Il confronto di Teha Ambrosetti

Lombardia cuore dell’innovazione nazionale

Nel confronto sulle capacità tecnologiche di 242 aree dell’Ue, la nostra regione figura tra le prime trenta e guadagna una posizione rispetto al 2023.

Lombardia cuore dell’innovazione nazionale

La Lombardia si conferma cuore dell’innovazione nazionale, e ottiene ottimi piazzamenti nelle classifiche delle regioni europee per capacità di ricerca e sviluppo.

A dirlo è il rapporto InnoTech 2026, stilato dal Forum Teha Ambrosetti e presentato qualche settimana fa a Stresa, sulle rive del Lago Maggiore. L’indice studia le caratteristiche di 49 Paesi e 242 regioni europee. Il territorio più popoloso d’Italia si piazza in questa classifica al 26° posto assoluto.

«La Lombardia – si legge nel report – si conferma la migliore a livello nazionale, guadagnando una posizione rispetto all’edizione 2023. Il Lazio mantiene la sua posizione al 43° posto, mentre l’Emilia Romagna si mantiene stabile all’82°. Al di là di questi casi, il quadro generale è incoraggiante, con solo Basilicata e Calabria che perdono terreno nella classifica europea. In un indice di questa portata e complessità, i punteggi tendono a raggrupparsi strettamente, soprattutto nella fascia intermedia della distribuzione. Questa caratteristica strutturale implica che anche miglioramenti o peggioramenti marginali degli indicatori sottostanti possano tradursi in significativi cambiamenti di classifica».

Anche in questo caso si nota una certa disparità tra le regioni del Nord e quelle del Sud Italia

A sottolinearlo sono gli stessi autori del rapporto, che spiegano nel focus dedicato al posizionamento delle regioni italiane nella classifica europea come la maggioranza dei territori del Mezzogiorno siano compresi negli ultimi 50 posti della classifica europea, segnando quella che viene definita come una significativa disparità rispetto alle regioni del Nord.

In Italia ci sono importanti punti di forza nella ricerca, ma sono ancora molte le condizioni che frenano l’intero sistema

Il Teha Global Innosystem Index, su cui si basa tutta la ricerca presentata a Stresa, si basa sullo studio di 5 macro dimensioni: capitale umano, risorse finanziarie a supporto dell’innovazione, innovatività dell’ecosistema, attrattività dell’ecosistema, efficacia dell’ecosistema innovativo.

«L’analisi – così gli esperti nella presentazione dello studio – evidenzia un sistema italiano caratterizzato da importanti punti di forza nella ricerca, nell’industria e nella capacità di trasformare la conoscenza in risultati economici, ma ancora frenato da investimenti insufficienti in ricerca e sviluppo e da un deficit di competenze avanzate. Tra gli aspetti più positivi emerge l’efficacia dell’ecosistema innovativo italiano. Con un punteggio di 4,53, l’Italia si colloca al 6° posto mondiale per capacità di trasformare ricerca e innovazione in valore economico, superando economie come Germania, Francia e Cina. Particolarmente rilevante è anche la performance della ricerca scientifica nazionale. L’Italia si posiziona tra i primi Paesi al mondo per numero di pubblicazioni scientifiche; volume di citazioni accademiche; qualità della produzione scientifica. Un ulteriore elemento distintivo è rappresentato dalle infrastrutture di calcolo avanzato. Grazie alla presenza di alcuni tra i più potenti sistemi HPC (High Performance Computing), l’Italia è 7ª al mondo per capacità di supercalcolo, una risorsa strategica per applicazioni di intelligenza artificiale, simulazione avanzata e analisi di grandi quantità di dati. L’Italia continua inoltre a distinguersi per la solidità del proprio sistema manifatturiero e per la competitività delle esportazioni. Il Paese occupa il 6° posto mondiale per saldo commerciale nei servizi di ricerca e sviluppo, un indicatore che misura la capacità di esportare competenze scientifiche e tecnologiche ad alto valore aggiunto. Si tratta di un risultato che testimonia il ruolo crescente dell’Italia nelle catene globali dell’innovazione. Sul fronte dell’attrattività internazionale, un altro indice di TEHA, il Global Attractiveness Index, già colloca l’Italia al 15° posto mondiale, grazie alla capacità di attrarre investimenti, talenti e attività innovative attraverso infrastrutture, apertura internazionale e qualità del contesto economico».
«La sfida dei prossimi anni – concludono gli esperti del forum svoltosi a Stresa – sarà trasformare le eccellenze italiane in un vantaggio competitivo duraturo, creando un contesto più favorevole alla crescita di talenti, imprese innovative e capitali privati».