L'inchiesta sui caregiver nel Nordovest

L’intervento della ministra per le disabilità Alessandra Locatelli

L'intervento della ministra per le disabilità Alessandra Locatelli: "In particolare, ai caregiver conviventi con basso reddito e carico assistenziale elevato (91 ore settimanali), viene riconosciuto un contributo economico esentasse fino a 400 euro mensili, erogato trimestralmente o semestralmente".

L’intervento della ministra per le disabilità Alessandra Locatelli

di Alessandra Locatelli*

Dopo dieci anni in cui sono naufragate oltre trenta proposte di legge tra Camera e Senato, finalmente il Governo vara una norma per la dignità e il riconoscimento di tante persone che amano, che curano e non vogliono essere sostituite, ma affiancate e accompagnate in questo complesso compito di cura e di vita. Si tratta di una legge, a tutele differenziate, che parte dal caregiver familiare, convivente e prevalente, per riconoscere tutti i caregiver familiari e il loro impegno, per dare risposte, servizi e sostegni a tutti coloro che sono coinvolti. Una norma che riconosce la figura della persona che assiste e si prende cura di un proprio familiare in condizione di grave disabilità o non autosufficienza e chi avrà diritto al riconoscimento non dovrà rinunciare ad altre misure o sostegni.
Mettiamo così un punto fermo, dal quale non si torna più indietro, dal quale poter proseguire e migliorare da qui e per il futuro proposte e misure.
Finalmente disponiamo di risorse certe, stanziate in Legge di Bilancio: si tratta di 257 milioni di euro, la copertura più elevata tra tutte quelle contenute nelle proposte di legge del passato, l’unica copertura certa che sia mai stata individuata per dare seguito a una risposta concreta di riconoscimento.
In particolare, ai caregiver conviventi con basso reddito e carico assistenziale elevato (91 ore settimanali), viene riconosciuto un contributo economico esentasse fino a 400 euro mensili, erogato trimestralmente o semestralmente. Sono poi previste una serie di tutele non economiche come per esempio la possibilità di richiedere che il progetto di vita o PAI includa: la sostituzione del caregiver entro 24h in emergenze, il supporto psicologico, visite e teleconsulti medici, accesso prioritario a interventi sanitari e la programmazione tempestiva degli interventi; l’accesso ai dati sanitari della persona assistita; il riconoscimento delle competenze acquisite attraverso il compito di cura per ottenere la qualifica di operatore socio-sanitario o di altre figure professionali dell’area sociosanitaria, certificabili dagli organismi competenti e dalle normative regionali di riferimento, al fine di favorire il reinserimento lavorativo; la modifica dell’orario di lavoro per attività di cura e utilizzo del lavoro agile; la possibilità di ricevere ferie e permessi solidali dai colleghi dipendenti dello stesso datore di lavoro. Nel caso in cui si tratti di un giovane caregiver, sarà possibile richiedere la compatibilità dell’orario di servizio civile con l’attività di cura, essere esonerati dal pagamento delle tasse universitarie se studenti, e ottenere il riconoscimento dell’esperienza di cura come credito formativo e nei percorsi di formazione scuola-lavoro.
Questo riconoscimento sarà un punto fisso, fondamentale e irremovibile e da qui potremo solo migliorare e andare avanti. Ringrazio tutti coloro che, nel corso degli anni, si sono impegnati a presentare proposte, a mostrare vicinanza e attenzione per il mondo dei caregiver familiari – parlamentari, senatori, associazioni, familiari – Tutti hanno provato a dare una risposta, ma finora non si era mai arrivati alla fine. Ringrazio, in particolare, il tavolo di lavoro interministeriale che ho voluto costituire, composto da più di cinquanta soggetti (famiglie, associazioni, esperti, referenti territoriali, sindacati) che è arrivato a definire una cornice normativa. L’obiettivo adesso è lavorare nell’iter parlamentare per una risposta il più possibile coerente e condivisa, per dare dignità alla vita di milioni di persone e migliorare la loro condizione di vita, spesso fatta di isolamento e fatiche.
Ecco perché desidero ringraziare tutti i caregiver che non si arrendono, che non cedono, ma che hanno estremo bisogno di sentirci tutti al loro fianco. Noi ci siamo.

*Ministro per le disabilità