Inchiesta su stili di vita e sport

La forma fisica ci costa 300 euro

E’ quello che mediamente ciascuno spende ogni anno per le discipline legate al fitness che ha superato pure il calcio come numero di praticanti.

La forma fisica ci costa 300 euro

Tra le discipline maggiormente praticate dagli italiani il fitness di gran lunga è quella più diffusa. Stando ai dati Istat, commentati e analizzati dall’Osservatorio Valore Sport di Ambrosetti, dal 2015 al 2024 la quota di sportivi italiani che praticano fitness è aumentata dal 25,2% al 33,1%: con +7,9 punti percentuali è quella che fa registrare l’aumento più marcato. Ma allora il vecchio adagio che lega la nostra nazione al calcio non è più vero? In parte, perché il gioco del calcio è comunque al secondo posto delle classifiche delle discipline più praticate dagli sportivi in Italia. Però, nonostante occupi il secondo posto, il calcio sconta una flessione piuttosto marcata, nello stesso periodo temporale, sia in valori percentuali (-2,9%) che in termini assoluti (315.000 praticanti in meno). Calano anche le discipline che occupano il terzo posto nella classifica, ossia quelle degli sport acquatici (nuoto in testa) con il 2,4% in meno di praticanti (una flessione che in termini assoluti si traduce in 240.000 persone in meno).

Ma quella del fitness è una galassia composta da diverse sottodiscipline, motivo per cui riesce a raggiungere un gran numero di praticanti. La classica sala pesi in palestra è il sottogruppo più praticato e trasversale (il 30% dei praticanti) seguita dall’altrettanto classica ginnastica, scelta dal 28% dei praticanti fitness. Tra le altre discipline più nuove, considerate emergenti, si trova il functional training, con il 13% dei praticanti fitness. L’11% dei praticanti fitness invece ha dichiarato di scegliere il pilates (ma nell’indagine erano possibili più risposte multiple).

Si va in palestra per sentirsi in forma e stare bene

E’ la risposta più diffusa (86,9%) alla domanda “Perché hai deciso di andare in palestra?”. Quindi non già per perdere peso o per altre motivazioni più specifiche, ci si iscrive in palestra perché si vuole far qualcosa per sé e per stare bene, in un corretto equilibrio psicofisico.

Ma quali sono le abitudini di chi si allena?

La pratica sportiva si configura sempre di meno come una pratica mordi e fuggi: chi si allena sceglie di farlo in modo serio e costante nel tempo. Questi dati – estrapolati dai gestionali di oltre un migliaio di strutture sportive in rete sul territorio – parlano chiaro, e raccontano un progressivo aumento della durata media degli abbonamenti alle strutture sportive nell’ultimo triennio. Parallelamente calano le sottoscrizioni di abbonamenti mensili, anche se rimangono ancora la formula più diffusa di frequentazione di una palestra ovunque, tranne che nel Nordovest, dove il 43% degli iscritti sceglie abbonamenti che vanno dai 7 ai 12 mesi. Nel triennio 2023-2025 aumenta anche la spesa media annuale: nel 2025 ha raggiunto quota 277,1 euro (+8% rispetto al 2023).

Il boom di tennis e padel

Contestualmente al fitness, sono esplose anche le discipline cosiddette di racchetta. Sopra tutte sono il tennis e il padel, che seguono anche gli ottimi risultati sportivi conseguiti da atleti azzurri negli ultimi tempi. Nell’ultimo decennio infatti i praticanti queste discipline in Italia sono aumentati del 58,5% arrivando (nel 2024) a quota 1,8 milioni. Guardando solamente ai livelli agonistici la crescita è del 170% di tesserati Coni per tennis e padel (828.000 nel 2023). E’ quello che il rapporto di Ambrosetti chiama Effetto Sinner, che «sta generando un impatto sistemico sulla pratica della disciplina. I successi dell’atleta hanno infatti contribuito a rafforzare la visibilità del tennis nei media, ad ampliare la base dei praticanti e ad accrescere l’attrattività commerciale del movimento, con effetti positivi su sponsorship, diritti media e investimenti nei club e nelle infrastrutture».

Il padel è più diffuso nelle fasce più giovani

Un focus particolare sulla disciplina che negli ultimi anni ha visto un vero e proprio boom anche nei nostri territori, con l’apertura di numerosi centri dedicati esclusivamente a questo gioco:

«Il padel – così si legge nel report – si caratterizza per una forte penetrazione tra i più giovani, con il 38% dei praticanti in un’età compresa tr a13 e 18 anni». L’altra caratteristica particolare della disciplina è l’alta frequenza con cui viene praticata: «In media, i giocatori di padel affittano un campo 4,8 volte al mese, mentre il 9,3% arriva a prenotarlo 10 o più volte in un mese».

L’ascesa di una nuovissima disciplina

Al fianco di tennis e padel si registra l’ascesa di una nuova disciplina, importata dagli Usa, che ha trovato subito grande favore nel nostro Paese. Si tratta del Pickleball, e a rendere il conto della situazione è il numero di campi per praticarlo: in Italia nel 2023 erano circa 120, mentre nel 2025 hanno superato quota 400.