di Vassiliki Tziveli*
Ogni anno c’è un momento che sembra uguale a tutti gli altri. Uno zaino nuovo appoggiato vicino alla porta, un diario ancora da riempire, libri con l’odore della carta appena stampata, scarpe pronte per il primo giorno. Eppure, dietro quella scena così familiare, si nasconde qualcosa di molto più profondo.
Il ritorno a scuola non segna soltanto l’inizio di un nuovo anno scolastico, ma anche quello di un nuovo inizio emotivo. È il momento in cui bambini e ragazzi si ritrovano a fare i conti con aspettative, paure, entusiasmo e incertezze. C’è chi non vede l’ora di riabbracciare gli amici e chi teme di non sentirsi all’altezza. C’è chi affronta una nuova scuola, una nuova classe, nuovi insegnanti o nuovi compagni, e chi porta con sé il desiderio silenzioso di essere accolto, compreso e valorizzato.
Anche per i genitori questo periodo rappresenta una ripartenza. Dietro un sorriso incoraggiante si nascondono spesso preoccupazioni, speranze e il desiderio di vedere il proprio figlio sereno. È naturale volerlo proteggere, aiutarlo a ottenere buoni risultati e accompagnarlo verso il successo, ma la preparazione più importante non riguarda soltanto quaderni, libri e materiale scolastico. La vera preparazione inizia dalle emozioni. Un bambino che si sente ascoltato affronta le difficoltà con maggiore fiducia. Un ragazzo che percepisce di essere accolto anche quando sbaglia sviluppa sicurezza e autonomia. Quando un figlio sa di poter tornare a casa senza il timore di deludere, trova il coraggio di mettersi in gioco, di imparare, di crescere. Per questo il rientro a scuola può diventare un’occasione preziosa per costruire un clima di fiducia.
Le parole degli adulti hanno un peso enorme e possono trasformare l’ansia in motivazione, la paura in curiosità e l’errore in un’opportunità di crescita. Ogni incoraggiamento sincero aiuta un ragazzo a comprendere che il proprio valore non dipende da un voto, ma dalla capacità di impegnarsi, rialzarsi e continuare a credere in sé stesso.
La scuola non dovrebbe essere soltanto il luogo dove si imparano matematica, storia o grammatica. Dovrebbe essere lo spazio in cui si impara a conoscersi, a gestire le emozioni, a convivere con gli altri, a scoprire i propri talenti e ad affrontare anche i momenti più difficili.
All’inizio di un nuovo anno scolastico non serve pretendere la perfezione, ma serve creare un ambiente in cui ogni bambino e ogni ragazzo possano sentirsi visti, sostenuti e liberi di crescere. Quando un figlio torna a casa con la certezza di essere amato indipendentemente dal risultato, porta con sé la lezione più importante: quella che nessun libro potrà mai insegnare, ma che lo accompagnerà per tutta la vita.
*mental coach e giornalista