I dati Istat 2024-2025 raccontano una mobilità interna in ripresa e un’Italia sempre più attraversata da spostamenti legati al lavoro, alla formazione e alle opportunità. Nel Nordovest Lombardia, Piemonte e Liguria mostrano tre profili differenti, ma inseriti nello stesso quadro di attrattività territoriale. Nel 2025 la mobilità interna italiana torna a crescere: i trasferimenti di residenza tra Comuni raggiungono quota 1,455 milioni, oltre 70mila in più rispetto al 2024, con un incremento del 5,1%. Il Nord si conferma l’area più dinamica negli scambi interni: il tasso migratorio è positivo sia nel Nord-Est (+1,6 per mille) sia nel Nord-Ovest (+1,3 per mille). E’ dentro questo scenario che Lombardia, Piemonte e Liguria assumono un ruolo significativo. Le tre regioni condividono la collocazione nel Nordovest, ma presentano risultati diversi soprattutto quando si osserva il saldo migratorio dei giovani laureati italiani tra i 25 e i 34 anni nel periodo 2019-2025.
Lombardia, la grande calamita per i giovani qualificati
La Lombardia rappresenta il caso più evidente di attrazione interna. Nel periodo 2019-2025 la regione registra un saldo complessivo positivo di circa 39.700 giovani laureati italiani tra 25 e 34 anni, il dato migliore tra tutte le regioni italiane. Il risultato è particolarmente significativo perché la Lombardia, nello stesso periodo, perde oltre 18mila giovani laureati verso l’estero. La perdita viene però ampiamente compensata dalla mobilità interna: il saldo nei confronti delle altre regioni è infatti positivo per circa 58mila unità. La Lombardia si conferma quindi un polo capace di intercettare capitale umano proveniente dal resto del Paese. Un ruolo che emerge anche nei flussi dal Mezzogiorno: nel 2025 quasi tre trasferimenti su dieci dal Sud verso il Centro-Nord hanno come destinazione la Lombardia, mentre il tasso di immigratorietà della regione per questi flussi raggiunge il 3,0 per mille, secondo solo all’Emilia-Romagna.
Piemonte, un saldo positivo ma più contenuto
Il Piemonte si colloca in una posizione intermedia. Nel bilancio dei giovani laureati italiani di 25-34 anni, il saldo complessivo 2019-2025 è positivo per circa 5.400 unità. È un risultato nettamente inferiore a quello lombardo, ma comunque favorevole. Il dato piemontese va letto all’interno della più ampia dinamica del Nord, che nel periodo considerato riesce complessivamente a trasformare la mobilità interna in un fattore di compensazione rispetto alle uscite verso l’estero. Nel complesso, infatti, il Nord registra un saldo migratorio interno positivo di circa 108mila giovani laureati italiani provenienti dal Mezzogiorno. Considerando insieme mobilità interna ed estera, il saldo del Nord diventa positivo per circa 59mila giovani laureati.Il Piemonte partecipa dunque alla capacità attrattiva del Nordovest, ma con un’intensità decisamente più contenuta rispetto alla Lombardia. Il suo saldo positivo suggerisce comunque una capacità di trattenere e attirare capitale umano, almeno in misura sufficiente a compensare le perdite registrate nei rapporti con l’estero.
Liguria, il saldo torna leggermente negativo
Diverso il quadro della Liguria, che nel periodo 2019-2025 presenta un saldo complessivo di circa -1.400 giovani laureati italiani tra i 25 e i 34 anni. La regione si trova quindi appena sotto la soglia di equilibrio. La distanza rispetto alla Lombardia è notevole, ma il dato ligure è comunque molto diverso dalle perdite più consistenti registrate in altre aree del Paese. La graduatoria regionale elaborata dall’Istat mostra infatti una forte polarizzazione: accanto ai risultati positivi di Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte, compaiono saldi negativi progressivamente più marcati in altre regioni, fino al -42mila della Campania. La Liguria si inserisce così in una fascia intermedia, caratterizzata da un sostanziale equilibrio ma senza la forza attrattiva esercitata dalla Lombardia.
Un Nordovest sostenuto anche dall’immigrazione straniera
La lettura dei dati non riguarda soltanto la mobilità dei giovani italiani. Anche i flussi internazionali confermano il peso del Nordovest. Nel 2025 questa ripartizione geografica ha accolto il 33,5% degli ingressi di cittadini stranieri, la quota più elevata tra le aree italiane. Il Nord-Est segue con il 21,7%, mentre il Centro si ferma al 20,3% Si tratta di un elemento importante per comprendere la trasformazione demografica dell’area: da un lato il Nordovest continua ad attirare giovani italiani provenienti da altre regioni; dall’altro rappresenta una delle principali destinazioni dei nuovi ingressi dall’estero. Il quadro nazionale mostra infatti che il saldo migratorio con l’estero nel 2025 è salito a +296mila unità, grazie soprattutto alla componente straniera, il cui saldo è pari a +348mila. Per gli italiani, invece, il saldo resta negativo, anche se migliora da -83mila nel 2024 a -53mila nel 2025.
La sfida del capitale umano
I numeri di Lombardia, Piemonte e Liguria vanno infine inseriti in una tendenza nazionale più ampia: la mobilità sta ridisegnando la geografia del capitale umano italiano. Tra il 2019 e il 2024 l’Italia ha perso 78mila giovani laureati italiani nel saldo migratorio con l’estero. Nello stesso periodo, però, il saldo dei giovani laureati stranieri è stato positivo per 88mila unità, determinando un saldo complessivo positivo di poco meno di 10mila laureati. Il Nordovest continua a essere una delle aree centrali della trasformazione demografica italiana.