Un investimento che, tutto compreso, supera il miliardo di euro. Un’eredità olimpica che arriverà, però, quando i Giochi saranno chiusi da tempo. Tanto che non sono mancati mugugni e polemiche, soprattutto per quel che riguarda le opere di collegamento tra Milano e la Valtellina, uno degli assi principali di mobilità, non soltanto per i Giochi.
A fare il punto è l’assessore regionale Massimo Sertori che – così come il governatore lombardo Attilio Fontana – ha sempre guardato ai Giochi come un’opportunità non solo per le zone che ospiteranno le gare.
«Ci sono criticità e problemi irrisolti da anni – spiega – E proprio grazie alle Olimpiadi sono state trovate le risorse economiche per affrontarli. Inoltre, molte delle opere ancora non realizzate hanno ormai ultimato l’iter amministrativo che è più complesso della reale realizzazione».
Partiamo da cosa è stato fatto.
«Lunedì 19 gennaio sono stati inaugurati il Quarto Ponte a Lecco e lo svincolo di Piona a Colico. E poche settimane prima era stata posata la prima pietra per la ciclabile di Abbadia, che toglie le bici dalla Ss36. Inoltre, il consolidamento della canna Nord della Ss36 nella galleria Monte Piazzo sarà terminata, mentre – dopo la sospensione durante i Giochi – si continuerà a lavorare nella Sud: l’intervento sarà finito nel corso del 2026».
Restiamo sulla Ss36, come procedono gli interventi tra Giussano e Civate e allo svincolo di Dervio?
«A Civate sarà finita la ciclabile, mentre per Dervio è stato assegnato l’appalto integrato da 48,5 milioni: l’impresa dovrà redarre il progetto esecutivo e i lavori partiranno in estate».
Entriamo in Valtellina. Uno dei nodi è la tangenziale di Sondrio.
«Per quel che riguarda l’uscita, dove c’è il passaggio a livello, tutte le procedure amministrative sono state ultimate e si può procedere con l’appalto. L’iter dell’ingresso, dove c’è la zona commerciale di Castione Andevenno, è un po’ più indietro: ha avuto la Conferenza dei servizi decisoria e l’iter amministrativo prosegue».
E Tirano?
«La prima parte di 3,3 chilometri da Bianzone fino alla zona industriale di Tirano è pronta: aprirà in entrambe le direzioni il 26 gennaio. Mancherà l’ultimo pezzo in galleria dove in fase di scavo si sono manifestate criticità geologiche. In quel tratto sarà usata la strada esistente che corre lungo l’Adda. Nel weekend seguente è previsto un test: sarà percorribile solo in direzione Sondrio mentre chi viaggia verso l’Alta Valtellina userà la strada ordinaria. Si tratta di una prova perché è quanto si è pensato di fare nel periodo olimpico. L’idea, emersa in un vertice in Prefettura, è di consentire a chi arriva da Sondrio di usufruire del punto di interscambio a Tirano, da dove partono i bus per Bormio e Livigno. Dobbiamo capire se funziona e lo testiamo in un fine settimana».
C’è però la questione della ferrovia.
«Premesso che non è una mia competenza diretta, ci avevano assicurato che tutto sarebbe stato pronto dopo lo stop delle scorse estati. Al momento però ci sono cantieri aperti per le strade di affiancamento ai passaggi a livello che devono essere eliminati. Questo, mi hanno spiegato, incide sulle dotazioni tecnologiche: fino a quando l’intervento non sarà ultimato sono possibili guasti. Per questo, durante i Giochi, ci sarà un monitoraggio “umano” con la possibilità per gli operatori di intervenire in caso di guasti. A fronte dell’aumento delle corse nel periodo olimpico, ho manifestato le mie perplessità e stiamo pressando Rfi e Trenord perché il servizio, così com’è, non è soddisfacente. Mi sono state tuttavia date rassicurazioni spiegando che, trattandosi di treni diretti, il tempo di chiusura dei passaggi a livello è inferiore con minore impatto sula viabilità».
E sul fronte degli impianti di gara?
«Lì è tutto a posto. Il nuovo impianto di innevamento della Stelvio a Bormio ha dimostrato che la pista si può preparare in tre giorni. E anche a Livigno è stato fatto e si sta facendo un lavoro straordinario: i 500 posteggi del Mottolino che tolgono le auto dalla superficie, lo snow park costruito con neve e non terra o rilevati che garantisce un maggiore rispetto dell’ambiente. E non dimentichiamo il collegamento tra i due versanti: quando sarà ultimato consentirà di ridurre del 23% la circolazione in una località che è già al top e con questa eredità olimpica diventerà uno dei gioielli delle Alpi».