Migliora la situazione delle infrastrutture in Piemonte anche se permangono forti ritardi per numerosi cantieri: solo la metà delle opere è in linea con i tempi previsti. L’analisi realizzata da Unioncamere Piemonte e Confindustria Piemonte in collaborazione con Regione, Fondazione Slala e le Accademie Piemonte Logistica, Costruzioni e Infrastrutture, riguarda 27 opere che sono in fase di progettazione, 9 che sono proposte progettuali, un servizio di trasporto combinato, 30 opere i cui lavori sono in corso e 4 che si sono concluse nel 2025. Nel 2026, anche grazie all’esaurirsi del Pnrr che ha finanziato i lavori su 9 di queste opere, è previsto che siano ultimate ulteriori 15 infrastrutture ed entro il 2033 saliranno a 42, per un importo di 30 miliardi di euro. Dalla prima edizione del monitoraggio nel 2001 risultano completate 24 tra metropolitane, opere stradali, ferrovie, interporti e trafori.
«I segnali positivi che emergono da questa edizione dell’Osservatorio Oti Piemonte vanno nella direzione giusta, ma non sono certo risolutivi, poiché sono ancora molte le infrastrutture che le imprese aspettano. Si tratta di un freno, tra i tanti, che negli ultimi 30 anni hanno rallentato lo sviluppo della nostra economia. Questo osservatorio in 25 anni è stato una sentinella attiva, segnalando e rimarcando di volta in volta la mancanza di fondi, le progettazioni a rilento e quelle poche opere che hanno visto la luce, meno di una all’anno. Grazie al Pnrr c’è stata un’accelerazione, come imprese siamo a disposizione per fornire pieno supporto affinché stabilmente il Piemonte arrivi a poter usufruire nel 2033 delle opere oggi in fase di realizzazione. Questi investimenti sono le fondamenta su cui far sviluppare la complessa transizione che la manifattura vive da alcuni anni, ma anche il principale asset per aumentare l’attrattività di questo territorio, ha dichiarato Andrea Amalberto, presidente Confindustria Piemonte.
«Lo sviluppo infrastrutturale è uno dei temi centrali per il rilancio dell’economia nell’attuale congiuntura economica e per una strutturata capacità di internazionalizzazione per le nostre imprese, peggiorata da un’incertezza geopolitica internazionale. Lo sviluppo infrastrutturale rappresenta una delle chiavi di volta per la tenuta dell’economia nazionale. Far parte del progetto Oti Piemonte è per noi strategico perché il programma rientra appieno nelle politiche delle Camere di commercio: monitorare le criticità e raccontare lo stato di avanzamento dei progetti infrastrutturali ritenuti strategici per il territorio è un elemento imprescindibile per sostenere la nostra economia e le nostre imprese» ha commentato Gian Paolo Coscia, presidente Camera di commercio di Alessandria-Asti.
Scendendo nel dettaglio del monitoraggio, come nel 2025 sono 31 le opere che risultano in linea con il programma, comprendendo sia opere in fase di progettazione che quelle cantierate. Sono invece 22 quelle che hanno subito un ritardo nell’ultimo anno, anche in questo caso il dato è stabile. Salgono invece da 5 a 9 quelle in grave ritardo. Completano il quadro 7 opere in stand by, poiché ancora si attende la proposta progettuale, erano invece sei nel 2025.
Sono 30 le opere già cantierate. Di queste 19 risultano essere in linea con i tempi programmati, 10 sono in ritardo e una in grave ritardo, si tratta dei lavori sulla Statale 33 del Sempione poiché i lavori a Villadossola non sono ancora stati avviati. Sono alle 27 opere in fase di progettazione, salgono da 8 a 11 quelle in fase preliminare, da 14 a 15 quelle in fase di progettazione definitiva, mentre scendono da 3 a 1 quelle in fase di progettazione definitiva. Sono 9 le proposte progettuali, con le nuove entrate del collegamento stradale Albenga-Altare e del nuovo casello autostradale di Predosa. Scivola invece da opera in grave ritardo, a proposta progettuale il nuovo raccordo con la A6 a Marene della SP662 con Savigliano-Saluzzo e Levaldigi. Completano il monitoraggio delle 71 opere l’Autostrada Ferroviaria Alpina e le quattro infrastrutture che sono state concluse nel 2025 e che quindi usciranno dal monitoraggio: potenziamento stazione ferroviaria di Rivalta Scrivia; raddoppio traforo autostradale del Frejus; autostrada Asti-Cuneo; tangenziale di Fossano.
«Nei prossimi anni sarà decisivo fare sistema affinché gli investimenti infrastrutturali generino una ricaduta stabile sul Piemonte – ha dichiarato Paola Malabaila, presidente Ance Piemonte e presidente della Commissione Infrastrutture e Urbanistica di Confindustria Piemonte – Dobbiamo, quindi, sin da ora impostare un piano pluriennale per la manutenzione delle infrastrutture, integrare le connessioni dell’ultimo miglio e i collegamenti di verso le nuove e vecchie opere. Le Zone logistiche semplificate vanno bene ma dobbiamo anche predisporre incentivi e bandi per la digitalizzazione e l’ammodernamento dei terminal logistici, mappare aree per nuovi investimenti per la logistica per attrarre investimenti, sostenendo la conversione modale con il “ferrobonus”».
Nel 2026 è atteso il completamento delle seguenti opere: linea Torino-Lione, Prg Orbassano; sul passante Ferroviario di Torino l’ultimazione della stazione Rebaudengo-Fossata, sulla linea SFM5 Torino la realizzazione fermate Orbassano e Borgata Quaglia, sulla linea canavesana l’elettrificazione della tratta Rivarolo-Pont, potenziamento e ammodernamento; l’ammodernamento tecnologico della linea ferroviaria Torino-Ceres; l’elettrificazione della linea Ivrea-Aosta; la riattivazione linea ferroviaria Novara-Varallo; il potenziamento della linea Acqui Terme-Ovada- Genova; la tangenziale sud-ovest di Asti e il completamento di quella di Novara; la variante alla SP460 Lombardore-Front; la rotonda di Piazza Baldissera del nodo di Torino; messa in sicurezza e costruzione galleria a Cannobio sulla SS34 del Lago Maggiore; la variante alla SS27 del Gran S. Bernardo; portare la connettività a 1 Gbit/s.