L'anlaisi di Teha Ambrosetti con A2A

Milano capitale dei data center la nuova frontiera dello sviluppo economico

«Lo sviluppo dei data center rappresenta una leva fondamentale per la crescita economica dell’Italia – commenta Lorenzo Tavazzi, senior partner e board member di TEHA – Nel 2024 la Data Economy ha generato per il Paese un valore di 60,6 miliardi di euro, pari al 2,8% del Pil nazionale». «Il valore della Data Economy potrà superare i 200 miliardi di euro al 2030. I data center sono infrastrutture abilitanti per la crescita digitale. L’Unione Europea, dopo gli Stati Uniti, sono l’area che ne ospita di più e l’Italia si conferma tra le destinazioni più interessanti per le nuove localizzazioni di queste infrastrutture: solo tra febbraio e agosto di quest’anno sono state presentate 67 richieste di connessione per una capacità totale di 15 GW, un valore del 60% superiore alla capità delle richieste presentate nel quinquennio 2019-2023 (9,1 GW)».

Milano capitale dei data center la nuova frontiera dello sviluppo economico

I data center nel Nordovest sono 81, 67 in Lombardia, 10 in Piemonte e 4 in Liguria, e stanno diventando sempre più fondamentali non solamente per elaborare le richieste dell’intelligenza artificiale, della connettività in cloud e dell’internet cosiddetto “delle cose”, ma anche per tutto il sistema Paese.

I data center sono la nuova frontiera dello sviluppo: in Lombardia tra le aree a maggior potenziale europeo

E’ quanto emerge da una ricerca di TEHA Ambrosetti con A2A, i cui risultati sono stati presentati durante la 51ª edizione del Forum di Cernobbio. La Lombardia, e Milano in particolare, sono tra le aree a maggior potenziale di sviluppo europeo per localizzazione di data center, che si stanno configurando sempre più come il centro di una nuova economia energetica. La potenza installata è pari a 238MW, il 46% del totale nazionale, una volta e mezza l’area di Madrid e addirittura il doppio rispetto all’area di Zurigo. In Italia rispetto al 2023, l’area occupata dai data center è aumentata del 15%, arrivando a quota 333.341 metri quadrati.

«I numeri individuati dal report indicano che lo sviluppo dei data center in Italia – così Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A – potrebbe contribuire alla crescita del Pil nazionale al 2035 del 6%, con la creazione di 77mila posti di lavoro, fino ad arrivare, in uno scenario full potential, al 15% con 150mila nuovi occupati. Si tratta di un’occasione unica per un Paese che vuole rafforzare la propria competitività digitale ed economica. Queste infrastrutture impatteranno considerevolmente sulla richiesta di energia ma, grazie alle nuove centrali termoelettriche a ciclo combinato di ultima generazione, realizzate per garantire stabilità alla rete e alla forte crescita delle rinnovabili, il mix energetico italiano è già oggi in grado di sostenere la produzione necessaria. La vera svolta è però che questi hub digitali, se ben integrati, possono anche dare un valido contributo alla decarbonizzazione delle città: recuperando il calore generato è possibile fornire energia termica a oltre 800mila famiglie grazie alle reti di teleriscaldamento, come già facciamo a Brescia e come presto faremo a Milano. Vogliamo contribuire a creare un modello di innovazione e sostenibilità, attraverso una simbiosi mutualistica tra i player che sviluppano data center e gli operatori del nostro ambito industriale per vincere la sfida del digitale, ormai inarrestabile». «Lo sviluppo dei data center rappresenta una leva fondamentale per la crescita economica dell’Italia – commenta Lorenzo Tavazzi, senior partner e board member di TEHA – Nel 2024 la Data Economy ha generato per il Paese un valore di 60,6 miliardi di euro, pari al 2,8% del Pil nazionale». «Il valore della Data Economy potrà superare i 200 miliardi di euro al 2030. I data center sono infrastrutture abilitanti per la crescita digitale. L’Unione Europea, dopo gli Stati Uniti, sono l’area che ne ospita di più e l’Italia si conferma tra le destinazioni più interessanti per le nuove localizzazioni di queste infrastrutture: solo tra febbraio e agosto di quest’anno sono state presentate 67 richieste di connessione per una capacità totale di 15 GW, un valore del 60% superiore alla capità delle richieste presentate nel quinquennio 2019-2023 (9,1 GW)».