L'inchiesta

Ma il Black friday oltre che un’opportunità può rivelarsi anche un danno

«Non si può dire sì o no a livello ideologico - commenta Manuela Carena, presidente Federmoda Liguria - il mercato è cambiato con l’online e la globalizzazione. I negozi debbono attrezzarsi per creare valore aggiunto, proporre brand nel segno dell’unicità, pensare a un’identità e imparare a comunicare. Le strategie di chi è del mestiere non possono basarsi solo sul puro sconto, altrimenti non si lavora né prima né dopo perché ormai gli sconti si trovano sempre. E’ anacronistico parlare di date. In Liguria abbiamo problemi a spostarci a causa della viabilità compromessa, ma abbiamo anche una popolazione sempre più anziana che potrebbe preferire il negozio fisico, capace di consigliare, di generare fiducia e andare oltre la scontistica».

Ma il Black friday oltre che un’opportunità può rivelarsi anche un danno

Il Black Friday, come i saldi di fine stagione, come altre iniziative volte al “ribasso” dei prezzi rispetto al cartellino di partenza, può essere un’opportunità come invece un danno.

Ecco quando il Black friday da opportunità può trasformarsi in un danno

«Non si può dire sì o no a livello ideologico – commenta Manuela Carena, presidente Federmoda Liguria – il mercato è cambiato con l’online e la globalizzazione. I negozi debbono attrezzarsi per creare valore aggiunto, proporre brand nel segno dell’unicità, pensare a un’identità e imparare a comunicare. Le strategie di chi è del mestiere non possono basarsi solo sul puro sconto, altrimenti non si lavora né prima né dopo perché ormai gli sconti si trovano sempre. E’ anacronistico parlare di date. In Liguria abbiamo problemi a spostarci a causa della viabilità compromessa, ma abbiamo anche una popolazione sempre più anziana che potrebbe preferire il negozio fisico, capace di consigliare, di generare fiducia e andare oltre la scontistica».

Non funziona solo con l’online

Se il Black Friday è più interessante per le piattaforme online, può comunque esserlo anche per i negozi tradizionali secondo Giuliano Viglione, presidente Confcommercio Piemonte, che nutre un cauto ottimismo in uno scenario in cui

«i consumi stanno languendo anche a causa del contesto geopolitico. Le analisi del nostro Ufficio Studi nazionale dicono come negli ultimi 10 anni novembre stia crescendo rispetto ai 12 mesi: ora pesa oltre il 9% ed era partito dall’8%; certo, ha tolto qualcosa a dicembre che però resta sempre importante, insieme a luglio. Novembre è una sorta di allenamento nei confronti di dicembre e occorre adeguarsi alle richieste dei consumatori. Innegabile che ci possa essere un danno, non vendendo a prezzo pieno, soprattutto perché non si tratta più di un solo giorno ma di un fine settimana o un intero mese di offerte. Il 60% degli italiani compreranno qualcosa e il volume degli affari del 2024 è stato di 4 miliardi di euro: le previsioni del 2025 parlano di cifre più basse, ma le aspettative ci sono».

Fiducia anche per i commercianti lombardi

Un sentimento di fiducia caratterizza pure i professionisti lombardi, anche se

«la stagione autunnale si è rivelata sotto le attese – spiega Carlo Massoletti, vice presidente vicario di Confcommercio Lombardia – e il contesto instabile continua a gravare sui consumi. Il Black Friday così come il Natale può rappresentare una motivazione forte all’acquisto e di recente il primo appuntamento sta cambiando specifiche: da uno sconto generalizzato su tutto l’assortimento a uno mirato su alcuni prodotti. Questo per evitare che le maggiori vendite dei giorni di novembre si trasformino in una battuta d’arresto successiva ancora più dannosa. Purtroppo oggi si pone un’enfasi eccessiva sulla questione del prezzo e non sulla qualità che invece dovrebbe guidare le scelte. In merito a questo è dannoso anche l’e-commerce proposto da piattaforme extra europee che immettono sul mercato prodotti di scarsa qualità, realizzati senza criteri di sostenibilità. Alcuni Paesi, come la Francia, stanno prendendo provvedimenti, speriamo anche l’Italia».