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Infortuni sul lavoro in calo, ma la Liguria rimane in zona rossa

«Il nuovo anno si apre con un decremento più che significativo del numero dei decessi: -43,3% rispetto a gennaio 2025, pari a 26 decessi in meno. E’ presto per parlare di emergenza superata, ma questo dato rappresenta un’importante inversione di tendenza attesa da tempo da chi, come noi, si occupa di sicurezza dei lavoratori da decenni» afferma Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul lavoro e ambiente Vega, commentando i dati dell’ultima indagine elaborata.

Infortuni sul lavoro in calo, ma la Liguria rimane in zona rossa

La Liguria è rossa, Piemonte e Lombardia gialli per incidenza degli infortuni mortali, rispetto al valore di incidenza media nazionale, cioè il numero di infortuni mortali ogni milione di occupati. Rosso maggiore di 1,25 di incidenza, giallo tra 1 e 1,25.

A livello provinciale, prima per incidenza Imperia, poi La Spezia, Pordenone, Livorno, Taranto, Cremona, Alessandria; Pavia è 12ª, Varese 16ª, Milano 20ª, Torino 22ª.
Nel primo mese del 2026 si contano 34 infortuni mortali: 28 in occasione di lavoro e 6 in itinere. La maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro va ancora alla Lombardia (5). Seguono: Liguria, Sicilia, Veneto e Lazio (3), Toscana, Campania, Piemonte ed Emilia-Romagna (2), Friuli-Venezia Giulia, Marche e Puglia (1).

«Il nuovo anno si apre con un decremento più che significativo del numero dei decessi: -43,3% rispetto a gennaio 2025, pari a 26 decessi in meno. E’ presto per parlare di emergenza superata, ma questo dato rappresenta un’importante inversione di tendenza attesa da tempo da chi, come noi, si occupa di sicurezza dei lavoratori da decenni» afferma Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul lavoro e ambiente Vega, commentando i dati dell’ultima indagine elaborata.

Guardando le vittime in occasione di lavoro, l’incidenza più elevata si registra ancora nella fascia d’età degli ultra 65 (2,6) e in quella compresa tra i 55 e i 64 anni (2,3), seguite dalla fascia di lavoratori tra i 15 e i 24 anni (1,7). Numericamente, invece, la fascia più colpita dagli infortuni mortali in occasione di lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni (12 vittime su un totale di 28).
Sono 3 le donne decedute (3 in meno rispetto al 2025); di queste, 2 hanno perso la vita in occasione di lavoro (2 in meno del 2025) e 1 in itinere (1 in meno), cioè nel percorso casa-lavoro.
Circa una vittima su quattro è straniera. Il rischio di morte sul lavoro, poi, risulta essere più che doppio rispetto a quello per i lavoratori italiani. Infatti, gli stranieri registrano 2,4 morti ogni milione di occupati, contro l’1 degli italiani.

Alla fine di gennaio 2026 i settori più colpiti sono Attività Manifatturiere e Trasporti e Magazzinaggio. Il venerdì risulta essere il giorno in cui si sono verificati più infortuni mortali (28,6%), seguito dal mercoledì (25%).

Le denunce di infortunio totali registrate a fine gennaio 2026 sono 41.905, leggermente in aumento rispetto alle 41.800 del 2025. Anche all’inizio del nuovo anno il più elevato numero di denunce totali arriva dalle Attività Manifatturiere (3.658); seguono: Sanità (2.210), Trasporto e Magazzinaggio (1.869), Commercio (1.866) e Costruzioni (1.725). A gennaio 2026 le denunce di infortunio presentate dalle lavoratrici sono 16.204 (13.176 delle quali in occasione di lavoro), mentre quelle degli uomini ammontano a 25.701 (delle quali 22.686 in occasione di lavoro). Le denunce dei lavoratori stranieri sono 8.603 su 41.905 (circa 1 su 5), mentre in occasione di lavoro se ne registrano 7.300 su un totale di 35.862 (ancora circa 1 su 5).