Inchiesta sul clima

La maturazione dell’uva è perfetta

Temperature elevate e assenza di pioggia hanno favorito un’altissima qualità.

La maturazione dell’uva è perfetta

Se c’è un risvolto positivo per il caldo estremo che le stazioni meteo hanno registrato questa estate lo si deve cercare nei vigneti. Le alte temperature prolungate nelle settimane che in città sono state più difficili, infatti, sulle colline piemontesi hanno contributo alla maturazione dell’uva che, a quanto pare, non è mai stata così buona come quest’anno. «Siamo stati tra i primi a partire quest’anno con la vendemmia – spiega Giacomo Pondini, direttore del consorzio dell’Asti Docg – Soprattutto per i vigneti che abbiamo ad est, ad altitudini più basse, le maturazioni zuccherine ed aromatiche dell’uva sono state molto avanzate, per cui partendo prima siamo riusciti a mettere in cantina dell’uva di grande qualità, con la quale faremo delle ottime bottiglie da servire sulle tavole dei nostri clienti. Ancora è presto per avere dei numeri: nei vigneti a ovest, che sono ad altitudini più elevate, la vendemmia non è ancora finita. Lì la maturazione è più lenta. Il rischio delle ondate di calore, soprattutto dei veri e propri colpi di caldo, è quello di bruciare i grappoli, ma un’adeguata copertura fogliare, oltre che una corretta gestione, permette di limitare il rischio». «La difficoltà più grande è stata di chi ha dovuto raccogliere l’uva sotto il sole a 40 gradi – sottolinea Pondini – Per quello ci siamo organizzati predisponendo il lavoro nelle ore più fresche della giornata. E vedo che molte aziende – conclude il direttore del Consorzio – stanno ripensando l’organizzazione del lavoro proprio per questo motivo».

Anche l’altra grande area geografica famosa per la produzione vinicola del Piemonte, l’Alta Langa, ha anticipato la vendemmia e prevedono una produzione di elevata qualità, soprattutto di spumante. «Vignaioli, case spumantiere e Consorzio – spiega il vicepresidente del Consorzio Alta Langa Docg, Gianmario Cerutti – stanno lavorando per sviluppare e integrare nuovi studi di zonazione geo–pedoclimatica, elaborazione di dati e modelli che supportino nel lavoro sia quotidiano in vigna e cantina, sia di sviluppo della denominazione a medio e lungo periodo».
Dello stesso avviso sono i soci di Confagricoltura Alessandria, che in un comunicato spiegano come la qualità dell’uva sia «generalmente ottima». Le temperature elevate e la scarsa quantità di piogge hanno consentito «una sanità del prodotto assoluta e un ottimo contenuto zuccherino». «La scelta del momento ottimale di raccolta e di avvio alle fasi di lavorazione delle uve, che rappresenta sempre una sfida per il viticoltore alla ricerca del giusto equilibrio fra quantità e qualità del prodotto, appare in questa campagna particolarmente delicata, proprio per la concomitanza di maturazione dei vari vitigni che si sta concentrando in un periodo abbastanza ristretto rispetto alle stagioni normali. A questa contrazione del periodo ottimale di raccolta si accompagna il fenomeno della scarsità di manodopera minimamente specializzata, sempre più grave e solo attenuato dal ricorso alla vendemmia meccanizzata alla quale sempre più aziende sono costrette a ricorrere».
«Purtroppo non si può non sottolineare che a fronte dell’ottima qualità del prodotto, ottenuta grazie a pesantissimi sforzi organizzativi ed economici, i prezzi di vendita delle uve – così da Confagricoltura – permangono bassi e totalmente insoddisfacenti per le aziende, le quali in parecchi casi a fine campagna non vedono premiata la loro fatica da un minimo riscontro economico. Pur nella dovuta indipendenza della formazione dei prezzi in un libero mercato, è fondamentale che tutte le parti in causa si adoperino per migliorare la situazione, portando idee nuove ed evitando irrigidimenti che potrebbero causare, in un prossimo futuro, crisi esiziali per l’intero settore».