Il rapporto «Non sicurezza, quanto mi costi?»

Infortuni in Lombardia un conto da 6 miliardi di euro in 12 mesi

L'indagine di da Confcooperative Lavoro e Servizi Lombardia riguarda il periodo compreso tra marzo 2025 e febbraio 2026.

Infortuni in Lombardia un conto da 6 miliardi di euro in 12 mesi

Sei miliardi di euro. Tanto è costata – solo in regione Lombardia – la mancata osservanza delle norme di sicurezza sui posti di lavoro da marzo 2025 a febbraio 2026. E’ il costo economico e sociale di una piaga che aumenta nel tempo: l’anno precedente infatti era del 2,4% inferiore. A mettere in evidenza il problema è la terza edizione del rapporto «Non sicurezza, quanto mi costi?», presentato da Confcooperative Lavoro e Servizi Lombardia.

La provincia di Milano è quella dove il problema è più pesante, Mantova e Cremona migliorano

Con 36.784 denunce di infortuni sul lavoro all’Inail è la provincia di Milano ad avere la situazione in termini assoluti più grave. Segue a una notevole distanza la provincia di Brescia, dove da marzo 2025 a febbraio 2026 le denunce di infortunio sui luoghi di lavoro sono state 15.836, meno della metà. Dopo Brescia si trova il territorio bergamasco, con 12.664 denunce nei 12 mesi di riferimento. Rispetto alle rilevazioni precedenti ci sono anche delle note positive. Le province di Mantova e Cremona infatti segnano una diminuzione delle denunce, rispettivamente del 3,9% e del 1,7%. Anche Bergamo ha segnato una diminuzione rispetto all’anno precedente, ma poco rilevante (0,3%). I numeri, messi in relazione con quelli della rilevazione precedente, cambiano le posizioni della classifica: Brescia con un incremento delle denunce del 5,5% scalza il territorio milanese, che si ferma al 3% in più rispetto all’anno passato.

Quanto sono costati, provincia per provincia, gli infortuni?

Già i numeri di per sé fanno impressione, ma se si rapportano ai costi sociali ed economici che comportano gli infortuni sui territori delle province in cui si verificano il quadro diventa impressionante. In testa rimane sempre la provincia di Milano, con la cifra record di 2,02 miliardi di euro (sempre nei 12 mesi di riferimento). Segue Brescia, con 870 milioni di euro, e Bergamo, con 696 milioni di euro. A livello nazionale, la commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro ha rilevato che i costi per la non-sicurezza sul lavoro ammontano, per ciascun infortunio, a 54.964 euro.

Il settore più colpito

Il comparto del terziario è quello più esposto a rischi di infortunio sul lavoro. Secondo l’indagine infatti nei 12 mesi di riferimento sono stati 28.666 le denunce in questo ambito, confermando i dati dell’anno scorso. Si conferma anche il comparto industriale al secondo posto, con 26.979 denunce. Il numero più elevato di denunce si registra tra le fasce degli over 50 (22.955) e degli under 20 (21.866), ma osservando le dinamiche si nota come gli incrementi maggiori si siano avuti tra gli over 60 (+9,7%) e gli under 20 (+5,2%).

Calano gli infortuni mortali rispetto all’anno precedente

L’ultima rilevazione del report annota 148 incidenti mortali in Lombardia tra marzo 2025 e febbraio 2026. Rispetto all’anno precedente la flessione è importante: -13%. Il maggior picco in aumento si registra nella provincia di Sondrio (+66%), mente il miglior trend positivo è quello della provincia di Pavia, dove gli infortuni mortali sono stati il 68% in meno rispetto all’anno precedente. A Milano segna il record assoluto di infortuni mortali (45), la crescita è stata del 9%.

La sicurezza sul lavoro non è solo una voce di costo

Continuano a essere molte le aziende che considerano dispositivi di protezione individuale, la manutenzione degli impianti, le certificazioni e l’adozione di misure protettive come solo delle voci di costo. Tuttavia è ormai assodato che non è così, e che sono regole e disposizioni che possono evitare infortuni e decessi.

«La sicurezza sul lavoro – spiega Nino Aiello, presidente della federazione Confcooperative – non può essere considerata un costo, ma un investimento imprescindibile per la tutela delle persone e la sostenibilità delle imprese. I dati confermano quanto sia ancora elevato il prezzo, economico e umano, degli infortuni. Come mondo cooperativo siamo attenti nel promuovere una cultura della prevenzione che parte dalla formazione, dall’innovazione e dalla responsabilità condivisa. Solo rafforzando questi elementi possiamo costruire ambienti di lavoro più sicuri».