I suggerimenti di Vassiliki Tziveli*

La nostalgia di agosto: quando l’estate finisce, cosa ci sta dicendo davvero?

*mental coach e giornalista.

La nostalgia di agosto: quando l’estate finisce, cosa ci sta dicendo davvero?

di Vassiliki Tziveli*

Ci sono emozioni che arrivano in punta di piedi, non fanno rumore, ma si fanno sentire. Una di queste è la nostalgia che spesso accompagna gli ultimi giorni di agosto. Le giornate iniziano lentamente ad accorciarsi, le città tornano a riempirsi, le agende si popolano di impegni e, quasi senza accorgercene, avvertiamo una lieve malinconia. È come se una parte di noi non fosse ancora pronta a salutare l’estate e questa sensazione è molto più profonda di quanto sembri perché non stiamo semplicemente lasciando una stagione, ma stiamo lasciando un modo di vivere. L’estate, per molti, rappresenta libertà, leggerezza, spontaneità, tempo da dedicare a sé e alle persone che amiamo. Quando tutto questo termina, il cervello percepisce un cambiamento e, come accade davanti a ogni cambiamento, può reagire con resistenza.
La nostalgia, però, non è un’emozione negativa, è un messaggio e ci dice che qualcosa ha avuto valore. Il problema nasce quando restiamo aggrappati a ciò che è stato, invece di chiederci cosa possiamo portare con noi nella nuova stagione della vita. Tante volte, infatti, pensiamo che da settembre ricomincia tutto come se settembre fosse una condanna e agosto una parentesi felice ormai chiusa. In realtà, il benessere non dovrebbe dipendere dal calendario, ma dalle scelte che facciamo ogni giorno. Forse l’estate ci ha insegnato che abbiamo bisogno di rallentare di più, ci ha ricordato quanto sia importante cenare senza guardare il telefono, passeggiare senza fretta, ridere con gli amici, ascoltare davvero chi abbiamo accanto o concederci qualche ora solo per noi. Se queste esperienze ci hanno fatto stare bene, perché dovrebbero finire insieme alle vacanze?
La vera sfida è trasformare ciò che abbiamo scoperto durante l’estate in nuove abitudini. Non servono rivoluzioni, basta conservare piccoli spazi di qualità anche nella routine come una passeggiata dopo il lavoro, una colazione senza correre, un pomeriggio dedicato alla famiglia, qualche minuto di silenzio prima di iniziare la giornata.
Allenare la mente significa non vivere aspettando il prossimo momento felice, ma imparare a costruire benessere anche nella quotidianità. Chi sviluppa questa capacità affronta i cambiamenti con maggiore equilibrio, senza vivere ogni fine come una perdita. Ogni stagione della vita porta con sé qualcosa da lasciare e qualcosa da costruire.
Agosto finisce, è vero, ma ciò che ci ha regalato può continuare ad accompagnarci, se scegliamo di farne un patrimonio interiore e non soltanto un ricordo. La felicità non appartiene all’estate, all’inverno o a un mese dell’anno, ma appartiene alla nostra capacità di vivere pienamente il presente, trovando ogni giorno un motivo per stare bene. E forse il modo migliore per salutare agosto non è dirgli addio con tristezza, ma ringraziarlo per ciò che ci ha insegnato e portare quel senso di leggerezza dentro il settembre che ci aspetta.

*mental coach e giornalista