L'inchiesta sulla situazione dei giovani

Neet, fenomeno complesso da studiare e affrontare

Buone pratiche: l’impegno di Fondazione Cariplo e Fondazione Gi Group per aiutare a uscire da questa condizione.

Neet, fenomeno complesso da studiare e affrontare

In Italia, in base ai dati del 2024, si contano circa 1,3 milioni di Neet (giovani che non studiano, non lavorano e non partecipano a percorsi formativi) tra i 15 e i 29 anni. Con un’incidenza del 15,2% siamo il terzo paese in Europa (dopo Turchia e Romania) e ancora distanti dalla media Ue dell’11%. La Lombardia presenta un’incidenza del 10,1% ma, con 150.000 Neet, è la terza regione in Italia per quantità. A tali giovani si aggiungono circa 10.000 Neet delle province di Novara e Verbano-Cusio-Ossola.
Partendo proprio da questa fotografia Fondazione Cariplo ha deciso di raccogliere questa sfida:

«Abbiamo voluto affrontare con più incisività questo fenomeno, di cui ci siamo già occupati negli anni con diversi bandi», ha raccontato Benedetta Angiari, coordinatrice del Programma ZeroNeet di Fondazione Cariplo, durante il programma tv di Telecity “Economia&Territori”. Un progetto realizzato in collaborazione con Regione Lombardia e Intesa Sanpaolo, per studiare il fenomeno e poter dare le risposte più adatte e puntuali. «Due i filoni di azione – ha spiegato Angiari – Da un lato la prevenzione, operando nelle scuole secondarie per prevenire la dispersione scolastica o orientare i giovani per trovare la loro strada. Dall’altro lato, il contrasto al fenomeno, tirando fuori i giovani dalla condizione di Neet». Questo avviene con un bando, aperto con Regione Lombardia, per stimolare i diversi attori presenti sul territorio per intercettare i ragazzi, far emergere le loro competenze e reindirizzarli verso il mercato del lavoro, perché «non esiste una ricetta unica ma bisogna creare percorsi flessibili e rispondenti alle caratteristiche dei ragazzi». Un altro canale di azione è il programma “Giovani e Lavoro per ZeroNeet”, realizzato con Generation Italy, coinvolgendo i settori che esprimono un fabbisogno di lavoro, così da formare i giovani garantendo opportunità di lavoro concrete.
Durante il programma condotto da Maurizio Cattaneo è stata presentata anche l’esperienza della Fondazione Gi Group, grazie alla testimonianza del vicepresidente Dionigi Gianola, che attraverso l’osservatorio Dedalo studia il fenomeno complesso dei Neet per intervenire in maniera puntuale, ad esempio attraverso il Filo di Arianna, la raccolta di buone pratiche che hanno saputo aiutare i giovani a uscire dal “labirinto” di questa condizione.