I dati

Nei territori del Nordovest ci sono meno case vuote che altrove

La ricerca Istat segna un incremento del patrimonio: 16,5 milioni di euro.

Nei territori del Nordovest ci sono meno case vuote che altrove

Al Nord l’utilizzo del patrimonio abitativo è più efficiente e le case sono occupate da residenti. Nel Nordovest, però, si registra la percentuale più elevata di affitti rispetto al resto d’Italia.

Nelle regioni del Nordovest meno case vuote che altrove: la ricerca dell’Istat

La ricerca Istat parla di un patrimonio abitativo aumentato dell’1%, che ha superato i 35,6 milioni di unità, nel periodo 2021-2023: al Nord si contano quasi 16,5 milioni di abitazioni, al Centro circa 6,7 milioni, al Sud oltre 8,1 milioni e nelle Isole poco più di 4,2. Le abitazioni occupate da persone residenti hanno superato i 26 milioni, pari a circa il 73% dell’intero patrimonio abitativo, e sono aumentate dell’1,4% rispetto al 2021; quelle non occupate oppure occupate da persone non residenti ammontano a 9,5milioni e sono rimaste stabili. Dati che indica un miglior uso al Centro-Nord del patrimonio abitativo rispetto al Sud che sconta un flusso migratorio più forte ma anche l’elevata presenza di seconde case. Dai risultati del Censimento permanente del 2023 risulta, inoltre, che il 73,9% delle famiglie vive in case di proprietà, il 19,6% sono quelle che vivono in affitto e il 6,5% in abitazioni occupate ad altro titolo (uso gratuito o altre forme). La proprietà della casa in cui si vive è più diffusa nelle Isole e nel Nordest (74,9%), mentre il valore più basso è quello del Sud (72,4%). Le quote più elevate di famiglie in affitto o che occupano l’abitazione ad altro titolo si rilevano, rispettivamente, nel Nordovest (21,6%) e nelle Isole (10,3%). Lazio, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto guidano la graduatoria delle regioni dove si rileva un maggiore utilizzo del patrimonio edilizio disponibile, mentre Abruzzo, Calabria e Molise mostrano le quote più contenute di abitazioni occupate, ma è soprattutto la Valle d’Aosta che conferma, anche nel 2023, il prevalere delle abitazioni non occupate.
La superficie media delle abitazioni è di 101,3 mq con valori più alti nel Nordest (108,8 mq in media), con gli spazi in città più ridotti rispetto a quelli nelle zone rurali. L’1% delle abitazioni è in condizioni di disagio nell’1% (oltre 268mila abitazioni, per un totale di circa 1.367mila persone coinvolte), con un divario non irrilevante a svantaggio delle ripartizioni del Centro e del Mezzogiorno (valori sempre pari a 1,2%) rispetto a quelle Settentrionali (0,7% nel Nordest e 0,9% nel Nordovest). Le situazioni di affollamento più intenso si rilevano nelle città (1,3%, corrispondente a 125mila abitazioni per circa 628mila persone), mentre le condizioni più favorevoli sembrano appartenere ai piccoli centri (0,9%, ossia 110mila abitazioni per oltre 566mila persone) e alle aree rurali (0,7%, equivalente a 33mila abitazioni per quasi 168mila persone).
Le abitazioni occupate da famiglie coabitanti in Italia sono circa 322mila (equivalenti a 699mila famiglie): il Centro e il Nordovest ospitano le quote più elevate (il 24% del totale), con circa 77mila abitazioni ciascuna; il Sud detiene oltre 70mila unità abitative utilizzate in coabitazione (il 22%); il Nord-est e le Isole mostrano i numeri più contenuti rispettivamente, con poco più di 56mila (il 17,4%) e circa 41mila abitazioni condivise (il 12% del totale Italia).
Significative appaiono le situazioni in cui la coabitazione riguarda famiglie di soli stranieri oppure famiglie pluricomponenti, dove le condizioni di disagio possono essere più rilevanti. Le abitazioni condivise da sole famiglie straniere sono il 10,6% (poco più di 34mila) del totale delle abitazioni condivise. Il divario tra le ripartizioni geografiche è evidente e riflette la distribuzione sul territorio della popolazione di cittadinanza non italiana: il Centro e il Nord del Paese ospitano le quote più elevate, mentre il Sud e le Isole sono su livelli decisamente più contenuti. Le famiglie composte da soli stranieri occupano il 14% del totale delle abitazioni utilizzate in coabitazione nel Nordest e nel Centro, ma rappresentano poco più del 6% nelle ripartizioni del Mezzogiorno. Analizzando la situazione interna a ciascuna ripartizione, si osserva che le famiglie con più componenti occupano il 33,5% e il 27,1% delle abitazioni utilizzate da famiglie coabitanti, rispettivamente, nel Sud e nelle Isole, mentre sono circa il 20% nelle restanti ripartizioni del Centro e del Nord Italia.