Inchiesta sulla demografia del Nordovest

L’intervista a Jacopo Suppo, sindaco di Condove: «Sinergia, unione d’intenti e superare i campanilismi»

La ricetta amministrativa per contrastare la denatalità e lo spopolamento dei piccoli comuni.

L’intervista a Jacopo Suppo, sindaco di Condove: «Sinergia, unione d’intenti e superare i campanilismi»

«Non parlerei di una controdendenza, i dati demografici di Condove sono gli stessi del resto del Paese. In 20 anni abbiamo avuto un calo della natalità del 35%». Ci tiene subito a mettere le cose in chiaro il sindaco di Condove, piccolo paese delle aree interne Torinesi di 4.500 abitanti. Il centro è balzato all’onore delle cronache perché nonostante lo spopolamento generalizzato che si osserva ovunque, la denatalità e l’inverno demografico, nella scuola d’infanzia del paese ci sono la bellezza di 92 bambini iscritti. «Di più, abbiamo anche un asilo paritario – aggiunge Jacopo Suppo – che ha altri 30 bambini iscritti. Secondo me se un paese come il nostro vuole garantirsi un futuro deve agire su 2 leve fondamentali: la prima è quella della collaborazione con il territorio e i comuni circostanti. Smettiamola con il campanilismo, che ormai è diventato solamente una contrapposizione di debolezze. La seconda leva è quella di dare servizi che siano all’altezza delle aspettative dei cittadini».
La ristrutturazione totale dell’asilo del paese, inaugurato nel 2022, rientra in questa seconda direzione. La struttura è rinata ed è all’avanguardia, all’insegna dell’efficienza energetica e con spazi a misura di bambino. «A Condove abbiamo la stazione ferroviaria, quella dei pullman, a 8 km l’autostrada e siamo comodi per raggiungere Torino. Se una coppia deve scegliere dove andare a vivere tra la periferia cittadina e un paese come il nostro sceglie quest’ultimo perché ci sono i servizi. A poche decine di metri dalla scuola d’infanzia abbiamo un campo da calcio inutilizzato da tempo. Siamo riusciti ad aggiudicarci un contributo della Regione di 800mila euro e lo trasformeremo in un parco pubblico attrezzato. Vogliamo diventare un vero e proprio hub per il territorio, sfruttando la nostra posizione baricentrica: abbiamo un potenziale per raggiungere 15-20mila persone». Condove è capofila di diversi servizi in rete con gli altri comuni del territorio e organizzati anche con la Comunità Montana, e la direzione delle amministrazioni è ben precisa: «E’ inutile suddividere spazi e replicare modelli – spiega Suppo – occorre fare sinergia per unire gli sforzi e valorizzare le peculiarità di ciascuno. Il cambiamento climatico nei prossimi anni costringerà molte persone ad abbandonare le pianure e a spingersi verso le aree interne, dobbiamo essere pronti». La prova della giustezza della direzione di Condove è nei numeri: «Da 4 anni non perdiamo abitanti – così Suppo – credo che sia per l’idea di usare gli investimenti pubblici come leva urbanistica. Ancora, siamo capofila di un percorso con il distretto urbano del Commercio che ci ha fatto portare a casa un contributo – unici in tutta la regione – di 180mila euro dalla Compagnia di San Paolo per la valorizzazione dei nostri prodotti tipici. Negli ultimi 3 anni abbiamo avuto 5 nuove attività aperte in paese, e ora avremo a Condove anche il primo frantoio pubblico e comprensoriale della Valle Susa con la Comunità Montana». «Serve sempre maggiore integrazione istituzionale – spiega Suppo – e divisione dei servizi. Dobbiamo anche rivedere le norme sull’immigrazione e sull’accoglienza, perché noi siamo in crisi demografica, ma il resto del mondo no. Si calcola che nel 2050 la sola Nigeria avrà lo stesso numero di abitanti dell’intera Unione Europea, con la differenza che loro avranno un’età mediana di 19 anni, mentre noi di 46. Qui siamo su una linea di frattura ma siamo ancora nel posto dove si vive meglio al mondo, se continuiamo a tenere la testa sotto la sabbia come stiamo facendo ora siamo destinati a essere travolti».