di Micol Baronio
Un libro del 1933, 42 mila file riemersi dagli archivi e una pagina poco conosciuta della medicina italiana. Torna al centro dell’attenzione la figura di Gaetano Fichera (1880-1935), tra i pionieri dell’oncologia e fondatore e primo direttore dell’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano.
Negli anni Trenta Fichera elaborò una concezione innovativa del cancro, basata sulla teoria dello “squilibrio oncogeno” e sull’influenza dei fattori interni ed esterni all’organismo. Secondo la documentazione oggi riproposta, quelle ricerche si inserivano in un programma internazionale che avrebbe coinvolto circa 3.500 medici e chirurghi oncologi, impegnati nello studio dell’alimentazione, delle difese biologiche, dei batteri e dei parassiti, tra cui l’Anchilostoma.
Al centro, la cosiddetta Terapia Biologica Nutrizionale. Ai documenti storici viene attribuita una cifra sorprendente: 1.500 guarigioni di malati oncologici terminali con metastasi. Un dato di grande portata, che richiede naturalmente un’attenta verifica scientifica.
La stessa terapia, secondo la ricostruzione, sarebbe stata applicata anche allo sport negli anni Venti e Trenta. Si citano Alfredo Binda, vincitore di cinque Giri d’Italia e tre titoli mondiali, e la Nazionale di Vittorio Pozzo, protagonista dei trionfi del 1934 e 1938 e dell’oro olimpico del 1936. L’idea alla base era che atleti d’élite e pazienti oncologici condividessero la necessità di ricostruire la massa muscolare, compromessa nei malati dalla cachessia. Fichera viene inoltre indicato come fondatore del Cagliari Calcio nel 1920.
La svolta arriva nel 2018. Alessandro Govoni, economista ed esperto di alta finanza, partecipa a Roma a un gruppo di studio sulle trasformazioni della finanza internazionale dal 1937. In quel contesto, racconta di aver individuato un patrimonio di 42mila file e uno studio epidemiologico relativi a ricerche mediche del Novecento, a suo dire rimaste secretate per decenni.
Perché queste ricerche sarebbero scomparse dal dibattito pubblico? E quale valore possono avere oggi? Govoni, oggi impegnato nella divulgazione medico-scientifica e nella nutrizione sportiva, ne promuove la riscoperta.
La ripubblicazione dell’opera originale di Fichera del 1933 riapre così una vicenda che intreccia medicina, sport e archivi storici. Non per sostituire le prove con il fascino del mistero, ma per riportare quei documenti alla luce e sottoporli al necessario confronto scientifico.