I suggerimenti di Vassiliki Tziveli*

Le relazioni che ci tolgono energia

*mental coach e giornalista.

Le relazioni che ci tolgono energia

di Vassiliki Tziveli
mental coach e giornalista

Le relazioni sono una parte fondamentale della nostra vita. Sono il luogo dell’incontro, della condivisione, della crescita reciproca. Eppure non tutte le relazioni ci fanno stare bene. Alcune, con il tempo, finiscono per generare una sensazione sottile ma persistente: quella di sentirsi svuotati. Capita di uscire da una conversazione con qualcuno e sentirsi improvvisamente stanchi, irritati o confusi e non sempre accade qualcosa di evidente. A volte non ci sono litigi né conflitti aperti, ma qualcosa dentro di noi cambia. È come se quell’incontro avesse assorbito una parte della nostra energia.
Le relazioni che ci tolgono energia non sono sempre facili da riconoscere. Spesso si presentano sotto forma di richieste continue, aspettative implicite o dinamiche in cui una persona tende a prendere molto più di quanto riesca a restituire. Chi si trova dall’altra parte può sentirsi progressivamente sovraccarico, come se dovesse continuamente sostenere l’umore, i bisogni o le difficoltà dell’altro.
In molti casi queste dinamiche si sviluppano in modo graduale. All’inizio possono sembrare semplicemente momenti di vicinanza o di supporto. Con il tempo, però, la relazione può trasformarsi in uno spazio in cui una persona si abitua a ricevere costantemente attenzione, rassicurazioni o soluzioni, mentre l’altra finisce per assumere il ruolo di chi sostiene sempre.
Il problema non è aiutare gli altri. Le relazioni sane si basano proprio sulla capacità di esserci l’uno per l’altro. Il punto critico nasce quando il rapporto perde equilibrio, diventa unilaterale e quando una parte si sente sempre responsabile del benessere emotivo dell’altra con il rischio di dimenticare i propri bisogni.
Un segnale importante da osservare è proprio quello dell’energia. Dopo aver trascorso del tempo con qualcuno, ci sentiamo più leggeri o più appesantiti? Ci sentiamo ascoltati oppure costantemente chiamati a sostenere? Spesso chi vive queste dinamiche fatica a mettere dei limiti. Può esserci la paura di deludere, di sembrare egoisti o di creare distanza e così si continua a dare, anche quando dentro cresce una sensazione di stanchezza.
Imparare a riconoscere queste situazioni è un passaggio importante. Non significa allontanarsi da tutte le relazioni difficili, ma sviluppare maggiore consapevolezza dei propri confini. Una relazione sana non richiede di annullarsi per l’altro, ma permette a entrambe le persone di restare sé stesse. Proteggere la propria energia non è un gesto di chiusura, ma di equilibrio e significa imparare a distinguere tra il desiderio di essere presenti per qualcuno e il bisogno di non perdere sé stessi nel tentativo di farlo, perché le relazioni migliori non sono quelle in cui uno sostiene tutto il peso, ma quelle in cui l’energia circola in entrambe le direzioni.