L'inaugurazione ufficiale

Mondo accademico e agricoltura innovativa: in Piemonte è nato il Digi Open Lab

«Dobbiamo prendere atto del cambiamento climatico in essere che, in agricoltura, più ancora che sulla qualità incide in modo rilevante sulla quantità di produzione - così l'intervento del presidente Alberto Cirio - Dobbiamo studiarlo e capire quali possono essere le migliori reazioni. Salvaguardare il nostro prodotto e il suo valore è la precondizione indispensabile per vincere sfide come le tensioni internazionali, i dazi, i costi di produzione».

Mondo accademico e agricoltura innovativa: in Piemonte è nato il Digi Open Lab

Il mondo della ricerca fa cordata per sviluppare l’innovazione nel settore agricolo e supportare il cambiamento.

E’ nato il Digi Open Lab, l’hub sperimentale promosso da Fondazione Agrion che mette ricerca, tecnologia e innovazione al servizio di un’agricoltura più efficiente, sostenibile e resiliente.
Il documento è stato firmato nella Sala Trasparenza del Grattacielo della Regione alla presenza di rappresentanti istituzionali della Regione Piemonte, da Fondazione Agrion e dai quattro poli universitari piemontesi: Politecnico di Torino, Università del Piemonte Orientale, Università degli Studi di Torino e Università degli Studi di Scienze Gastronomiche. L’accordo punta a rafforzare la collaborazione tra istituzioni, mondo accademico e sistema produttivo nello sviluppo di nuove tecnologie a servizio del comparto agricolo e agroalimentare.

Il laboratorio, inaugurato a ottobre in occasione degli Stati Generali della frutticoltura piemontese, è uno spazio multifunzionale che coniuga diverse aree di lavoro tra cui: a Manta al centro frutticolo di Agrion, il DiGi-Tree Lab, cioè un “meleto sperimentale” di circa duemila metri quadri, lo SmartBEE LAB ovvero un laboratorio dedicato al monitoraggio e alla digitalizzazione degli alveari, e il Digi Vit Lab, il vigneto smart di 1,4 ettari situato presso il centro sperimentale vitivinicolo di Agrion “Tenuta Cannona” a Carpeneto in provincia di Alessandria. A farne parte, ma attualmente in fase di realizzazione, è invece l’Energy Lab, lo spazio dedicato alla gestione sostenibile della risorsa idrica, caratterizzato da un impianto fotovoltaico galleggiante integrato con un sistema di accumulo per lo stoccaggio dell’energia prodotta. In fase di progettazione è invece il laboratorio post-raccolta, attrezzato per analisi qualitative e quantitative sui frutti e, infine, la camera immersiva  per il trasferimento delle competenze, in grado di simulare scenari agricoli virtuali.

A partecipare all’evento di inaugurazione: il presidente della Fondazione Agrion Giacomo Ballari, il presidente della Regione Alberto Cirio con Paolo Bongioanni e Paolo Balocco (assessore e dirigente regionali), i rettori Menico Rizzi (Università del Piemonte Orientale), Cristina Prandi (Università degli Studi di Torino), Nicola Perullo (Università degli Studi di Scienze Gastronomiche) ed Elena Baralis (prorettore Politecnico di Torino, nella foto al momento della firma) che ha dichiarato:

«Il Digi Open Lab rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra università, istituzioni e territorio. Per il Politecnico di Torino è fondamentale contribuire allo sviluppo di soluzioni tecnologiche avanzate che supportino la transizione digitale e sostenibile del settore agricolo. Iniziative come questa rafforzano il legame tra ricerca e applicazione, generando innovazione con impatti reali per le imprese e per il territorio».

«Dobbiamo prendere atto del cambiamento climatico in essere che, in agricoltura, più ancora che sulla qualità incide in modo rilevante sulla quantità di produzione – ha concluso Cirio – Dobbiamo studiarlo e capire quali possono essere le migliori reazioni. Salvaguardare il nostro prodotto e il suo valore è la precondizione indispensabile per vincere sfide come le tensioni internazionali, i dazi, i costi di produzione».