meglio la micromobilità e la mobilità ciclistica, anche se l’auto rimane il mezzo prevalente

Nel 2025 si osserva un generale aumento della domanda di mobilità. Come si diceva, gli italiani hanno recuperato i livelli pre-pandemici, ma con una certa attenzione all’ambiente e alla salute: tra le varie modalità di mobilità osservate, l’incremento maggiore è quello della mobilità ciclistica e della micromobilità, arrivando al 5,2%. Nel 2019 era al 3,3%. «L’uso dell’automobile – precisano tuttavia dall’istituto di statistica – continua a rappresentare la modalità prevalente in Italia, in un contesto caratterizzato da un rapporto auto rispetto alla popolazione tra i più elevati in Europa, pari a 709 autovetture ogni 1.000 abitanti. Tuttavia, la quota modale dell’auto mostra una lieve flessione, scendendo al 60,8% nel primo semestre 2025 rispetto al 63,1% dello stesso periodo del 2024; anche il dato annuo 2024 (61,1%) evidenzia una riduzione rispetto al 2023 (-3,5 punti percentuali) e al 2019 (-1,5 punti). Parallelamente, cresce il ricorso all’auto condivisa, che raggiunge il 12,9% nel primo semestre 2025, con un incremento di tre punti percentuali rispetto al 2024. La mobilità collettiva si attesta all’8,9% nel primo semestre 2025, in aumento rispetto allo stesso periodo del 2024; anche il dato consolidato del 2024 (9,1%) evidenzia un miglioramento rispetto al 2023. Permane tuttavia un divario significativo rispetto al 2019, quando la quota modale raggiungeva il 10,8%».