Lombardia e Liguria sono nel gruppo delle regioni con i migliori risultati nell’edizione zero del bollettino Agenas che misura l’andamento delle liste d’attesa per le visite specialistiche e gli esami diagnostici nel Paese. Nel dettaglio, l’osservatorio analizza i dati e i trend delle singole regioni tra il 1° semestre del 2025 e lo stesso periodo del 2026. Liguria e Lombardia sono le due regioni che mostrano il miglioramento più marcato nel periodo preso in esame, per quanto riguarda le percentuali di smaltimento delle prime visite nel rispetto dei vari gradi di urgenza. La Lombardia passa dal 72,3% dei primi 6 mesi del 2025 agli 81,8% dello stesso periodo del 2026, e la Liguria ha un incremento ancora maggiore. Dal 63,2% del 2025 è passata all’82,9% dei primi 6 mesi di quest’anno. Il Piemonte è comunque nell’insieme dei risultati positivi, anche se a un gradino inferiore perché nella rilevazione del 2026 non riesce a superare quota 80% (passa dal 69,4% del 2025 ai 71,5% dei primi 6 mesi del 2026). In totale sono 7 le Regioni che confermano un’elevata percentuale del rispetto dei tempi massimi di garanzia già raggiunti nel 2025, mentre sono 5 le Regioni nelle quali permangono percentuali di rispetto dei tempi ancora inferiori al 70%, nonostante qualche segnale di inversione di tendenza (come nel caso dell’Umbria, della Puglia o del Friuli Venezia Giulia). Liguria e Lombardia sono le eccellenze anche per quanto riguarda l’analisi dei tempi di risposta per gli esami diagnostici, con significativi miglioramenti tra i due periodi analizzati. In questo ambito il Piemonte supera la soglia dell’80%, ma il dato registra una lieve flessione (da 82,5% a 81,7%).
Il terzo capitolo di indagine riguarda le classi di priorità: quella scelta per confrontare le situazioni nelle varie regioni è la classe P, ossia la priorità delle visite programmabili entro 120 giorni. Nel Nordovest la situazione è decisamente buona rispetto ad altre regioni: le percentuali di questa tipologia di visite è decisamente inferiore rispetto alle altre. Nel 2025 il dato complessivo in Italia era stato del 38,1%: se in Lombardia la situazione tra i due periodi interessati dall’indagine rimane sostanzialmente invariata (57,2% nei primi 6 mesi del 2025 contro i 57,3% dei primi 6 mesi 2026), in Liguria è inferiore alla media (26,3% del 2025 contro i 31,8% del 2026) ma in Piemonte si registra la quota più piccola di tutto il Paese: nel 2025 le visite programmabili in 120 giorni erano il 6% del totale, nello stesso periodo del 2026 sono salite al 6,5%.
Le buone pratiche della Regione Piemonte
L’osservatorio si conclude citando le buone pratiche che le regioni Toscana e Piemonte hanno messo in campo per gestire la situazione. «La Regione Piemonte – scrivono da Agenas – ha sviluppato specifici algoritmi per ottimizzare la gestione delle prenotazioni e migliorare l’utilizzo delle agende. In particolare, è stata introdotta una funzione di “equiparazione delle priorità” che consente alle richieste di prenotazioni con priorità più urgenti di utilizzare gli slot rimasti liberi, inizialmente riservati a priorità inferiori. Il sistema opera automaticamente e ad oggi è attivo sul 97% delle agende. È stata, inoltre, attivata una ulteriore funzione di “rilascio automatico delle fasce orarie” riservata a specifiche categorie di accesso che, a 72 ore o 48 ore prima dell’assegnazione dell’appuntamento, rende disponibili per tutti gli assistiti gli slot rimasti non prenotati, evitando che restino inutilizzati e aumentando le possibilità di trovare un appuntamento alle classi di priorità più urgenti. Grazie a queste soluzioni organizzative, la Regione Piemonte è riuscita la migliorare la performance delle prenotazioni con priorità B, passando da valori intorno al 50% a valori superiori al 95%, nell’arco di un triennio».
Il commento del governatore piemontese Alberto Cirio e dell’assessore alla sanità Federico Riboldi
«Il problema delle liste d’attesa non è risolto, ma vedere certificato un miglioramento ci aiuta ad andare nella direzione giusta – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi –Agenas, infatti, certifica la qualità del lavoro che il Piemonte sta portando avanti attraverso l’innovazione e una gestione sempre più efficiente delle risorse disponibili. Il nostro sistema di gestione delle agende viene indicato a livello nazionale come una buona pratica efficace e replicabile: è un risultato importante, ottenuto grazie al lavoro della Direzione regionale, delle aziende sanitarie e di tutti i professionisti coinvolti. Leggiamo tutti i dati con grande serietà e senza nascondere le criticità – conclude Riboldi – Il miglioramento delle prime visite dal 69,4% al 71,5% conferma che la direzione intrapresa è quella corretta, ma il livello raggiunto non è ancora quello che vogliamo garantire ai piemontesi. Dobbiamo quindi accelerare ulteriormente. Allo stesso tempo, il riconoscimento di Agenas e il risultato ottenuto sulle prenotazioni in priorità B dimostrano che le soluzioni organizzative introdotte stanno funzionando e rappresentano una base concreta sulla quale continuare a costruire».