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Make a Wish: quando realizzare un desiderio aiuta a guarire

Make A Wish si occupa di bambini malati: in Italia ha sede a Milano e Genova Dal 2004 ha reso felici 3.000 piccoli pazienti. Fondamentale il sostegno di tutti.

Make a Wish: quando realizzare un desiderio aiuta a guarire

Non sono le fate dei cartoni animati ma è come se avessero delle bacchette magiche per realizzare desideri: sono i 27mila volontari, distribuiti in 50 Paesi, di «Make A Wish».
Un po’ come nelle fiabe, tutto ebbe inizio con un desiderio perché un desiderio esaudito migliora la qualità della vita. Nel 1980, negli Stati Uniti, Chris, un bambino di 7 anni affetto da leucemia, desiderava per un giorno essere un poliziotto. Non immaginava che dal suo desiderio sarebbe scaturita un’organizzazione che avrebbe cambiato milioni di vite; così è nata Make-A-Wish, che a oggi ha realizzato i desideri di migliaia di bambini che lottano contro una malattia grave, in tutto il mondo.

«Quando una malattia entra nella vita di un bambino o di un adolescente, si porta via la sua serenità, la sua spensieratezza, crea ansie e preoccupazioni che coinvolgono l’intera famiglia – spiega il team di Make-A-Wish – Crediamo che un desiderio esaudito sia un’incredibile esperienza positiva che aiuta il bambino a guardare avanti con speranza, rendendolo più forte nella sua battaglia contro la malattia».

Realizzare un desiderio aiuta così come somministrare una medicina

In Italia l’Ente del terzo settore è nato nel 2004 a Genova, fondata da Fabio e Sune Frontani, in ricordo della loro Carlotta, scomparsa quando aveva solo 10 anni, a causa di una grave malattia:

«Noi desideriamo onorare la sua memoria facendo quello che lei voleva fare – raccontano – portare un momento di felicità e di speranza ai bambini che soffrono. E’ per questo motivo che abbiamo deciso di impegnarci e di portare la meravigliosa missione di Make-A-Wish anche in Italia. Siamo sicuri che la nostra Carlotta è contenta di quello che stiamo facendo e sentiamo che è lei a guidarci dall’alto con il suo indimenticabile sorriso».

Il primo desiderio realizzato è stato quello di Josip, un bambino di dieci anni, colpito da leucemia, che desiderava conoscere il calciatore Antonio Cassano.

Nel 2005 ha aperto anche la sede di Milano. Nel 2024, Make-A-Wish Italia ha festeggiato i 20 anni di attività e ha realizzato 3mila desideri.
Perché realizzare desideri? Perché l’immaginazione è potente: ispira, rinnova, intrattiene; è il punto di partenza del percorso che il bambino compie al fianco di Make-A-Wish. Un percorso dove il bambino è sempre al centro e viene fatto tutto il possibile per incoraggiarlo a sognare, per scoprire il suo desiderio più grande e farlo diventare realtà.

Le “bacchette magiche” del team Make-A-Wish funzionano anche grazie alla generosità di chi crede nel progetto e vuole sostenerlo, per esempio, attraverso il prezioso strumento del 5×1000. In media, l’83% delle spese di Make-A-Wish è destinato alla realizzazione dei desideri dei bambini. Questo risultato è frutto di una gestione meticolosa e attenta.

«La trasparenza per noi è tutto – assicurano – chi ci sostiene saprà sempre come investiamo i fondi raccolti». E’ per questo che viene redatto un bilancio sociale sempre visibile sul sito della onlus.
Tutte le donazioni a favore di Make A Wish Italia sono detraibili/deducibili secondo la normativa in vigore. Destinare il proprio 5×1000 a Make A Wish Italia (codice fiscale 95090980103) è un piccolo gesto che può fare un’enorme differenza nella vita dei bambini gravemente malati. E’ possibile anche «adottare» il desiderio di un piccolo paziente.
Come quello di Ilaria, 16 anni, una ragazza solare, piena di energia che ha affrontato la sua battaglia contro il tumore (linfoma di Hodgkin) senza mai perdersi d’animo e dando forza a tutta la famiglia. Ilaria immagina di partire con la sua famiglia per il magico mondo di Disneyland Paris. Vuole stupirsi, ridere felice, cancellare ogni segno della malattia.
O come quello di Sofia, 17 anni, una ragazza matura, impegnata negli studi classici; ha sempre dimostrato grande coraggio nell’affrontare la leucemia linfoblastica acuta. Ha molte curiosità, in particolare è attratta dai Paesi Nordici, dalla loro cultura e dalle loro tradizioni, anche quelle culinarie. E ha una passione speciale per la natura, il suo silenzio, la luce e gli spettacoli naturali: il suo desiderio è quello di assistere alla magia dell’aurora boreale.

Tommaso ha incontrato Mattarella, Edoardo il Papa

Sono tanti i desideri realizzati (e tanti quelli ancora da realizzare). I volontari ascoltano i bambini, accolgono i loro desideri e poi si impegnano per arrivare al Wish Day, il giorno della realizzazione.
Tommaso, 15 anni, affetto da discheratosi congenita, ha chiesto di incontrare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e grazie a Make A Wish Italia e alla preziosa collaborazione del Quirinale, questo desiderio è diventato realtà. Tommaso affronta ogni giorno ostacoli e difficoltà che hanno reso la sua vita molto più complicata di quella dei suoi coetanei, ma per lui le lunghe terapie e i ricoveri sono stati un momento per approfondire la sua passione più grande: quella per l’impegno civico, la politica e la partecipazione attiva. Insieme a nonna Wanda si informa, partecipa a manifestazioni e dibattiti, e crede fortemente nel valore della storia e della politica. «Nel percorso di cura è importante la cura del corpo, ma anche l’anima ha bisogno di un nutrimento positivo e la realizzazione di un desiderio è qualcosa di incommensurabile valore», dice Milena, mamma di Tommaso. «Un sogno che si realizza – ha raccontato emozionato il giovane – lo stavo aspettando da tre anni».
Anche Edoardo, 7 anni, colpito da Stat3 Gof, una rara sindrome genetica, desiderava un incontro importante: quello con il Papa. Un bimbo esile, i suoi polmoni sono indeboliti dalla malattia, ma allo stesso tempo estremamente forte e sicuro nella sua fede religiosa. La sua infanzia, a causa della malattia, è stata segnata da tante rinunce e tanta fatica. Il suo desiderio più grande era andare a Roma, insieme a tutta la sua famiglia, e incontrare il Papa in piazza San Pietro. Ha voluto portare dei doni per Leone XIV: un disegno, una lettera e una barzelletta e dal Pontefice ha ricevuto una carezza. «In quella carezza, negli occhi lucidi e nei sorrisi sinceri, c’era tutta la forza della speranza, la potenza della fede la magia dei sogni che diventano realtà» ha detto Olina, mamma di Edoardo.
Silvia, invece, 6 anni affetta da leucemia, ha chiesto «un barboncino rosso, allegro e divertente ma anche tanto dolce, proprio come me». E quando ha incontrato la piccola Lily è stato amore a prima vista: un momento di gioia, di festa e di emozioni. Silvia ha trovato un’amica fedele di cui prendersi cura, una presenza capace di accompagnarla ogni giorno, riportando nella sua vita la semplicità e la serenità della sua età.