L'approfondimento

La medicina di Ildegarda di Bingen e l’equilibrio complessivo della persona

Il grande insegnamento di Ildegarda sarebbe proprio questo: la salute non dipende soltanto dall’assenza di malattia, ma dalla capacità di mantenere armonia tra intestino, emozioni, ambiente e vita interiore. Una visione antica che oggi appare sempre più attuale.

La medicina di Ildegarda di Bingen e l’equilibrio complessivo della persona

di Micol Baronio

Una medicina del Medioevo che oggi torna ad attirare l’attenzione di medici, ricercatori e pazienti. È il pensiero di Ildegarda di Bingen, mistica, erborista e guaritrice vissuta nel XII secolo, considerata da molti una figura sorprendentemente moderna per la sua capacità di collegare salute fisica, emozioni, alimentazione e ambiente.

Ad approfondire questa visione è la dottoressa Sabrina Melino, chimica e tecnologa farmaceutica, ricercatrice universitaria e studiosa del pensiero medico-filosofico ildgardiano, secondo cui molte malattie croniche non nascerebbero improvvisamente, ma sarebbero il risultato di una progressiva perdita di equilibrio tra corpo e vita interiore.

Secondo la medicina di Ildegarda esisterebbe, infatti, una fase iniziale definita “campo neutro”, nella quale la persona non presenta ancora una vera patologia diagnosticabile, ma avverte già segnali precisi: insonnia, cattiva digestione, reflusso, gonfiore addominale, stanchezza, nervosismo, tristezza o difficoltà di concentrazione. Disturbi spesso sottovalutati, ma che rappresenterebbero un primo campanello d’allarme.

Nella visione ildgardiana il primo organo a risentire di questo squilibrio sarebbe il fegato, considerato il grande regolatore dell’organismo. Quando il fegato entra in sofferenza compaiono alterazioni digestive, affaticamento, irritabilità e disturbi del sonno. Successivamente il problema si trasferirebbe all’intestino, con gonfiore, infiammazione e alterazione del microbiota. Una lettura che oggi trova numerose conferme scientifiche.

Sempre più studi, infatti, collegano intestino e infiammazione cronica a patologie autoimmuni, fibromialgia, depressione, reflusso gastroesofageo e disturbi metabolici.

Particolare importanza viene attribuita anche alle emozioni. Secondo Ildegarda, rabbia trattenuta, tristezza cronica e stress continuo avrebbero effetti diretti sull’organismo. La bile, ad esempio, veniva interpretata non solo come elemento fisiologico legato al fegato, ma anche come simbolo di emozioni represse. Quando queste emozioni non vengono elaborate, il corpo inizierebbe lentamente a manifestare il disagio attraverso sintomi fisici. Per questo motivo la medicina ildgardiana non si limita al trattamento del sintomo, ma punta a ricostruire un equilibrio complessivo della persona.

Fondamentale diventa quindi lo stile di vita: rispetto del sonno, alimentazione semplice, ritmi regolari e maggiore contatto con la natura. Tra gli alimenti maggiormente consigliati compare il finocchio, ritenuto utile per digestione, gonfiore intestinale e reflusso, grazie alla sua azione antinfiammatoria e digestiva. Grande attenzione anche al farro monococco, cereale antico considerato più tollerabile e utile per il microbiota intestinale. Tra i rimedi più interessanti studiati dalla dottoressa Melino vi è anche l’assenzio, utilizzato da Ildegarda soprattutto nei cambi di stagione. Secondo questa tradizione, l’assenzio favorirebbe la funzionalità digestiva, il drenaggio epatico e il corretto fluire della bile, risultando utile in caso di reflusso, pesantezza digestiva e intestino irritabile.

Un altro aspetto centrale riguarda il sonno. Ildegarda sosteneva che il riposo notturno fosse indispensabile non solo per il recupero fisico, ma anche per l’equilibrio emotivo e mentale. Mangiare troppo tardi, vivere costantemente sotto stress o alterare il ritmo sonno-veglia contribuirebbe infatti ad aumentare infiammazione e squilibri ormonali. Secondo la dottoressa Melino, il grande insegnamento di Ildegarda sarebbe proprio questo: la salute non dipende soltanto dall’assenza di malattia, ma dalla capacità di mantenere armonia tra intestino, emozioni, ambiente e vita interiore. Una visione antica che oggi appare sempre più attuale.