«La Coppa del Mondo di sci alpino organizzata a Livigno è stata un passaggio significativo: la località ha dimostrato di saper gestire un grande evento internazionale, non solo sotto il profilo tecnico, ma anche organizzativo e logistico».
E’ quanto ha affermato Flavio Roda, presidente della Federazione italiana sport invernali, nel corso di un approfondimento valso a fare un primo bilancio di quello che le Olimpiadi invernali hanno portato sul territorio di Livigno. Il comprensorio era già tra i più scelti per praticare sport invernali grazie alle sue caratteristiche, ma adesso la manifestazione internazionale lo ha trasformato in un centro d’eccellenza per gli appassionati di tutto il mondo. L’appuntamento in cui è intervenuto Roda si è svolto nel corso dell’ultima settimana di Olimpiadi, nel Media Hub del Fan Village, era intitolato
«Una chiacchiera con Livigno» e ha visto la partecipazione dei rappresentanti del sistema sportivo e territoriale con Dario Da Zanche (Presidente della Fondazione Bormio), Carlo Mornati (Segretario generale del Coni) e Luca Moretti (Presidente di Livigno Next).
«La Federazione italiana sport invernali – così ha continuato Roda – rappresenta undici discipline e oggi possiamo dire di essere competitivi in quasi tutte. E’ sempre l’atleta a fare la differenza nel momento decisivo, ma ciò che conta è arrivare preparati, motivati e consapevoli di potercela giocare».
Sulla Coppa del Mondo di sci Roda ha poi precisato che Livigno
«ha dimostrato di saper gestire un grande evento internazionale, non solo sotto il profilo tecnico, ma anche organizzativo e logistico».
«L’eredità olimpica – ha poi continuato Luca Moretti – non può tradursi in una corsa all’incremento indiscriminato dei flussi, ma deve rafforzare il nostro posizionamento, la direzione è la qualità».
Dai Giochi olimpici invernali Livigno esce rafforzata, soprattutto per quanto riguarda alcune discipline come quelle di cui ha ospitato le gare in queste settimane internazionali. Cosa che non sarebbe stata possibile senza la collaborazione tra Livigno e Bormio:
«La parola chiave – così De Zanche – è condivisione. Pochi territori possono vantare, nel raggio di pochi chilometri, eccellenze come Livigno e Bormio. La sfida è lavorare insieme senza snaturare le rispettive identità: Livigno con la propria vocazione, e Bormio con la propria storia. E’ nella complementarietà che si costruisce un sistema alpino solido e competitivo».
La conferenza ha visto convergere gli interventi dei relatori su un punto in comune:
«L’esperienza olimpica – così scrivono in un comunicato congiunto – rappresenta un acceleratore di posizionamento e un’opportunità di consolidamento strutturale. Alta performance sportiva, reputazione internazionale, qualità dell’offerta e coerenza identitaria costituiscono oggi un unico ecosistema. Livigno si conferma così una destinazione capace di coniugare sport, autenticità e visione strategica, rafforzando il proprio ruolo tra le principali destinazioni turistiche invernali».