di Micol Baronio*
Negli ultimi decenni parlare di integratori e nutraceutici è diventato sempre più comune. Ma quando servono davvero? E, soprattutto, come usarli in modo corretto?
A fare chiarezza è Francesco Garritano, laureato in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche e in Scienze della Nutrizione, biologo nutrizionista attivo in diverse città italiane e da anni impegnato nello studio dell’alimentazione funzionale e dei meccanismi infiammatori.
«Negli anni ’50 o ’60 sarebbe bastato mangiare bene – spiega Garritano – oggi purtroppo non è più così».

I terreni agricoli sono impoveriti, la stagionalità è spesso ignorata e molti alimenti percorrono migliaia di chilometri prima di arrivare sulle nostre tavole. A questo si aggiunge un largo consumo di cibi ultraprocessati, ricchi di zuccheri, grassi idrogenati e additivi, che appagano il palato ma non nutrono davvero le cellule. Da qui nasce il bisogno, sempre più frequente, di integrare. Ma è fondamentale chiarire che integrazione non significa sostituzione: nessun prodotto può compensare una cattiva alimentazione o uno stile di vita scorretto. L’integrazione è un supporto, utile solo se inserito in un quadro che comprenda dieta equilibrata, sonno regolare, gestione dello stress, attività fisica e corretta idratazione.
Altro punto centrale è distinguere tra integratori e nutraceutici. I primi servono soprattutto a colmare carenze o aumentati fabbisogni (stress, sport intenso, gravidanza, invecchiamento). I nutraceutici, invece, hanno un’azione biologica più mirata e vengono utilizzati all’interno di percorsi specifici, sempre sotto controllo professionale.
Garritano richiama l’attenzione anche sulla lettura delle etichette: non conta solo il principio attivo, ma anche ciò che lo accompagna. Eccipienti come zuccheri, maltodestrine, lattosio, glutine o additivi possono ridurre la tollerabilità del prodotto, interferire con l’assorbimento o creare problemi in soggetti sensibili. Tra le integrazioni più comuni, la vitamina D è spesso necessaria, vista l’alta percentuale di popolazione carente; va considerata la sua sinergia con vitamina K2 e magnesio, che ne favorisce l’attivazione. Gli omega 3 risultano utili in diverse fasi della vita, mentre gli antiossidanti vanno dosati con criterio: un eccesso può essere controproducente.
Anche nello sport, l’uso indiscriminato di prodotti proteici o stimolanti può comportare rischi se non adeguato alle reali esigenze.
Il messaggio finale è chiaro: niente fai-da-te. L’integrazione efficace è personalizzata, basata su una valutazione clinica e inserita in un vero percorso di salute. Solo così integratori e nutraceutici diventano strumenti utili di prevenzione e benessere duraturo.